Perdite bianche: cosa sono e quando preoccuparsi

Ultimo aggiornamento: 07.12.22

 

Per lo più sono la manifestazione fisiologica del corretto funzionamento della cervice, in alcuni casi il muco, specie se giallastro e maleodorante, può indicare un’infezione in corso

 

Tutte le donne sperimentano perdite bianche in alcune delle fasi del ciclo mestruale oppure durante la gravidanza. Per lo più si tratta della risposta fisiologica dell’apparato genitale per proteggersi da possibili infezioni, oppure per evitare che gli spermatozoi possano incontrare l’ovulo, quando non è ancora maturo oppure quando è già stato fecondato. È una lubrificazione naturale che aiuta la vagina a restare pulita e libera da infezioni batteriche, virali o fungine. Quel che conta è saper distinguere le diverse fasi in cui questo muco si presenta e comprenderne la natura e la struttura.

Infatti, non sempre è bianco, spesso è trasparente, altre volte ha striature di sangue. Con un’attenta osservazione delle manifestazioni che caratterizzano il ciclo mestruale, si può comprendere molto dello stato di salute complessivo.

Sarà facile, così, distinguere le perdite non fisiologiche, cioè le manifestazioni di un’infezione in corso. Queste sono accompagnate anche da altri sintomi come il prurito o il bruciore intimo e possono avere un odore pungente molto marcato. Anche il colore può cambiare e vertere verso il verdastro o il giallastro: questi sono segnali inconfutabili che è in corso un’infezione da trattare con l’aiuto del medico.

Cosa sono le perdite vaginali

Le secrezioni vaginali la cui densità varia a seconda della fase del ciclo, oppure durante la gravidanza, sono la manifestazione dell’attività normale dell’apparato genitale femminile. Servono a scopi diversi e spesso sono la risposta fisiologica per contrastare il proliferare di potenziali agenti patogeni. Hanno lo scopo di regolare l’acidità dell’ambiente vaginale e quindi rendono l’ambiente poco adatto anche alla presenza degli spermatozoi che così vengono sospinti verso la cervice per incontrare l’ovulo nel momento in cui è fertile.

 

Un delicato equilibrio che si autosostiene e che muta continuamente per garantire lo stato di salute ottimale grazie anche all’attività degli ormoni che si alternano durante le fasi del ciclo mestruale.

 

L’attività ormonale

Le perdite bianche dense che molte adolescenti sperimentano durante i primi cicli mestruali, sono infatti la manifestazione di una certa immaturità degli ormoni che porta ad avere spesso questo tipo di perdite durante il ciclo oppure prima delle mestruazioni. In generale, le perdite bianche prima del ciclo cioè del sanguinamento con le mestruazioni sono più frequenti nelle donne che prendono la pillola, che a sua volta condiziona l’attività ormonale.

Invece, quando si nota la presenza di muco acquoso e trasparente circa durante la seconda settimana del ciclo è possibile identificare che sta avvenendo l’ovulazione. Questo fenomeno, che si caratterizza per il rilascio da parte dell’ovaio dell’ovulo maturo, si associa anche alla liberazione del tappo di muco cervicale che consente l’accesso degli spermatozoi nel canale vaginale. Se si ha un rapporto in questo periodo, di solito associato anche a un aumento della libido, è il caso di fare attenzione a un possibile ritardo ciclo: è possibile che sia iniziata una gravidanza.

Perdite bianche in gravidanza

Anche durante la gravidanza si registrano perdite bianche o trasparenti a loro volta associate alla trasformazione dell’attività ormonale di questo speciale periodo della vita della donna. Anche le perdite in gravidanza hanno lo scopo ben preciso di proteggere l’apparato genitale da possibili infezioni. Si parla in questo caso di leucorrea gravidica semplice, è un fenomeno del tutto fisiologico e utile a recuperare uno stato di equilibrio interno stravolto dai mutamenti a carico dell’utero.

Infatti, in questo periodo si può andare incontro a infezioni con maggiore frequenza perché l’utero esercita una maggiore pressione sulla vescica e provocare un ristagno prolungato dell’urina e dei batteri che contiene. Le perdite bianche di inizio gravidanza invece sono la manifestazione del maggiore flusso ormonale che interessa l’intero corpo e che si manifestano anche in questo modo.

 

Come evitare le infezioni

Le perdite possono anche essere un segnale importante per comprendere se è in corso un’infezione. Con l’analisi molecolare delle perdite è possibile risalire al tipo di patogeno che ha provocato l’infezione e seguire un’appropriata terapia. Le perdite gialle o di colore verdastro possono essere associate alla presenza di infezione soprattutto se accompagnate da altri sintomi. Il prurito e il cattivo odore sono di solito il segnale più evidente di un’infezione in corso di diversa natura. Infatti, il tratto vaginale può essere attaccato da patogeni diversi, virali, batterici o fungini. È importante riconoscere efficacemente il tipo di aggressore per trattarlo con la terapia adatta.

I più comuni sono la candida, un fungo che si trova di solito nella flora batterica vaginale ma che può prendere il sopravvento se ci sono squilibri importanti. Una terapia antibiotica, stress e cattive abitudini a tavola possono portare a infezioni causate da questo fungo. La vaginosi di origine batterica è di solito causata dal batterio Gardnerella vaginalis, un patogeno che ha bisogno di una terapia antibiotica per essere debellato. I virus che possono provocare leucorrea anomala e non fisiologica sono di solito Trichomonas o Neisseria gonorrhoeae. In ciascuno di questi casi è necessario affidarsi al parere del medico che decide se effettuare una terapia topica con la somministrazione di ovuli o lavande, oppure con la somministrazione orale di antibiotici.

Si può evitare la proliferazione di questi patogeni adottando alcune misure preventive. Durante l’attesa è bene usare la fascia per gravidanza solo se realmente necessario. In generale è utile evitare di indossare indumenti troppo stretti che limitano il passaggio dell’aria e quindi il ristagno dell’umidità. Anche gli assorbenti e i proteggislip hanno la controindicazione di favorire la formazione di quell’ambiente caldo e umido che provoca lo sviluppo delle colonie di batteri e altri patogeni.

 

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