Come scegliere il nome della vostra bambina

Ultimo aggiornamento: 06.12.20

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C’è chi aspetta una femminuccia da tutta la vita e già sa che nome avrà, chi si affida alla tradizione e dà alla piccola il nome dei propri cari, come la mamma o la nonna e chi ne discute per mesi prima di trovare una soluzione soddisfacente. Ma come fare se manca l’ispirazione? È un’eventualità che può capitare, non c’è nulla di strano e per questo esistono così tanti libri che propongono suggerimenti, con nomi particolari o legati alla cultura nostrana.

L’arrivo di una bimba in casa è un evento lieto e carico di promesse. Dare alla piccola il giusto nome la investirà di un particolare potere: la suggestione che proviene dal nome che ognuno porta con sé per sempre. Non è, dunque, una scelta semplice attribuire quello giusto alla propria figlia. Tra i nomi femminili italiani esistono perle di particolare bellezza, che però negli anni sono diventati inflazionati dall’uso troppo frequente.

Con questo strumento, vogliamo offrirvi la possibilità di trovare uno speciale input, magari cercando tra i più bei nomi femminili rari che rappresentano di per sé la possibilità di distinzione e unicità rispetto agli altri bambini.

 

Conoscere il significato del nome

La scelta del nome da dare alla piccola dipende anche dalla volontà di augurare un particolare talento o una dote che possa accompagnarla per tutta la vita. Per questo è importante conoscerne bene il significato. Sapevate, per esempio, che “Andrea” – che negli ultimi anni si suole dare anche alle bambine – in realtà significa “uomo, nel senso di maschio, forte e virile”? Non esattamente il più appropriato per una ragazza anche se ha un bel suono, senza dubbio.

Lo stesso tipo di fraintendimento si rischia scegliendo nomi inglesi femminili. Spesso si tratta di traduzioni nelle lingue locali di nomi diffusi in Europa sin dalla notte dei tempi, ma altre volte possono celare significati profondi che possono piacere oppure no.

Ashlee, molto comune negli Stati Uniti e in Canada, per esempio, deriva da un cognome e indica “bosco di frassini”. Anche l’italiano Olmo ha avuto una certa fortuna, specie dopo essere diventato il protagonista del film di Bertolucci “Novecento”. Questo non è il solo nome che si rifà al fascino che la natura esercita sugli esseri umani di ogni tempo, il comune Silvia indica appunto la natura silvestre e selvatica dei boschi.

Nel caso dei nomi francesi femminili è facile incappare in quelli della tradizione bretone. Il francese Maïwenn deriva dall’antica lingua di origine celtica, in particolare dalla crasi di Marie e Gwenn e indica la purezza, il bianco e la sacralità ed è quindi carico di suggestione e sussiego.

Il nome come segno distintivo

Scegliere dei nomi femminili originali spesso è una necessità dei genitori che desiderano dare alla propria figlia l’occasione per distinguersi dagli altri. Un nome che non si sente spesso è l’occasione per rendere unica la propria figlia durante il suo percorso di crescita. A scuola come nella vita di ogni giorno, la piccola imparerà a essere la sola a rispondere allo specifico richiamo del nome inconsueto.

A differenza di quanto si possa pensare, anche tra i nomi biblici femminili esistono occasioni per potersi distinguere e trovare un’ispirazione creativa. Non ci sono solo i tradizionalissimi Maria e Anna tra le pagine delle Sacre Scritture. Nomi ricchi di spiritualità e devozione devono all’origine ebraica una particolare declinazione di significato che può incidere anche sulla percezione dell’equilibrio interiore e la fede della piccola.

Del resto, si sa, “il nome è un presagio”, omen nomen. E anche se non è un marchio che segna per sempre il destino, è pur sempre una guida che rappresenta l’identità dell’individuo in maniera forte e netta.

Nei suoi scritti, Alejandro Jodorowsky mette in guardia i genitori dal non affidare al nuovo nato il nome di un fratellino deceduto per non caricare il bebè del peso della morte. Non si tratta di superstizione ma di un inevitabile funzionamento del cervello che tende a classificare le proprie conoscenze per affinità e somiglianza. Dare al figlio vivo il nome del fratello che non c’è più richiamerà alla mente dei genitori il ricordo triste ogni volta che lo chiameranno.

 

Nomi dal significato bellissimo, ma che sono caduti in disuso

La nostra tradizione intrisa di Mediterraneo e quindi di contaminazioni provenienti da tante culture, ha un ricco bagaglio di nomi diversi. D’origine greca, latina, ebraica, nordica i più comuni in Italia hanno storie antiche da raccontare e rappresentano un portato unico di tradizione e conservazione di un sapere che oggi si fa fatica a riconoscere. Alcuni hanno un significato estremamente bello e ricco di speranza, ma difficile da comprendere se non se ne conosce l’etimologia.

È il caso di Amanda, che è “colei che deve essere amata, che merita amore”. Oppure Serafina, che si rifà alla classificazione dantesca della più alta gerarchia degli angeli. Eugenia, dal greco eu genes¸che significa di nobile origine e che condivide lo stesso etimo con il germanico Adelaide.

Eppure alcuni nomi femminili vintage sono riusciti a riemergere dopo generazioni e hanno rivelato la loro bellezza in maniera inaspettata. Magari perché riportati alla luce da giovani donne di successo, cantanti o performer dello spettacolo. Si tratta di valutare con attenzione il contesto in cui il nome verrà impiegato. Darne uno straniero che non si è in grado di pronunciare con esattezza potrebbe non essere un’ottima idea.


Come scegliere il nome giusto

Offrire alla bambina un nome che abbia un suono armonioso e un bel significato è un regalo che apprezzerà per tutta la vita. Ma come fare a trovare quello giusto tra le tante possibilità che si possono incontrare al momento della scelta. Si deve prestare grande attenzione alle sensazioni che il nome suscita mentre si scorrono le varie possibilità tra le tante. 

Il fatto di stare per diventare genitori carica la coppia di una nuova sensibilità e intuizione, che potranno usare per trovare la migliore scelta per la piccola. Per la nuova nata si potrà scegliere una soluzione tra i nomi femminili stranieri lasciandosi ispirare da una persona che l’ha avuto di recente e che ha conquistato fama e successo. Anche questo è un gesto di buon auspicio e rappresenta un’occasione per la piccola per approfondire, in seguito, i talenti e le specialità che hanno caratterizzato chi ha posseduto il nome prima.

È il caso dell’affermarsi del nome Frida tra le nuove nate. L’artista messicana Frida Kahlo che ha vissuto durante la prima metà del secolo scorso, ispira oggi tante donne a rappresentare la propria femminilità al di fuori dei canoni tradizionali. Un ottimo esempio di caparbietà e coraggio che permette alle piccole di trovare la loro personale ispirazione guardando al proprio futuro.

Una delle strade che si possono percorrere nella scelta del nome della propria figlia è seguire le proprie passioni, per cercare di tramandarle alle generazioni future. Qualche esempio? Il nome di una rockstar, di un personaggio storico o persino del romanzo che ha segnato la vita, o di un fumetto. Le possibilità sono tante e offrono il pretesto per parlare con la figlia delle emozioni che suscitano nei genitori l’associazione del nome alla figlia.

Anche se in apparenza può sembrare rischioso scegliere dei nomi strani femminili, se fatto con cognizione si potrà portare in dote alla piccola una speciale maestra di vita. Appassionarsi alla vita e alle scelte della persona che per prima ha portato il proprio nome è una buona occasione per scoprire un nuovo punto di vista sulle cose, per lasciarsi ispirare e trovare la propria strada.

Parlare alla propria piccola mentre è in pancia

Dare un nome alla bambina quando ancora è nella pancia della mamma è la migliore occasione per iniziare a rivolgersi a lei anche durante l’attesa della nascita. Chiamandola per nome, la mamma e il papà la abituano alla loro presenza e gustano l’attesa del momento in cui condivideranno la loro vita con la nuova creaturina.

Si tratta di un importante passaggio che serve anche alla piccola nella sua fase di sviluppo prenatale. È noto che il feto inizia a sentire i rumori che provengono dall’esterno molto presto durante la gestazione. Questo è il modo con cui la natura offre alla piccola la possibilità di riconoscere presto i propri punti di riferimento una volta venuta al mondo. Così imparerà a riconoscere la voce della mamma, del papà e i fratellini se ci sono già.

Parlare alla piccola nella pancia rivolgendosi a lei per nome, aiuterà tutti a far spazio nelle abitudini quotidiane e negli equilibri che segneranno la vita di tutta la famiglia dalla nascita del nuovo membro in poi.

Molte altre dinamiche fisiologiche e adattative aiutano i bebè a riconoscere l’ambiente sicuro della famiglia, in cui troveranno nutrimento e protezione. Ma l’identificazione che avviene pronunciando il nome diventa il miglior modo per aiutare al nuova nata a sentirsi parte di un tutto e amata. Scegliere il nome è un gesto naturale, semplice in fondo e a cui rispondere con slancio e intenzione. Del resto, è il primo regalo che si fa ai propri figli.

 

 

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