Prima ecografia in gravidanza: cosa c’è da sapere

Ultimo aggiornamento: 25.06.21

 

Una grande emozione si accompagna alla primissima conoscenza del proprio piccolo dentro di sé

 

La prima ecografia rappresenta un momento di grande emozione perché permette di fare la conoscenza con il proprio figlio prima ancora che sia nato. Si fa in un periodo compreso tra la sesta e la quattordicesima settimana. Con questa prima indagine si possono accertare alcuni aspetti importanti che serviranno poi a monitorare il corretto sviluppo del feto e lo stato generale della gravidanza. Una buona occasione per verificare che tutto proceda per il meglio. Ma anche una maniera molto netta per entrare nell’ottica di idee che presto la propria vita sarà rivoluzionata dall’arrivo del bebè.

Oltre a quella del primo trimestre, il protocollo prevede di eseguire altre due ecografie nel secondo e nel terzo trimestre. Nelle gravidanze fisiologiche, in cui tutto prosegue per il meglio e non ci sono elementi per ritenerla a rischio, non serve farne di più. Ma ogni volta, l’incontro con il piccolo che cresce nel pancione si riempie di emozione e grande aspettativa.

 

Quando fare la prima ecografia

La prima ecografia in gravidanza si effettua a partire dalla sesta o settima settimana. Farla prima, appena fatto il test di gravidanza, potrebbe dare origine a spiacevoli equivoci. Infatti, se fatta troppo presto, il macchinario potrebbe non essere in grado di rilevare la pulsazione del cuoricino e quindi dare un’informazione parziale e non del tutto corretta. Se si sceglie di fare l’ecografia a 6 settimane si potrà vedere un piccolo esserino delle dimensioni di una lenticchia, in cui è chiaramente distinguibile il cuore.

Una situazione simile si registra con l’ecografia a 7 settimane in cui quello che viene rilevato è solo la pulsazione cardiaca e poco più. Con il passare dei giorni, il ginecologo potrà valutare la possibilità di continuare ad approfondire l’analisi e il monitoraggio dell’accrescimento prevedendo eco dalla settimana 7+, e oltre.

È a partire da 10 settimane che il feto assume le sembianze di un bimbo in miniatura. Per via delle dimensioni ridotte è possibile vederlo a schermo nella sua interezza. Quella del primo trimestre è l’ecografia più commovente, perché è proprio la prima che permette di fare la conoscenza con il bebè. Durante le successive tappe di sviluppo, per esempio con l’ecografia morfologica, non sarà più possibile distinguere la figura intera del bimbo. L’analisi del medico si concentrerà soprattutto sul monitoraggio dell’accrescimento degli organi, degli arti e di altre parti specifiche.

 

Cosa si guarda con la prima ecografia in gravidanza

Con questo primo esame si verificano alcune informazioni essenziali per monitorare il progresso dell’intero percorso del feto. Questo è il momento per accertarsi che la gravidanza sia singola o se sia gemellare. Inoltre, è più facile grazie a questo strumento, stimare la reale epoca della gestazione. Infatti, l’inizio della gravidanza si fa coincidere con il primo giorno delle mestruazioni ma questa data potrebbe non essere esatta. In base a questa valutazione si stabilisce con maggiore precisione quale potrà essere la data presunta del parto. Con questo parametro è possibile valutare come e se intervenire se il parto tarda a manifestarsi entro i termini considerati sicuri.

Invece, l’ecografo permette di analizzare con precisione lo stato di accrescimento del bambino che è uno standard sempre uguale e si usa come parametro universale per valutare l’andamento ai primi stadi.

L’ecografia tra le 11 settimane e le 13 settimane

A cavallo tra il primo e il secondo trimestre è possibile effettuare un’indagine molto importante che permette di stabilire in anticipo la presenza di eventuali malformazioni del feto. Già dopo 10 settimane il cuoricino è già formato e si possono già evidenziare delle malformazioni se presenti. Ma il momento ottimale per verificare il maggior numero di informazioni utili per valutare lo stato del feto si ricavano dall’indagine compresa tra la settimana 11 e la 13+6.

Questo è il momento di effettuare il test cosiddetto della translucenza nucale, cui si possono associare il test combinato e il test di screening del DNA fetale per scartare la possibilità che ci siano anomalie cromosomiche. In questo specifico contesto l’ecografia del feto valuta la presenza di una piccola formazione di liquido dietro la nuca. A seconda delle dimensioni o della presenza o meno di questo liquido è possibile dedurre delle condizioni specifiche dello sviluppo dell’organismo.

I dati così ottenuti si incrociano con un prelievo di sangue da effettuare alla madre. Si misura la presenza di due sostanze che hanno origine nella placenta: le beta hCG e la PAPP-A. La triangolazione di questi dati insieme all’età della madre, sono parametri sufficienti per stimare la probabilità che il neonato possa presentare anomalie cromosomiche, come la trisomia 21, nota come sindrome di Down, oppure la trisomia 18 e trisomia 13.

 

L’ecografia precoce

Va detto che la raccomandazione è di non superare le tre ecografie nel corso della gravidanza. Ma in base alle indicazioni del medico è prassi eseguirne una al mese per una veloce verifica della progressione della crescita. Non ha molto senso effettuare un’ecografia con la gravidanza di 2 settimane. Bisogna aspettare la formazione vera e propria dell’embrione prima di poter utilizzare questo sistema di misurazione.

Infatti, fino alla quinta settimana, il corpo del bebè non è ancora perfettamente formato. Il tubo neuronale si chiude solo dopo questo intervallo di tempo e il battito cardiaco diventa ufficialmente percettibile. A questo stadio, per poter effettuare l’indagine è necessario effettuare un’ecografia transvaginale. Non si tratta di una pratica invasiva, ma potrebbe essere difficile stabilire l’effettiva età della gravidanza e rischiare di fare l’esame prima di poter valutare le condizioni dell’embrione.

In seguito, di solito a partire dalla fine del terzo trimestre, il cuore che batte si potrà sentire anche con altri strumenti diversi dall’ecografo. Nelle visite si utilizzerà anche il monitor fetale per auscultare la frequenza del battito e accertarsi che rispetti i parametri ottimali.

  

 

 

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2 COMMENTI

Sadi

June 19, 2021 at 6:08 am

Salve cerco sostegno..mi trovo quasi alla 7 settimana il diametro massimo della camera gestazionale è di 16,4 e all’embrione di 3,4 mm manca il cuoricino ..nella prima analisi (5 settimana)transvaginale il diametro della camera gestazionale era di 10,8 mm.Da come vedo informazioni sono in ansia.Non sta crescendo troppo lentamente.Aiutoo

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Augusto

June 21, 2021 at 10:59 am

Buongiorno Sadi,
grazie per avere condiviso con noi le tue preoccupazioni. Immaginiamo il tuo stato in questo momento e le emozioni contrastanti che accompagnano le tue giornate, ci passiamo un po’ tutte appena scopriamo di essere incinta. Conosciamo bene la felicità incontenibile e le paure inconfessabili. Le informazioni che ci hai dato, purtroppo, non bastano per rispondere ai tuoi dubbi. Solo il tuo medico conosce il quadro clinico completo e può sciogliere le tue insicurezze. Un consiglio, però, vorremmo dartelo. Cerca un professionista in grado di seguirti con competenza ma anche capace di metterti a tuo agio: saprà anche darti le risposte di cui hai bisogno e intervenire quando sarà il momento.

Buona giornata
Team PeF

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