Le 6 Migliori Palestrine del 2020

Ultimo aggiornamento: 27.10.20

 

Palestrina – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni 

 

La palestrina è un gioco che serve a stimolare e intrattenere i neonati sin da quando iniziano a interessarsi al mondo che li circonda. Non deve meravigliare che ne esistano tante e tutte così diverse, ognuna è adatta a un particolare periodo sensitivo del bambino. In questa classifica vi mostriamo alcuni tra i modelli più apprezzati da genitori e bambini durante quest’anno. Ci auguriamo possiate trovare l’ispirazione per trovare la miglior palestrina che meglio si adatti alle necessità del vostro piccolo. In particolare vogliamo suggerirvi di non perdervi questi due modelli che si affermano sugli altri. Chicco – Multigioco è sicura e stabile perché poggia su una base ampia e offre diversi stimoli a seconda dell’età del bimbo. Fisher-Price – Baby Piano è ricca di sorprese ed elementi da scoprire, visto che c’è persino un pianoforte da azionare coi piedini.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Le 6 Migliori Palestrine – Classifica 2020

 

Vi vogliamo presentare un ricco elenco di proposte scelte tra le migliori palestrine del 2020 così da offrirvi dei suggerimenti interessanti per aiutarvi a scegliere quale palestrina comprare.

 

 

Palestrina Chicco

 

1. Chicco 65408 Palestra Multigioco

 

La prima palestrina Chicco che vediamo in questa classifica è uno dei modelli più venduti di sempre. Si fa apprezzare per la sua capacità di attirare l’attenzione dei bambini a lungo e in modo sempre diverso. Infatti è possibile cambiare la configurazione del ripiano e l’altezza delle gambe per favorire un gioco alla portata del piccolo.

Si sostiene su una base parecchio larga e per questo stabile e sicura. Lo sarà un po’ meno quando il piccolo inizierà a scoprire di poterla scalare. Ma a quel punto sarà cura dei genitori trovarle un posto sicuro e a prova di lanci nel vuoto.

Quando si tratta di definire come scegliere una buona palestrina ha grande importanza la valutazione dell’età del piccolo. In questo periodo poche settimane possono fare la differenza e rappresentare un grande cambiamento nella capacità di approcciarsi agli oggetti. Quindi questa sdraietta così colorata e ricca di stimoli sarà ideale per i bimbi dai 6 mesi in poi, per poi accompagnare la loro crescita ancora per un paio d’anni.

 

Pro

Tanti giochi colorati, luci e musichette: Sono presenti dei giochini che attirano i bimbi grazie ai loro colori vivaci e la possibilità che ha il piccolo di interagire, toccare e scoprire consistenze e superfici nuove.

Struttura stabile e ben piantata: Sta ben ferma in terra grazie alla struttura molto ampia delle gambe che poggia fermamente a terra anche se il piccolo si aggrappa o cerca di arrampicarsi.

Cambia forma col passare del tempo: Si usa come elemento da posizionare sopra il piccolo perché possa guardare gli oggetti che penzolano. Poi, quando è in grado di stare seduto è possibile ribaltare il piano perché lo usi come tavolino. Infine le gambe si possono allungare per essere usata in piedi.

 

Contro

Non è la più adatta per i piccolissimi: Ci sono davvero troppi stimoli, colori, luci e giochini che rischiano di confondere il piccolo neonato.

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2. Chicco 69028 Gioco Bubble Gym

 

Tra le offerte da prendere in considerazione vogliamo proporvi anche questa palestrina Chicco pensata esclusivamente per i piccolissimi. Infatti gli stimoli sono pensati per intrattenere i bimbi sin dalle prime settimane di vita, in piccole dosi e via via crescenti per offrirgli tante occasioni di scoperta.

Si può poggiare sul letto o su un tappeto in terra per far stare sdraiato il piccolo e avere la migliore prospettiva per osservare il mondo sopra di sé. Poi, man mano che le capacità glielo consentono, sarà possibile proporgli di girarsi a pancia in giù e osservare i personaggi colorati del tappeto o interagire con suoni e stimoli a terra. Questo semplice esercizio è indispensabile per aiutare il piccolo a irrobustire i muscoli del collo e allenare tutta la muscolatura.

Una vera e propria palestra, dunque, dove il piccolo potrà far forza sulle mani e le braccia e acquisire equilibrio e controllo della propria forza.

 

Pro

La vera bella notizia? Si può collegare il lettore mp3: I genitori che rabbrividiscono all’idea di sopportare l’ennesima canzoncina gracchiante potranno tirare un sospiro di sollievo e preparare la propria playlist ideale.

Studiata per accompagnare le fasi di crescita: Si usa quando il piccolo non è ancora in grado di girarsi sul fianco, poi quando impara a spingersi sulle braccia inarcando collo e schiena e infine offre una base comoda per far stare seduto il piccolo.

Con tanti stimoli, come lo specchio e i suoni: I giochini presenti sono tanti ma non eccessivamente invasivi.

 

Contro

Si usa fino ai 6 mesi e poco più: Questo modello esaurisce presto il suo fascino anche perché le dimensioni non sono tali da poter essere usata quando inizierà a gattonare.

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Palestrina Fisher-Price

 

3. Fisher-Price Palestrina Baby Piano 4-in-1, BMH49

 

La comparazione tra modelli prosegue ed è il momento di questa bella palestrina Fisher-Price. È una tra le più apprezzate anche per via della sua versatilità e la possibilità di essere usata a lungo in tanti modi. Dall’arco penzolano tanti giochi diversi e stimolanti. Può essere usata anche per favorire l’assunzione della posizione a pancia in giù così importante per lo sviluppo psicomotorio.

I piedi possono colpire la tastiera che si trova dalla parte opposta ai sonagli sospesi, quindi si attivano le musichette e il piccolo associa questo avvenimento al proprio movimento. Piccole ma cruciali scoperte.

La tastiera ha tasti grandi e ben visibili, facili da colpire per riprodurre il suono delle musichine gradevoli. Si può ruotare in modo da essere usata quando il piccolo riesce a stare seduto e interagire con i tasti. Oppure può essere staccata dal suo posto ed essere portata via dal piccolo per improvvisare concerti in giro per casa.

I materiali sono buoni e la qualità dei prodotti Fisher-Price è pensata per durare a lungo nel tempo e continuare a soddisfare le esigenze di gioco del piccolo.

 

Pro

Si può usare in quattro modi diversi: A pancia in giù, in su, per suonare con le mani o coi piedini, e la tastiera è regolabile oppure si può sganciare.

Tanti stimoli da supino o a pancia in giù: Sono presenti tanti disegni diversi che aiutano il piccolo nella scoperta dei dettagli e dei particolari mentre si allena a stare a pancia in giù. I giochini che penzolano dall’arco attirano l’attenzione e il piccolo li segue con lo sguardo.

Materiali solidi e robusti: I prodotti di questo marchio sono caratterizzati da grande solidità e capacità di durare a lungo, possono essere di certo ereditati dai nuovi bimbi in arrivo in famiglia.

 

Contro

Elementi fissi: La distanza tra l’arco da cui pendono i giochi e la tastiera non può essere regolata in base all’altezza del piccolo, e potrebbe non essere sempre la più adatta.

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4. Fisher-Price Palestrina 3-in-1 Cresci con Me

 

Ecco un’altra palestrina Fisher-Price che non può lasciare indifferenti i genitori che sono a caccia di giochi da proporre ai propri piccoli. Questa ci piace perché è davvero ricca di stimoli con i quali il piccolo può confrontarsi per imparare e scoprire che le sue azioni provocano cambiamenti nel mondo che lo circonda.

Qui il piccolo può alternare alla fase supina quella dell’interazione con gli oggetti della palestrina giocando con le palline. Queste possono essere infilate nelle tasche che si trovano sotto il tappeto, da girare per accedere a una nuova modalità di gioco. Oppure si possono lasciare scorrere lungo il percorso. Ce n’è uno da fare quando il piccolo impara a stare seduto e uno dall’alto da usare quando inizia a stare in piedi.

I sonagli che penzolano dall’arco della palestrina possono essere staccati dalla loro postazione ed essere usati anche in altri modi montandoli altrove.

 

Pro

Tanti giochi stimolanti: Insieme ai mobile che penzolano dall’arco sopra il piccolo si celano tante novità e stimoli preziosi per aiutare il piccolo a scoprire il mondo.

Palestrina evolutiva: Si può usare stando semplicemente sotto l’arco da cui penzolano i giochini oppure si possono lasciar cadere le palline all’interno dei percorsi, da seduti o in piedi per osservare l’azione della gravità e il percorso della pallina.

Colori accessi e personaggi simpatici: La palestrina è ricca di stimoli diversi tutti molto attraenti a partire dalla ricca scelta dei colori e dei pupazzi realizzati in materiali diversi oltre la plastica, che prevale.

 

Contro

Molto costosa: Si tratta di una caratteristica di questo marchio che si contraddistingue anche per il costo mediamente più alto dei propri articoli.

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Palestrina Tiny Love

 

5. Tiny Love Gymini Kick & Play Palestrina Musicale per Neonati 

 

C’è anche questo bel tappeto tra i modelli più venduti di quest’anno. Si presta a diventare la preferita dai bimbi proprio perché ricca di stimoli e soprattutto più grande rispetto ad altre soluzioni. Quindi non ostacola i movimenti del bimbo e lo incita a esplorare.

La palestrina Tiny Love ha molti elementi interessanti che servono ai piccolissimi a imparare a interagire con il mondo intorno. Quindi immancabile lo specchio, in questo caso piuttosto grande e nel quale il piccolo impara a riconoscere la propria figura. Di certo non si tratta di un vero specchio, ma di una superficie riflettente di plastica che non rappresenta un rischio per il piccolo.

Dalla parte opposta c’è un piano da poter colpire coi piedi per attivare la musica. Questo è forse il neo più evidente di questa palestrina perché il meccanismo per la sua attivazione non risponde subito alla sollecitazione e potrebbe deludere o non suscitare interesse.

Si può richiudere sui bordi per offrire una protezione in caso di movimenti incontrollati verso l’esterno. E quando è il momento di metterla via si ripiega su se stessa occupando poco spazio.

 

Pro

Ampio spazio per il movimento del piccolo: Questo tappeto è piuttosto ampio e perfetto per dare al piccolo la possibilità di esplorare e muoversi su una superficie più comoda.

Tanti stimoli sul tappeto: Dallo specchio alla musica passando per tanti elementi da scoprire sul tappeto o da osservare mentre si muovono dondolando dagli archi.

Facile da riporre: Si piega e occupa pochissimo spazio, quindi è facile trovarle posto quando non serve più.

 

Contro

Non facilissimo: La musica si attiva premendo i piedi contro la tavoletta sospesa in diagonale. Peccato non sia molto sensibile.

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6. Tiny Love Kick and Play Fattoria, Palestrina Neonato educativa e multiattività

 

Graziosa, piena di colori e stimoli per il bambino, che può divertirsi a interagire sul tappeto popolato da tanti simpatici personaggi. La palestrina Tiny Love segue la crescita del bebè proponendo stimoli su misura man mano che aumentano i suoi interessi e competenze.

Si può usare quando il piccolo riesce a stare solo supino, ma presto offrirà gli stimoli adatti per girarsi e cambiare orientamento così da vedere quello che c’è disegnato sul tappeto. Alla base del tappeto è presente la postazione musicale che si attiva con i movimenti dei piedini. Per il bebè questa scoperta rappresenta una grande conquista, perché inizia a comprendere di poter muovere volontariamente il proprio corpo.

La palestra si può usare con i bordi sollevati per evitare che il piccolo possa ruzzolare lateralmente. Per quanto non abbiano il potere di frenare una caduta dall’alto, evitano al piccolo di finire fuori dal tappeto quando impara a rotolare sul proprio corpo. L’oggetto deve infatti stare a terra, poggiato su una superficie piana e stabile, come il pavimento o su un tappeto più grande.

 

Pro

Tanti stimoli: Oltre ai numerosi animaletti e alle figure stampate sul tessuto della palestrina, è presente anche la postazione sonora da azionare coi piedini.

Coi bordi rialzati: Si può decidere di proporre la palestrina in tutta la sua estensione oppure con i bordi sollevati per evitare al piccolo di ruzzolare fuori dalla sua postazione.

Facile da riporre: Occupa poco spazio e si ripiega completamente dopo l’uso per semplificare la pulizia dell’area giochi.

 

Contro

Costoso: Il tappeto è uno tra i più costosi ma non colpisce per la particolare qualità, per esempio non è il più imbottito.

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Guida all’acquisto – Come scegliere una buona palestrina?

 

L’acquisto di una palestrina deve essere fatto tenendo bene a mente quali esigenze ha un bimbo ancora molto piccolo. Quindi bisogna considerare l’età, il tipo di stimoli che il gioco propone e la possibilità di accompagnare le fasi di sviluppo del bimbo durante la prima infanzia.

Non sempre è facile scegliere il modello adatto e le capacità e gli interessi del bebè cambiano così in fretta che capita di scoraggiarsi quando non sembra gradire le nostre proposte in un primo tempo. Per questo, anche se in apparenza non sembra il metodo più economico, è consigliabile scegliere dei giocattoli specifici per una fascia d’età in concreto. Lasciando per dopo le palestrine più strutturate e articolate.

 

 

Cosa cercare in una buona palestrina

Prima di acquistare un nuovo giocattolo per i neonati bisognerebbe essere davvero consapevoli delle sue esigenze e delle reali competenze che ha in questo specifico momento della sua vita.

Quando ci si approccia al neonato si tende a fare un errore molto naturale e comune che solo col tempo, l’esperienza e l’osservazione si riesce a cogliere. Si immagina che le sue capacità i ritmi e le competenze siano identiche a quelle degli adulti, o tutt’al più a quelle di un bimbo più grande. eppure durante i primissimi mesi di vita le sue competenze e la capacità di relazionarsi al mondo cambia in maniera frenetica e radicale. Quindi, specie durante le prime settimane è completamente diversa da quello che sarà tra qualche mese. Cosa ha a che fare questa constatazione con l’acquisto di una palestrina? Semplice, il numero di stimoli e sollecitazioni che riceve il neonato deve essere limitato e molto controllato, per evitare di sovrastimolarlo e bombardare il suo cervello in piena espansione del proprio potenziale.

Si tratta quindi di fare attenzione più alle reazioni del piccolo che ai pareri di altri genitori. Del resto, specie in questa fase ogni bimbo è un universo a sé ed è difficile e controproducente fare paragoni diretti.

 

Perché acquistare questo gioco

Dunque una buona palestrina è quella che permette di dosare gradualmente gli stimoli da proporre al piccolo senza sovraccaricarlo.

Quindi sarà possibile proporre ai novelli scienziati in piena scoperta e osservazione del mondo che li circonda i pretesti migliori per imparare le basi e gli elementi essenziali sul mondo che li circonda.

Queste postazioni rappresentano veri e propri centri per l’allenamento e l’affinamento di sensi e muscoli. I sonaglietti appesi alle volte delle palestrine permettono al piccolo di avere un soggetto da fissare, che richiami la loro attenzione e che possa aiutarli a sviluppare la concentrazione. Verità della fisica che non riescono più a suscitare stupore si dimostrano in tutto il loro potenziale ai piccoli che scoprono i nessi di causa ed effetto quando scalciando fanno muovere gli oggetti coi loro piedini.

Spesso le palestrine incoraggiano il piccolo a mantenere la posizione a pancia in giù. Questo esercizio serve al piccolo a irrobustire i muscoli di schiena e collo, fin quando sarà in grado di reggere il peso della propria testa autonomamente, prima nella posizione seduta e poi in piedi.

Le palestrine in grado di seguire la crescita del piccolo sono anche quelle che permettono di accompagnare gradualmente le diverse fasi dello sviluppo durante i primi anni. Quindi si prestano a essere usate per incoraggiare il piccolo a reggersi dritto in posizione seduta, e poi a mantenere l’equilibrio sulle proprie gambe.

 

 

Luci e suoni sono belli, ma per dopo

Ecco perché la presenza di luci e canzoncine non dovrebbe influenzare la scelta del modello adatto da parte del genitore. La quantità di stimoli e pretesti dell’apprendimento è già alta, non serve aggiungere altro. In questo modo si evita il sovraccarico e specialmente si aiuta il piccolo ad allenare la propria capacità di concentrazione e dedizione a un elemento alla volta. Il bimbo ringrazierà quando sarà seduto sui banchi di scuola e dovrà concentrare la propria attenzione nell’esecuzione di tondi perfetti e linee dritte sul foglio.

Poco a poco, però il piccolo imparerà a comprendere il significato e il potenziale degli stimoli ricevuti e ne chiederà altri. Si potranno aggiungere a quel punto le luci e i suoni, a patto di osservare con attenzione e calma i progressi fatti e le nuove richieste del piccolo.

Avere il privilegio di osservare un bimbo piccolo alla scoperta dell’ambiente intorno a sé è incredibilmente bello. E di certo rappresenta anche una grande fonte di ispirazione e apprendimento per l’adulto che impara a relazionarsi alle cose che lo circondano da una prospettiva un po’ più bambina.

 

 

 

Domande frequenti

 

A quanti mesi si propone la palestrina a un neonato?

Un neonato riesce a vedere con chiarezza un oggetto lontano da sé in linea di massima a partire dai 3 mesi. Prima di questo periodo è solo a una distanza di 20/30 cm che riesce ad avere una visuale nitida e questo per riuscire a identificare bene il profilo della madre durante l’allattamento. Proporre la palestrina prima che il piccolo sia in grado di orientare l’attenzione verso l’esterno potrebbe essere prematuro.

 

Quando far giocare il neonato con la palestrina?

Il momento ottimale per proporre a un neonato un’attività è quello dopo i pasti, cioè quando ha già riposato, è sazio e si trova in una condizione detta di veglia vigile. Quindi è attento e ricettivo, pronto per ricevere gli stimoli esterni. Ogni bimbo ha ritmi a sé stanti, quindi è possibile che alcuni preferiscano schiacciare un pisolino anche dopo aver mangiato. Basta aspettare un po’.

 

A che mese il neonato può usare la palestrina a pancia ingiù?

Di solito il piccolo inizia a girarsi sul fianco e ruotare sulla pancia intorno al quinto mese, si tratta anche qui di una data aleatoria. Alcuni bimbi lo fanno prima, altri hanno bisogno di più tempo.

Quando il piccolo mostra di essere pronto per ruotare su se stesso, allora si possono proporre attività da svolgere a pancia in giù.

 

Quando è bene non far usare la palestrina a un neonato?

Se il piccolo mostra segni di malessere, insofferenza, piange o si agita è una buona idea interrompere l’attività che sta svolgendo e cercare di comprendere la causa del fastidio. Non è detto che sia la palestrina in sé a dar fastidio, potrebbe essere un malessere momentaneo che merita attenzione dei genitori. Insistere affinché il piccolo usi la palestrina anche controvoglia è controproducente, meglio interrompere e riproporre il gioco in un secondo momento.

 

Fino a che età si può giocare con la palestrina per neonato?

Non esiste un vero e proprio limite, sarà il piccolo a decretare la fine di ogni forma di utilizzo.

 

Quanto tempo può trascorrere il neonato con la palestrina?

Le attività di veglia sono sempre molto impegnative e assorbono molte energie del piccolo, al minimo segnale di insofferenza è bene interrompere il gioco.

 

La palestrina per neonato è utile?

Decisamente sì, è un terreno di prova per testare molte delle capacità fisiche e sensoriali che segnano questa fase dello sviluppo: afferrare, allenare i muscoli, coordinare i movimenti e stare in equilibrio.

 

Come usare la palestrina per neonato?

I bimbi sono dei veri esperti in questo, troveranno di certo il modo ottimale per giocare con la palestrina traendo il massimo del vantaggio.

 

A cosa serve la palestrina per neonato?

A molte cose. Giusto per citarne qualcuna, ad allenare i muscoli del collo e della schiena che poi serviranno a mantenere l’equilibrio e la posizione eretta. Oppure a coordinare i movimenti per riuscire ad afferrare oggetti, farli muovere e interagire con questi.

 

 

 

Come utilizzare una palestrina

 

Se è vero che per diventare buoni genitori non esiste un libretto delle istruzioni (o per lo meno, non esiste quello definitivo valido in tutte le ere e in tutte le società) per usare i giocattoli destinati ai piccolissimi è bene prestare attenzione ad alcune regole.

Per esempio vale ancora di più che in altri casi, quella di non lasciare mai il piccolo incustodito. Anche se in apparenza è immobile e intento a guardare i mobile che penzolano dagli archetti della palestrina. L’intraprendenza e la sorpresa sono elementi da non sottovalutare mai e da un momento all’altro il piccolo può sviluppare competenze inattese. Meglio stare attenti.

 

 

Mai perderli di vista o esporli a pericolo

La palestrina andrebbe poggiata direttamente sul pavimento. Cioè dove non c’è alcun rischio che il piccolo possa cadere e farsi male. Per questo motivo si consiglia di non usarla sul letto, a meno di non stare molto molto vicini.

Anche le palestrine che offrono la possibilità di rialzare i bordi non sono sicure e non riescono a bloccare il corpo del piccolo in caso di caduta. Quando avrà imparato a rigirarsi sul fianco è possibile che perda l’equilibrio quando si trova sul bordo del letto. Meglio quindi giocare a terra, magari su un altro tappeto isolante per non sentire il freddo che viene dal pavimento.

Lasciare il piccolo senza la protezione di un adulto significa esporlo a pericoli inutili. Per questo tutti i primi giochi e le attività andrebbero svolte in compagnia di un adulto che lo guidi e vegli affinché la sua scoperta sia libera ma controllata. Del resto non c’è nulla di più bello di vedere il piccolo che si entusiasma per le scoperte fatte.

 

Lasciare che il bimbo assaggi

A meno che non stiate giocando nel reparto di infettivologia di un ospedale è difficile pensare che il bimbo possa correre gravi pericoli mettendo in bocca i giocattoli. Del resto si tratta di uno degli organi di senso più sviluppati e in questa fase esplorativa è in grado di trasferire al piccolo un gran numero di informazioni.

Quindi niente paura se il piccolo mette in bocca i giochini della palestrina. Sarà invece possibile lavarli dopo l’uso con acqua corrente e sapone neutro, per essere certi di rimuovere tracce di polvere.

La bocca del neonato è in grado di cavarsela di fronte all’attacco dei germi domestici, non lasciamoci prendere dal panico e dalla mania di igienizzare tutto a tutti i costi. La regolare pulizia degli ambienti e dei giocattoli sarà sufficiente per garantire un ambiente sano per lasciare il piccolo libero di esplorare.

 

 

Cambiare la configurazione della palestrina al momento giusto

Quando sarà il momento il piccolo vorrà iniziare a stare seduto in equilibrio, poi cercherà di alzarsi da terra per stare dritto su due piedi. Succederà così, da un momento all’altro proprio nell’esatto istante in cui il bimbo si sentirà sicuro di sé e pronto.

Anche qui, l’attenta osservazione dei suoi movimenti e delle competenze che ha sviluppato aiuterà a comprendere quando è il momento adatto di proporre il gioco in un modo diverso. In modo da assecondare le sue necessità di esplorazione.

 

 

Ecco a cosa serve il tappeto con le attività per i neonati e perché è importante garantirgli sempre lo spazio per muoversi liberamente

 

La vita di un neonato è molto più complessa e impegnata di quanto si potrebbe pensare a un primo sguardo superficiale. È scandita da fasi molto nette e distinte in cui si susseguono scoperte che riguardano il mondo che lo circonda e sviluppo di capacità motorie e neuronali.

Un delicato, affascinante e avvincente susseguirsi di sviluppo e crescita verso la conquista della propria individualità.

Tolte le primissime settimane in cui le uniche attività visibili che lo riguardano sono mangiare dormire e fare pupù. l’assalto alla vita prende presto il sopravvento.

Quando si vuole proporre un’attività o un gioco al piccolo è importante tenere conto di due elementi essenziali. Esiste un momento specifico della giornata in cui il piccolo è recettivo e ci sono delle fasi scandite in maniera netta in cui si sviluppano determinate competenze.

 

Come si struttura la giornata del bebè

Appena nato, il frugolino pare dormire e basta. E tolti i momenti in cui dichiara al mondo e all’universo intero che qualcosa non va esattamente per il verso giusto, la vita col bebè sembra semplice e facile da affrontare.

Ci si stupisce delle narrazioni di altri genitori che descrivono i piccoli come attentatori della vita e salute mentale dei genitori. Si crede che si avrà tempo a sufficienza per fare tutto: tenere in ordine la casa, preparare pasti bilanciati e intrattenere il pupo con giochi educativi.

Ma il piccolo trascorre dormendo gran parte della giornata e questo spiazza i genitori che sono meno avvezzi alle dinamiche della vita sin dai suoi primi istanti.

L’idillio sin dai primi giorni non è una regola valida per tutti. A infrangerlo ci pensano alcuni elementi fisiologici, come l’andamento del parto, troppo sofferto o troppo rapido, il primo transito intestinale, la difficoltà di interpretare i segnali del montare della fame.

Presto si arricchisce la complessità di capacità e delle relative richieste da parte del piccolo. Il momento adatto per proporre degli stimoli strutturati deve essere individuato in maniera chiara.

Il piccolo si dice in veglia quieta quando è sveglio, sazio e non è c’è nulla che lo disturbi. Questo è il momento migliore per proporgli delle attività e osservare le sue reazioni per scoprire se sono di suo gradimento. Se qualcosa sembra infastidirlo, sarà sufficiente interrompere l’attività e riproporla in seguito.

 

 

Fasi sensitive che accompagnano la scoperta del mondo

Man mano che passano i giorni il piccolo sviluppa nuove competenze e si ampliano le possibilità che il corpo gli offre per relazionarsi con il mondo.

Tra i mammiferi, l’uomo si distingue per il fatto di nascere immaturo. Le fasi dello sviluppo che in altre specie sono intrauterine non lo sono per gli esseri umani. Le ragioni sono prevalentemente due: il canale del parto non è tale da poter ammettere il passaggio di un bambino dal cervello completamente formato, che continua il suo sviluppo al di fuori dell’utero materno. Anche il peso del feto e del sacco uterino è retto prevalentemente dai muscoli del perineo e non di tutto l’addome come avviene per gran parte dei mammiferi.

Non deve stupire, quindi, che il piccolo alla nascita non solo non sia in grado di camminare o esprimersi chiaramente oltre che col pianto. Anche la vista, l’udito e le capacità sensoriali sono rarefatte.

La capacità adattiva dell’uomo nel corso dei millenni si è concentrata soprattutto sulla capacità di entrare in profonda sintonia con l’adulto che lo accudisce. Non è un caso che le emozioni prevalenti che segnano le prime settimane siano condivise dal bebè e dalla mamma.

 

Osservazione

Appena nato, il piccolo non ha bisogno di altro che di nutrimento e di contatto fisico. Studi affascinanti dimostrano l’importanza del bonding, cioè di creare un contatto pelle a pelle tra mamma e bebè per creare una base stabile che segnerà il rapporto della coppia nel corso degli anni. Ma che è determinante nella conquista dell’autonomia e nella sicurezza dell’individuo negli anni a venire.

Non deve stupire, quindi che il bebè nelle prime settimane di vita non veda oltre una ventina di centimetri. Quelli che gli sono necessari per creare un legame oculare forte con la mamma che lo allatta, al seno o col biberon.

Quando il piccolo comincia a mostrare curiosità e interesse verso punti distanti da sé, allora quello è il momento adatto per proporgli di osservare oggetti che penzolano e che si muovono nello spazio. La palestrina può essere usata proponendo solo un oggetto alla volta da fargli guardare.

 

Interazione

La crescita dell’individuo è caratterizzata da tappe ben scandite in una prima fase della vita e che si ripropongono in scala anche successivamente. Il piccolo appena nato avrà interesse a richiamare l’attenzione su di sé per essere certo di non essere abbandonato, di trovare nutrimento e calore. Quando queste piccole conquiste saranno assodate, il cucciolo passerà alla fase esplorativa in cui si potrà rendere conto della propria influenza sullo spazio circostante. Questo è il momento per proporgli oggetti penzoloni che interagiscano con il movimento delle sue braccia e delle gambe.

Un semplice esperimento di fisica che gli permette di comprendere che il suo agire ha ripercussioni nello spazio circostante. Che nessuno si azzardi a dire che la vita di un neonato è una passeggiata!

Per un adulto non è impossibile identificarsi in questa fase della vita del bebè. È facile immedesimarsi nel senso di stupore, o smarrimento, che si prova quando si fa una cosa nuova per la prima volta. Per esempio, parlare in pubblico oppure esplorare un ambiente mai visto prima.

 

 

Movimento

Un puledro appena nato è in grado di reggersi sulle zampe e trotterellare già poco tempo dopo il parto. Un essere umano impiega almeno un anno prima di riuscire a reggersi in equilibrio su due gambe e ne passa ancora prima che riesca a correre o saltare.

È necessario tanto allenamento per arrivare pronti a questa importante tappa dello sviluppo psicomotorio, cioè in cui il cervello del bimbo è in grado di coordinare con efficacia gli impulsi verso i muscoli perché si muovano.

Nella palestrina (ecco i migliori modelli) il piccolo trova tanti stimoli sul tappeto stesso. Ci si potrebbe chiedere per quale ragione il tappeto sia così ricco di disegni, oggetti rumorosi e finestrelle per giocare a nascondino, dato che il pupo passa gran parte del tempo supino.

Presto arriverà per lui il momento di rigirarsi sul fianco e poi a pancia in giù. L’adulto resta vigile e osserva questi progressi senza intervenire se non per assicurare la sua incolumità. Presto, senza necessità di ricevere istruzioni, il piccolo inizierà a sollevare il collo verso l’alto facendo perno sulle braccia. Trovare dei simpatici giochini sul tappeto potrebbe solleticarne l’interesse e stimolarlo a seguire il suo impulso verso il movimento.

 

 

Gli amanti del fai da te possono inventare mille soluzioni personalizzate per far divertire il proprio bambino con gli oggetti di uso comune

 

L’attesa dell’arrivo del nuovo nato può rivelarsi un periodo di grande gioia e aspettative. Celebrarlo realizzando con le proprie mani un gioco su misura può essere un’idea grandiosa. Non è necessario disporre di grandi risorse, né imitare alla perfezione la struttura dei modelli in commercio. Anzi, crerare in casa la palestrina per i primi giochi del neonato può essere l’occasione per rendere accogliente l’ambiente ed estremamente personalizzato.

È sufficiente avere chiare le tappe che scandiscono la crescita del piccolo per permettergli di gradire il più possibile le attività proposte.

 

Cosa non deve mancare in una palestrina

Le palestrine che si trovano normalmente nei negozi di giocattoli sono semplici strutture con archi da cui far penzolare i sonaglietti e i pupazzi per intrattenere il neonato offrendogli qualcosa da osservare. Alla base è disposto il tappeto morbido e imbottito che accoglie il corpo del piccolo che sta qui sdraiato, prima supino e poi a pancia in giù. Un buon tappeto è ricco di stimoli che il bebè imparerà a scoprire e riconoscere man mano che crescono le sue competenze motorie.

Quindi ci saranno elementi che emettono suoni quando vengono toccati dal bebè, finestrelle che nascondono o rivelano particolari del disegno più grande e, immancabile, sarà presente lo specchio per permettere al piccolo di riconoscere il proprio volto.

Quando si vuole riproporre questo set di stimoli in casa è possibile sfruttare elementi che già si possono reperire nell’armadio e che vanno bene per lo scopo. Una vecchia coperta ben imbottita sarà l’elemento essenziale da cui poi sviluppare tutto il resto.

 

 

Oggetti sospesi, come sceglierli a seconda delle tappe della crescita

È importante far osservare oggetti sospesi ai bimbi di poche settimane. Li aiuterà a concentrare l’attenzione e lo sguardo su un punto fisso registrando tutte le informazioni che lo riguardano. Le sue dimensioni, le forme e la possibilità di muoversi anche grazie all’interazione del bambino.

Per far penzolare i sonagli, nella palestra si usano degli archi che possono non essere facilissimi da riprodurre in casa. È importante che non siano a portata di mano perché il piccolo tenderà a usarli come appigli per cercare di alzarsi in piedi.

Quindi, a meno di non riuscire a installare delle aste resistenti e in grado di reggere il peso del piccolo, non è consigliabile usare delle strutture leggere e instabili per sorreggere i primi mobile e i sonagli. È una buona idea, invece, far pendere dal soffitto un filo cui appendere oggetti diversi a seconda delle capacità del piccolo.

Le prime settimane di vita sono segnate da una vista annebbiata e la difficoltà di distinguere i colori. Forme geometriche ritagliate con cartoncino in bianco e nero saranno perfette per offrire un elemento da osservare.

Man mano che il piccolo è in grado di distinguere meglio e più in profondità si potrà passare all’uso dei colori primari, giallo, rosso e blu. In seguito sarà il momento delle sfumature di un solo colore. Quindi dei pupazzi e degli oggetti in grado di emettere suoni.

 

Stimolare la scoperta di sé con lo specchio

Lo specchio è un elemento centrale nella conquista della propria identità. Presto il piccolo è in grado di distinguere la fisionomia del volto di un adulto. Lo specchio dà modo al lattante di riconoscere la propria fisionomia, scoprirsi all’interno dello spazio e riconoscere l’efficacia dei propri movimenti riflessi. Un esercizio che a noi sembra ormai banale e scontato ma che per il bebè rappresenta un metodo semplice e diretto per riconoscersi all’interno dello spazio che occupa una volta venuto al mondo.

Nelle classiche palestrine lo specchio è realizzato in materiale infrangibile. Se si vuole dotare la palestrina fai da te di questo prezioso elemento è indispensabile prestare attenzione ad alcuni elementi di sicurezza.

Offrire uno specchio mobile non è una buona idea nemmeno quando il piccolo sembra non essere in grado di coordinare i propri movimento. Lo farà presto e senza preavviso e non vale la pena rischiare che possa rompere il vetro e farsi male.

Per inserire questo elemento in casa si consiglia di fissare lo specchio con dei tasselli solidi alla parete. L’importante è che lo specchio sia all’altezza del piccolo, in modo che possa riflettersi per intero da sdraiato.

 

La bocca è un organo di senso

I piccoli esplorano il mondo prima con la bocca e poi, piano piano, con le mani. I polpastrelli sono sofisticati organi di senso che stimolano le aree del cervello più vicine alla formazione del linguaggio. È importante consentire al piccolo di approcciarsi agli oggetti che compongono il suo mondo nella maniera che gli è più consona.

Quindi è importante evitare di proporre oggetti che possano rompersi in piccole parti perché inevitabilmente li assaggerà. Invece è importante assicurarsi di proporre oggetti che possano essere manipolati e messi in bocca, quindi che non abbiano asperità, punte e che siano facili da pulire. Magari in lavatrice per fare prima!

Dopo questa esplorazione orale, seguirà l’interazione delle mani con gli oggetti e per questo è bene essere pronti a lasciare il bebè libero di assaggiare le sue prede.

 

 

Rumori, consistenze e forme per lanciarsi alla scoperta

Quando sarà pronto, il piccolo si reggerà seduto con la schiena dritta mantenendosi in equilibrio senza bisogno di una spalliera. Questo momento coincide spesso con quello della scoperta degli oggetti.

Vorrà dirigersi verso quello che gli interessa e facendolo comincerà a esplorare anche il resto dei propri muscoli, quelli che poi gli permetteranno di stare seduto.

Lungo il tappeto che è stato realizzato sul pavimento di casa si potranno dislocare oggetti che attirino il piccolo per via del loro colore, la consistenza, la forma o il rumore che riproducono se toccati.

Vedere il piccolo darsi da fare per raggiungere il proprio obiettivo potrebbe far venire voglia di intervenire avvicinandoglieli. Ma è decisamente più emozionante lasciare che il piccolo scopra da sé ciò di cui il suo fantastico corpo in piena evoluzione è capace.

 

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Allenare i muscoli è un’attività da coltivare già quando si è in fasce. Per farlo al meglio ci sono postazioni dotate di tutto l’occorrente

 

Presi dalla frenesia per la nuova nascita ci si ritrova ad acquistare di tutto nella speranza di riuscire a intrattenere il pargolo. Quindi oltre al già ricco corredo di mobili speciali per garantirgli la necessaria sicurezza, vestitini microscopici e stratificati, i giocattoli rappresentano un capitolo importante per i neogenitori.

La palestrina potrebbe sembrare l’ennesimo gingillo di cui, in fondo, poter fare a meno. Eppure, tra tutti i giochi pensati per i neonati è quella che meglio di altri riesce a rispondere alle necessità del piccolo sotto tanti punti di vista.

Consente di allenare la vista, coordinare i movimenti di braccia e gambe per raggiungere un obiettivo. Man mano che il pupo cresce, poi, è perfetta come campo d’allenamento per sollevare la testa inarcando la schiena stando a pancia in giù. Offrirà stimoli per mantenere la posizione seduta in autonomia.

 

Perché la palestrina non è l’ennesimo giocattolino di cui poter fare a meno

Gli stimoli da proporre al neonato devono essere ben calibrati perché è importante garantirgli di poterne fruire senza stancarsi troppo. Può sembrare difficile immedesimarsi nella prospettiva di un bimbo appena nato, ma avere alcuni punti di riferimento è di grande aiuto. La vista del bebè è limitata e il suo campo visivo è di soli 20 cm durante le prime settimane di vita. Anche i colori non sono ben distinti e fa fatica a riconoscere tonalità come il blu. Per questa ragione è necessario non proporgli oggetti dai colori troppo vivaci, o che emettano suoni troppo invadenti.

Si tratta di andare di pari passo con le sue capacità di percepire il mondo perché possa scoprirlo poco per volta. Una soluzione, questa, che deve tenere conto anche della presenza di innumerevoli stimoli che vengono dal mondo esterno. I rumori della casa, la forma degli oggetti che sono presenti, il viavai di persone in visita per dare il benvenuto al piccolo. Elaborare tutte queste informazioni richiede un grande sforzo di concentrazione e comprensione. Uno sforzo enorme per una creaturina appena arrivata in città.

La palestrina offre la possibilità di dosare gli stimoli man mano che la sua capacità di elaborarli e comprenderli si affina. Quindi è possibile proporla al piccolo in maniera graduale e sensata.

 

 

Allenamento a 360°

Qui il piccolo può sviluppare tutte le competenze che segnano le diverse tappe della sua crescita. Di solito la palestrina è dotata di archi da cui far penzolare dei sonagli. Si tratta di un esercizio molto importante per il neonato.

Infatti, concentra la propria attenzione nell’osservazione di un oggetto che si muove e fluttua nell’aria. È perfetto per catturare il suo sguardo e questo semplice movimento è in grado di impartire le prime, basilari, nozioni di fisica.

Il piccolo lo osserverà muoversi nello spazio, notandone la forma e comprendendone la tridimensionalità. Presto, poi, sarà lo stesso bebè a imprimere il movimento del pupazzo sospeso sulla sua testa. I movimenti dei piedi e delle braccia saranno sufficienti per farlo muovere, e in alcuni casi anche emettere dei semplici rumori.

La perfetta associazione tra causa ed effetto che spiega in maniera semplice e diretta al piccolo di poter interagire con il mondo che ha intorno. I movimenti del piccolo possono provocare dei cambiamenti nel mondo che li circonda e così scopre di poter influenzare quello che avviene intorno a sé.

Man mano che le competenze motorie si affinano e sviluppano, la palestrina diventa il terreno perfetto per rotolarsi sul fianco e mantenere in autonomia la posizione a pancia in giù. Una grande conquista che gli permetterà di sollevare la testa facendo forza sulle braccia.

 

Lo stimolo giusto man mano che il bebè cresce

Il semplice movimento del sollevare la testa inarcando la schiena è molto importante per lo sviluppo della muscolatura. Come piccole tartarughine, i bimbi seguono il proprio istinto e eseguono questi movimenti che sono propedeutici allo sviluppo della coordinazione motoria che permetterà loro di stare seduti.

Ecco perché è importante accertarsi che lo spazio intorno a loro sia libero da ostacoli e potenziali rischi. In questo modo si consente loro di sperimentare in tutta sicurezza l’immenso potenziale del loro corpicino in piena evoluzione. Infatti si sconsiglia di frenare il piccolo limitando i suoi gesti spontanei. In fatto di tecniche di crescita sana, i pupi ne sanno più di noi adulti.

Le primissime fasi dello sviluppo del bambino sono ben documentate. Quindi è riconosciuto dalla comunità scientifica che le diverse fasi dello sviluppo neuronale e motorio siano ben scandite all’interno di archi temporali determinati.

Quindi entro i sei mesi il piccolo impara a star seduto, entro i nove si appropria dello spazio e inizia a muoversi in maniera indipendente. La palestrina continua a lungo a offrire il giusto campo di gioco per sviluppare le competenze specifiche in tutta sicurezza.

 

Allenare i sensi con un solo strumento

Anche la percezione dello spazio e delle reazioni che si possono scatenare è chiaramente scandita all’interno della palestrina. Non deve stupire che tra i giocattoli penzolanti si trovino anche quelli pensati per dare sollievo durante la dentizione.

Non servono solo a dare una piacevole grattatina alle gengive in piena eruzione dentale. Sono i giochini perfetti per usare anche la bocca per lanciarsi alla scoperta del mondo. La bocca è un importante organo di senso ed è per questo che è bene proporre giocattoli e oggetti sicuri da mettere in bocca invece di scoraggiare questo gesto istintivo.

È importante essere certi di non proporre oggetti che si possano rompere in parti più piccole, la forza del morso del piccolo può essere piuttosto sorprendente. Ma privare il piccolo di questa componente importante dell’esplorazione del mondo potrebbe essere controproducente.

Un altro degli elementi classici della palestrina è lo specchio infrangibile. Si tratta di solito di un cerchio di plastica riflettente, un po’ deformante ma sicuro per il piccolo. Qui il piccolo entra in contatto direttamente con la propria immagine. Un esercizio semplice ma importante per consentirgli di prendere confidenza con il proprio corpo e il suo aspetto riconoscendosi.

 

 

Una postazione versatile per le prime scoperte

In una buona palestrina non possono mancare gli stimoli sonori. Ogni versione propone la propria soluzione per stimolare l’udito del piccolo.

La regola per il genitore che deve scegliere il giusto gioco per il proprio piccolo è sempre una: introdurre gradualmente gli stimoli man mano che il piccolo cresce. Quindi un neonato di poche settimane non avrà di certo bisogno di oggetti parlanti, musiche assordanti o complessi meccanismi di attivazione.

Uno stimolo alla volta sarà adatto a dare la giusta risposta alle esigenze del piccolo, in rapida ascesa. Qui il piccolo potrà allenare vista, udito, muscoli del petto e della schiena, con la semplicità tipica del gioco per i cuccioli di ogni specie.

 

 

Questi prodotti sono tra quelli più consigliati, ma al momento non sono disponibili

 

Tiny Love Gymini Palestrina Neonato 0 Mesi+

 

Non sempre è facile trovare dove acquistare la giusta palestrina. I modelli proposti nei negozi fisici possono non essere tutti quelli che un marchio propone al proprio pubblico e questa palestrina Tiny Love potrebbe non essere sempre in assortimento.

Peccato perché è un modello molto grazioso e che merita d’essere preso in considerazione. La struttura è solida ed è possibile sfruttarla a lungo per lasciar giocare il piccolo con la palla e gli altri elementi che la compongono.

Una buona soluzione perché si può decidere quali elementi lasciar penzolare per non sovraccaricare di stimoli il neonato. Poi si possono proporre giochi diversi e in numero sempre maggiore fino a poi consentire al piccolo di scoprire cosa c’è stando col pancino all’ingiù.

L’altezza delle gambe della struttura più robusta si possono piegare per consentire al piccolo di usarla come fosse un tavolino e stare seduto qui vicino. Poi si alzano di nuovo per facilitare i giochi in piedi.

 

Pro

Evolutiva: I prezzi bassi non sono una caratteristica di questi giochi, ma la possibilità di sfruttarli per qualche anno almeno fa ammortizzare la spesa.

Non troppo chiassosa: Sono presenti luci e musiche da attivare quando il piccolo è pronto per ricevere questo tipo di stimoli.

Col canestro: Si può usare da sdraiati, anche a pancia in giù, poi da seduti e infine in piedi facendo cadere la palla nel buco al centro.  

 

Contro

Tappeto piccolo: Ha un diametro che misura poco meno di 90 cm, pochi per lasciare il piccolo libero di muoversi e rotolare.

 

 

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