Il diritto all’allattamento e il mondo del lavoro

Ultimo aggiornamento: 24.08.19

 

Cosa dice la legge in merito al diritto di allattare? Scopritelo nella nostra guida dove troverete tutte le informazioni che vi servono. 

 

Per molte mamme tornare al lavoro dopo il periodo di maternità può essere un vero caos. I ritmi sono cambiati completamente e il bebè dipende completamente dai neo-genitori. Tra la gravidanza e il periodo dell’allattamento, la mamma è piena di impegni e responsabilità. Un lungo elenco di cose da fare, soprattutto se lavora.

La maggioranza delle donne che rientra al lavoro con un bebè a casa, ha passato sicuramente gli ultimi mesi in simbiosi con il suo piccolo e il distacco non è semplice, soprattutto se si allatta al seno.  

Per questa ragione molte mamme rientrano al lavoro e smettono di allattare, ma con un po’ di organizzazione è tutto possibile. In questa guida affrontiamo il tema maternità anche a livello legislativo, cercando di capire meglio i meritati diritti delle mamme.

 

Cosa dice la legge?

Secondo la legge, il datore di lavoro ha il dovere di garantire alla neomamma la possibilità di allattare il neonato durante le ore lavorative. Esistono dei permessi che prevedono un riposo giornaliero di due ore o di un’ora a secondo di quanto si lavora. Per essere chiari, i permessi non sono fruibili da chi gode del congedo maternità. Se la mamma lavora per più di sei ore allora la pausa si aggira intorno alle due ore, nel caso lavorasse meno il permesso per l’allattamento è di un’ora.

 

 

Nel caso in cui l’azienda abbia un asilo al suo interno o una struttura simile, allora la pausa per allattare il bimbo è di circa mezz’ora, che sarà più che sufficiente per sfamarlo a dovere.

Se avete dei dubbi sulla durata del permesso che vi spetta, date un’occhiata al vostro contratto e il gioco è fatto!

 

Il permesso per allattamento: come funziona

I permessi per allattamento non sono obbligatori ma facoltativi, quindi è la neomamma che decide se godere o meno di questi benefici. Nel caso in cui fossero nati dei gemelli, le ore di riposo giornaliero per allattamento raddoppiano, quindi in base all’orario lavorativo alla mamma spetteranno due o quattro ore di permesso.

Le ore di congedo possono essere distribuite durante il corso della giornata oppure consecutive. Per le neomamme c’è anche la possibilità di unire le ore per godere di giornate intere di permesso.

Le ore di congedo per allattamento vengono considerate a tutti gli effetti lavorative, quindi la mamma gode di regolare retribuzione. Per fare la domanda basta rivolgersi al proprio responsabile o datore di lavoro e trovare un accordo sulle ore di permesso. L’INPS penserà a tutto il resto.

 

Quando spetta al padre?

Cosa succede quando la mamma non può occuparsi del piccolo e c’è solo il papà? L’art. 40 del d.lgs 151/2001 stabilisce che i neo papà hanno diritto a permessi per allattamento della durata massima di due ore nel caso in cui la madre rinunci volontariamente a questo diritto oppure sia impossibilitata

L’articolo 40 riporta inoltre che nelle circostanze elencate di seguito, il padre ha diritto allo stesso tipo di congedo previsto per le madri, in modo particolare:  

  • in caso di affido esclusivo al padre;
  • se la madre abbandona il figlio;
  • se la madre non lavora come dipendente;
  • se la madre dipendente decida di non usufruire del permesso;
  • se la madre è deceduta o in stato di grave infermità.

 

Nei casi sopraelencati il padre ha quindi diritto a permessi di riposo cumulabili che variano in base alle ore lavorative. Inoltre, le ore di permesso possono essere godute in modo frazionato oppure continuativo, in modo tale da dare libertà di scelta al padre.

Questo significa che se lavora più di sei ore al giorno gode di due ore di permesso che potrà usare per entrare e uscire prima dal lavoro, oppure durante il giorno potrà andare a trovare il bebè se l’abitazione è vicina e passare un’oretta a fargli compagnia.

 

 

Come pianificare il da farsi

Se non volete usufruire del diritto allattamento e preferite estrarre il latte materno in ufficio, anche in questo caso sarà necessario assentarsi più di una volta ma ovviamente per meno tempo.

In questo caso potete parlare con il vostro responsabile e trovare una zona nel luogo di lavoro ideale per eseguire l’operazione. Se passate una giornata in ufficio sarà necessario estrarlo almeno un paio di volte prima di tornare a casa.

Preparate una borsa e cercate di usare sempre quella, all’interno della quale inserite tutto il necessario. Quindi non dimenticate: il tiralatte (controllare qui la lista delle migliori offerte), coppette assorbilatte, contenitori per conservarlo e salviette. Se avete la possibilità di lasciare la borsa al lavoro fatelo, altrimenti assicuratevi di avere tutto il necessario quando la preparate di sera.

Cercate di creare uno schema o fate una lista, se preferite, di ciò che serve a chi accudisce il bimbo, scrivendo indicazioni su come scongelare o riscaldare il latte materno, insieme a tutti i  consigli che verranno sicuramente apprezzati da chi tiene il bimbo mentre siete al lavoro.

Prevenire è sempre meglio, soprattutto se volete il meglio per il vostro cucciolo!

 

 

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