Come organizzarsi per un viaggio in treno e in auto col bebè

Ultimo aggiornamento: 01.07.20

 

Un neonato ha bisogno di tante attenzioni e cure, perciò per organizzare il viaggio perfetto è indispensabile essere preparati a ogni evenienza. Comprese quelle imprevedibili

 

Le esigenze del bebè si imparano a conoscere giorno dopo giorno. Quel che conta è  assumere un atteggiamento sereno in modo da avere gli strumenti per affrontare anche situazioni che si presentano per la prima volta.

Un lungo viaggio in treno o in auto rappresenta una grande sfida, ognuno di questi mezzi ha dei vantaggi e degli svantaggi che vanno presi in considerazione. Se è possibile scegliere con quale mezzo spostarsi, è opportuno fare le dovute valutazioni e decidere in base alla propria convenienza.

Se invece non è possibile scegliere, bisognerà prevedere quali problemi possono sorgere nell’uno o nell’altro caso. Così da poter intervenire, usando le risorse disponibili a proprio vantaggio.

 

Pianificare il viaggio

La durata del tragitto incide in maniera importante sulla capacità di reggere più o meno a lungo a un viaggio su un mezzo di trasporto che si ferma solo di tanto in tanto. L’incognita più grande, quando si affrontano i viaggi lunghi, riguarda la possibilità di intervenire per risolvere un eventuale esigenza che si debba presentare all’improvviso. 

Se in casa ci si può organizzare con facilità e abbiamo sempre tutto quello che occorre a portata di mano, lo stesso non si può dire se per esempio il treno ha appena lasciato la stazione o l’auto si trova in autostrada e non ci sono piazzole nelle vicinanze. Avere quello che serve, quindi, deve essere pensato per limitare la necessità di fermarsi in piena corsa.

Prima di partire si dovranno osservare con attenzione le abitudini del piccolo, e tenere a mente che potrebbero cambiare del tutto mentre si è in viaggio. In base a queste, si potrà predisporre l’occorrente.

Tra gli elementi da considerare prima di partire ci sono alcune cose essenziali: la durata del viaggio, la possibilità di chiedere aiuto a qualcuno se si ha bisogno, o di deviare il percorso se necessario.

I vantaggi e gli svantaggi del viaggio in auto

Chi parte da solo ha di fronte poche alternative, ma se si viaggia in due allora sarà possibile pensare di sedere dietro vicino al piccolo per aiutarlo a sopportare la novità del viaggio in auto.

In auto gli spazi sono ridotti, e per questo se il piccolo ha un fastidio di qualsiasi natura sarà più difficile farlo calmare passeggiando come si può fare in treno. Ma il vantaggio di questo mezzo è che favorisce il sonno. La ragione per cui l’auto si associa alla sensazione di torpore e sonnolenza non è ben chiara, c’è chi dice che ricordi la sensazione del feto dentro la pancia della mamma. L’essenza però non cambia: se il viaggio è lungo ci sono buone probabilità che il piccolo dormirà per gran parte del tempo.

Si potrà pensare di organizzare il viaggio in prossimità dell’orario in cui il bebè normalmente dorme, in un orario particolare della mezza mattinata o del primo pomeriggio. In auto ci si può fermare, si possono fare deviazioni, si può ascoltare la musica. Insomma, la flessibilità dell’auto è fuor di dubbio e questo rappresenta il suo maggiore vantaggio.

 

Viaggiare in treno, sì o no?

Il treno è il mezzo di trasporto più romantico di tutti. I grandi finestrini, i sedili comodi, la possibilità di chiacchierare con gli altri passeggeri che si trovano per caso a condividere i nostri spazi. Tutti aspetti innegabili, ma quando c’è un bebè? La possibilità di trovare persone poco disposte a condividere il proprio spazio con un neonato può essere alta.

Pendolari, professionisti che lavorano durante gli spostamenti, turisti che non parlano la nostra lingua. In definitiva, se si viaggia con un bebè è una buona idea cercare di ridurre il ventaglio di possibilità incontrando poche persone. Meglio scegliere gli scomparti in anticipo e magari spendere qualcosa in più se possibile, viaggiando in orari poco affollati in vagoni meno chiassosi.

Il grande alleato sarà il capotreno, a lui si potrà fare riferimento se si avrà bisogno di qualsiasi cosa. Nella peggiore delle ipotesi sarà questa persona a fare il giro dei vagoni alla ricerca di un medico che per caso si trovi a bordo.

 

Cosa portare con sé in viaggio

Un’altra cosa importante da fare è dotarsi di tutto il necessario per il bebè. Acquistare una capiente borsa fasciatoio venduta online sarà un’ottima opzione per organizzare il contenuto in base alle reali necessità del bebè.

In valigia si potranno mettere anche le altre cose che serviranno di scorta. Ma è importante dedicare un solo bagaglio agli effetti del bebè, per non rischiare di restare senza il necessario per se stessi. Del resto, durante il viaggio si è tutti lontani dal comfort di casa.

Fare una mappa mentale aiuta a non dimenticare nulla, cominciando a pensare per macroaree.

 

Il necessario per la pappa

Tutto quello che serve per far mangiare il bebè varia da bimbo a bimbo. Se la mamma che allatta deve solo essere presente per assicurare nutrimento al piccolo, quella che ha già iniziato lo svezzamento o ha scelto l’allattamento in formula dovrà preventivare più ingombro per questo tipo di oggetti.

In base al tempo che trascorre in viaggio, sarà opportuno portare con sé la quantità che il piccolo consuma di solito, più un po’ in più. L’alterazione dei ritmi di vita durante il viaggio possono far sì che il piccolo sia inappetente o che, al contrario, abbia voglia di mangiare un po’ in più, oppure può succedere che si versi del latte o della pappa. Meglio essere pronti a intervenire al bisogno.

Il necessario per i cambi

Ogni mamma segue un rituale specifico per il cambio del piccolo. C’è chi preferisce usare le salviette, chi si limita a inumidire un panno, chi invece lascia che la pelle del bebè si asciughi all’aria prima di rimettere il pannolino pulito. 

In base alle proprie abitudini, basterà adottare le giuste misure e dotarsi di quello che serve, e un po’ in più per fugare ogni dubbio. I vestiti potrebbero sporcarsi o bagnarsi, per questo motivo è utile avere qualche cambio in più, magari non completo.

 

 

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