La shoah spiegata ai bambini della scuola primaria

Ultimo aggiornamento: 26.10.21

 

Spiegare ai bambini cosa sia stato l’Olocausto non è semplice: vi aiutiamo ad affrontare questo argomento con qualche testo e film ad hoc

 

Il giorno della memoria scuola primaria non è un argomento tra i più facili da trattare, ma è necessario informare anche i più piccoli di eventi storici così rilevanti. Il 27 gennaio è il giorno preposto al ricordo delle vittime di questo momento: se volete spiegare l’olocausto significato ai piccoli, dovrete affrontare l’argomento in maniera delicata.

Il genocidio che venne perpetrato tra il 1938 e il 1945 a opera del fascismo vide come oggetti ebrei che erano considerati indesiderati. Si è scelta questa data come simbolo, in quanto è stato proprio quello il giorno in cui sono stati liberati i prigionieri di Auschwitz. 

Va da sé quindi che la shoah spiegata ai bambini della scuola primaria non è tanto semplice da mettere in pratica, visto che l’interlocutore non ha ancora la maturità per comprendere concetti così dolorosi.

Cerchiamo di aiutarvi nell’impresa con qualche utile suggerimento.

 

Come affrontare la giornata della memoria scuola primaria

Per quanto la shoah per bambini  non sia un progetto facilmente realizzabile, è importante far ragionare anche i più piccoli su questo sterminio di massa, che ha visto coinvolte milioni di persone, con l’unica “colpa” di essere ebree.

 

Naturalmente non si deve andare diritti al punto, ma arrivarci per gradi, quindi seguire un percorso di studio che veda come protagonista il popolo ebreo, comprendendo di cosa si tratta, qual è la loro cultura, la loro storia, analizzando tutto nei minimi dettagli, fino ad arrivare alla Seconda Guerra Mondiale.

Spiegare il shoah significato  ai piccoli vuol dire anche scegliere la giusta età: infatti, se si parte troppo presto, i bambini possono non solo non comprendere di cosa stiate parlando, ma anche rimanerne inutilmente traumatizzati. Non è facile se si parla di ragazzi al di sotto dei 13 anni, per i quali i termini e i modi devono essere ben ponderati.

Nella scuola primaria è possibile fare una ricerca sulla shoah, a partire dalla quinta classe elementare, attraverso racconti, brani, poesie o anche film e documentari, fino poi ad arrivare alle classi superiori, dove si potranno anche affrontare dei viaggi per visitare i cosiddetti luoghi della Memoria.

La shoah spiegata ai bambini senza traumi

Come abbiamo detto, i bambini devono comprendere ciò di cui si parla ma non esserne traumatizzati. Si devono quindi evitare approcci macabri e sfruttare libri per bambini a tema, come anche film sugli ebrei che non facciano male ai più piccoli.

A quest’età infatti è preferibile evitare immagini che raffigurino la morte o anche libri destinati agli adulti, che altro non farebbero che causare un trauma e un dolore ai bambini, non ancora dotati dei filtri giusti per sopportare una verità così dolorosa. 

Tra i libri sulla shoah per ragazzi possiamo consigliarvi:

♦ L’amico ritrovato di Fred Uhlman, un testo molto utilizzato nelle scuole

♦ Ora o mai più. Le leggi razziali del 1938 spiegate ai bambini, di Daniel della Seta

♦ Portico d’Ottavia 13 di anna Foa

♦ Il diario di Anna Frank, il testo sicuramente più conosciuto

 

C’è da sottolineare che la lettura non deve mai essere affrontata da soli, ma c’è bisogno sempre del sostegno dell’insegnante in classe, del genitore a casa o anche del pedagogista, insomma di un adulto che possa aiutare il piccolo ad affrontare il tema senza traumi. 

Per quanto riguarda invece i film che hanno trattato questo tema, potrete optare per due in particolare:

♦ La vita è bella di Roberto Benigni, per il quale il regista e attore ha vinto anche l’Oscar

♦ Train de vie di Radu Mihăileanu

Come celebrare la Giornata della Memoria con i più piccoli?

Una volta affrontato l’argomento, il bambino può anche capire perché si celebra la Giornata della Memoria: per farlo insieme, basterà che organizzate un disegno o un’attività da svolgere con l’insegnante, in memoria delle persone che non ci sono più.

Con l’aiuto dei genitori, si possono fare delle ricerche sulla storia di un coetaneo che ha vissuto quella esperienza, in modo da creare un ponte empatico tra l’alunno e quel bambino, cercando di far immedesimare il piccolo nella sua vita, nella storia di tutti i giorni e nell’evento traumatico del cambiamento, sempre usando termini e momenti in maniera delicata e intelligente.

Meglio non usare i soliti termini come “per non dimenticare” o “mai più”, che altro non fanno se non annoiare i bambini e allontanarli dal vero significato profondo di tutta la vicenda. Meglio quindi non lavorare per slogan, ma cercare di creare una connessione vera tra il bambino e la vicenda, che possa fargli comprendere nel midollo la vicenda. 

Infine, la Shoah dovrebbe essere affontata non solo nel periodo immediatamente precedente al Giorno della Memoria, ma durante tutto l’anno scolastico, in modo da effettuare uno studio continuativo, che è l’unico modo per far davvero comprendere a bambini e ragazzi cosa sia stata la Shoah e come sia potuto accadere quello che è accaduto. 

 

 

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