Come sopravvivere al cenone e divertirsi persino!

Ultimo aggiornamento: 17.07.19

 

Giocare d’anticipo e, se possibile, stabilire le regole del gioco, può essere il modo migliore di godersi gli appuntamenti in società anche se si ha un neonato molto piccolo cui badare. Ci sono alcuni accorgimenti da seguire per accertarsi che il piccolo stia bene e quindi non pretenda più attenzioni del solito. Con la giusta strategia, anche il cenone delle feste è un traguardo raggiungibile in compagnia del pupo.

 

Ci sono alcune circostanze mondane che si tende a evitare quando si hanno bimbi piccoli in casa. Senza rendersene conto, ci si allontana dagli amici, si evita di partecipare agli eventi in società e si finisce col privarsi presto dei vantaggi di stare insieme agli altri.

Uscire di casa con un bebè non è una cosa semplice ma nemmeno impossibile e non deve rappresentare un ostacolo insormontabile. Con la giusta organizzazione è facile sopravvivere con destrezza e agilità anche alle circostanze più difficili.

Le prove più ardue sono rappresentate da capricci e scenate, ma mettersi dalla parte del bambino e comprenderne i bisogni è la migliore strategia per uscire indenni anche dalle situazioni più difficili. Vediamo in breve quali sono le situazioni tipo nelle quali capita di trovarsi quando si è invitati in casa d’altri o se decidiamo di organizzare una festa in casa nostra.

 

Le occasioni speciali in famiglia dal punto di vista del bebè

Il bebè è abituato a frequentare poca gente. Specie durante le prime settimane si raccomanda di evitare il contatto con persone diverse dalla cerchia ristretta della propria famiglia, un po’ perché i piccoli sono molto sensibili a rumori e stimoli provenienti dall’esterno e un po’ come profilassi per evitare di esporre il sistema immunitario debole a potenziali agenti patogeni.

Di fronte a tanta intimità e serenità, non dovrebbe risultare difficile immedesimarsi nello sbigottimento iniziale del bebè che improvvisamente si trova circondato da volti che lo fissano con insistenza. Se poi la festa comprende anche un nutrito numero di zie in attesa di diventare nonne perché hanno raggiunto l’età, inevitabilmente il piccolo verrà strapazzato e tutti pretenderanno di prenderlo in braccio a turno.

Non dovrebbero stupire le sacrosante proteste del bebè di fronte a una così radicale trasformazione delle proprie routine, ma non è detto che tutti i piccoletti si lascino intimorire. Anche tra i neonati c’è chi anima la festa e si lascia trasportare dalla gioia contagiosa della riunione familiare.

 

 

Come organizzare lo spazio bimbi in casa

Seguendo alcune regole di base sarà possibile organizzare la cena o l’evento in casa in modo da tutelare il diritto del bebè d’essere lasciato in pace, e quello dei parenti e degli amici in visita di celebrarlo nel migliore dei modi. La prima regola, dunque è anticipare i bisogni del bebè e dar loro una risposta attenta e sensata per evitare che il piccolo si senta trascurato e inizi a reclamare attenzioni a gran voce.

Per giocare d’anticipo è sufficiente prestare attenzione in primo luogo al neonato, delegando ad altri i compiti relativi proprio all’organizzazione della festa. Se il bebè è molto piccolo saranno tre gli elementi da non tralasciare: un culetto pulito, il pancino pieno e il pisolino al riparo da rumori molesti.

Quando invece si deve badare a un bimbo un po’ più grandicello sarà possibile allestire una postazione dedicata per isolarlo dal parapiglia che avviene in casa. Basterà riservare un angolo della sala ai giochi del piccolo: un tappetone per gattonare, dei cuscini che delimitino lo spazio evitando che si faccia male, un’ottima sdraietta come postazione privilegiata per osservare quello che avviene intorno a sé.

La stessa idea si può sviluppare man mano che i figli crescono, se gli invitati sotto il metro d’altezza sono numerosi basterà riservare loro uno spazio apposito, per mangiare e per giocare. Il tavolo dei piccoli rappresenterà un ricordo piacevole di questi incontri in famiglia, dove in autonomia e lontani dal controllo degli adulti i piccoli potranno essere liberi di fare e dire tutto quello che desiderano.

 

Cosa fare se si è invitati in casa di altri

Controllare alcuni parametri essenziali è più facile se si gioca in casa. Anche se il lavoro e l’impegno richiesti sono nettamente maggiori, in casa è possibile stabilire le regole, scandire i tempi con cui far mangiare i piccoli e riservare loro una zona specifica per il gioco per evitare che smontino il resto della casa. Ma se si è invitati in casa d’altri è bene tenere conto di altri stratagemmi per non passare per dei guastafeste.

Il grado di intimità con i padroni di casa ci permetterà di sapere se potremo contare su alcuni vantaggi. Per esempio, è importante conoscere le abitudini della famiglia per sapere se sarà possibile far mangiare i piccoli prima degli adulti. Se i tempi tendono a dilatarsi e l’attesa si potrebbe protrarre oltre il limite di sopportazione, è una buona idea far mangiare i piccoli prima di uscire da casa.

Anche conoscere il menù è importante, perché non tutti i bambini accettano di mangiare quello che c’è a tavola solo perché se lo ritrovano nel piatto. In quel caso può essere utile portare qualcosa da casa e proporla al piccolo per evitare pianti e disperazione per colpa del tradimento delle proprie abitudini alimentari.

 

Il ristorante è una sfida da affrontare e vincere

L’uscita in famiglia è il pretesto per i bambini di imparare le regole dello stare insieme. Ci sono alcune situazioni scomode o imbarazzanti che si possono presentare quando si è fuori casa. Spesso quello che fa desistere dall’idea di uscire con i piccoli è la sensazione sgradevole di provare imbarazzo nel sentirsi giudicati da altri quando i bimbi fanno i capricci.

Al ristorante la sensazione di disagio si moltiplica per ciascuno degli occhi di persone sconosciute che si sentono investite del ruolo di pedagoghi, messi lì per giudicare i fallimenti educativi dei genitori.

Dovrebbe essere invece più normale pensare che ogni genitore dà il meglio di sé e che certe scenate di panico sono solo episodi passeggeri. Possono persino offrire degli spunti per apprendere nuove regole dello stare insieme.

Al ristorante serve prestare attenzione ad alcuni elementi specifici. I piccoli che hanno fame sono irascibili e irritabilissimi, per questo è essenziale chiedere ai camerieri di portare in fretta i loro piatti. In alternativa è bene ricaricarli con degli snack che consentano loro di sopportare l’attesa. Un succo di frutta, il cestino del pane coi grissini, tutto va bene pur di calmare la fame.

I piccoli hanno bisogno di pochi istanti per ricaricarsi ed essere pronti a correre e giocare. In questo sono dei veri professionisti, quindi se non si sarà rapidi nel proporre dei giochi davvero avvincenti, si lanceranno alla scoperta avventurosa dell’ambiente nuovo in cui si trovano. E in un ristorante i bimbi che corrono tra i tavoli e le gambe dei camerieri, sono sempre visti male.

 

 

Imparare dagli errori e crescere insieme

Non è sempre facile trovare il modo di catturare l’attenzione dei piccoli e convogliare i loro sentimenti contrastanti in modo costruttivo. Il più delle volte l’eccesso di stimoli e novità si traduce in una cattiva gestione delle loro emozioni. Il disagio fa scattare le scenate, i pianti e le urla, mentre la mancanza di stimoli guidati spinge i piccoli a scatenare le loro energie e la gioia della scoperta.

Per uscire insieme ai piccoli è una buona idea cercare di abituarli a dei rituali sempre simili e per questo un po’ magici. Scandire con efficacia i tempi di ogni cosa, accogliere e anticipare i loro bisogni e le necessità specifiche per ogni età li farà sentire accuditi e accolti. Quindi non sarà necessario arrivare a dare in escandescenza per assicurarsi l’attenzione degli adulti.

 

 

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