Gravidanza extrauterina: sintomi, cause, soluzioni

Ultimo aggiornamento: 24.07.21

 

In rari casi è possibile che l’impianto dell’embrione avvenga al di fuori dell’utero rendendo impossibile il suo sviluppo

 

La gravidanza extrauterina è un principio di gestazione che però non ha le possibilità di proseguire e andare a buon fine. Infatti solo l’annidamento dell’embrione all’interno dell’utero è la condizione essenziale perché continui a svilupparsi il feto.

Non sono note le cause che portano all’annidamento della cellula uovo fecondata in posti diversi dall’utero e di fatto spesso la donna non si accorge nemmeno di questo evento. Con un sanguinamento più importante il corpo espelle questo embrione abortito già durante i primi giorni dalla fecondazione. Quindi il più delle volte viene confuso con una mestruazione più abbondante o un ritardo fisiologico del ciclo. Per questo motivo le statistiche non sono attendibili e si stima che questo fenomeno riguardi in media tra l’1 e il 2% delle gravidanze.

Cos’è la gravidanza ectopica

Ci si riferisce alla gravidanza fuori dal suo sito quando l’ovulo fecondato non si annida nell’unico luogo in cui si può sviluppare: l’utero. In questi rari casi l’embrione si annida altrove per esempio nelle tube di Falloppio, nel collo dell’utero o persino nella cavità addominale.

L’embrione, cioè il gruppo di cellule che si forma dopo l’incontro tra la cellula uovo e lo spermatozoo, ha ancora pochi giorni di vita. Infatti ne impiega circa sette per raggiungere l’utero e impiantarsi durante l’embriogenesi fino a creare intorno a sé la camera gestazionale. Solo dopo questo momento si inizia a parlare di vero e proprio sviluppo del feto.

Per avere un’idea di massima, solo dopo il terzo mese è possibile monitorarne la crescita attraverso un monitor fetale. Nella fase precedente, invece, solo l’ecografia vaginale è in grado di rilevare la presenza di una gravidanza, intra o extrauterina qualora la donna faccia in tempo a riconoscerla.

 

I sintomi della gravidanza extrauterina

Anche se nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno che passa quasi del tutto inosservato, non è esente da conseguenze nei casi più gravi. Infatti, se l’impianto dell’embrione nella tuba prosegue fino a provocare il sanguinamento è necessario intervenire in laparoscopia e rimuovere il tessuto della gravidanza.

Per questo non andrebbero sottovalutati sintomi come la pancia gonfia, i dolori al basso ventre e schiena di cui non si è mai sofferto in precedenza. Potrebbero essere un segnale di gravidanza extrauterina.

Il ricorso all’intervento in laparoscopia, cioè la chirurgia mininvasiva, consente al chirurgo di intervenire con piccoli tagli localizzati e non a “cielo aperto”. Risulta quindi un tipo di intervento con minori conseguenze e tempi di recupero molto brevi. In generale, però, si ricorre alla chirurgia solo nei casi più gravi in cui la tuba sia stata forata dall’embrione e necessiti di un intervento per il suo risanamento.

Per lo più questi fenomeni si risolvono per via farmacologica con la somministrazione di medicinali come il Methotrexate. Il Metotressato è un principio attivo utilizzato per favorire l’assorbimento delle cellule prodotte, in maniera spontanea dallo stesso organismo. È impiegato come rimedio contro le neoplasie, cioè gli sviluppi anormali delle cellule non per forza di tipo tumorale, come possono essere i nei o altri agglomerati cellulari.

Va detto però che, una volta eseguita la terapia con Methotrexate è il caso di desistere e non cercare una gravidanza per qualche tempo. Meglio cercare il miglior gin, celebrare uno scampato pericolo per la propria incolumità e attendere ancora almeno tre mesi. Infatti è necessario assicurare il corretto metabolismo del farmaco perché sono associati effetti teratogeni sull’embrione. Cioè potrebbe portare alla malformazione genetica grave del feto.

Cause della gravidanza ectopica

Non sono ben note le ragioni per cui l’embrione non è in grado di raggiungere la corretta posizione nell’utero nel suo percorso lungo le tube di Falloppio. Si ipotizza che in alcuni casi alcune infezioni pregresse possano avere delle responsabilità dirette con questo fenomeno.

Per esempio, si attribuisce alla Clamidia la possibilità di interferire con il corretto impianto dello zigote. Questo batterio si trasmette per via sessuale e può impiantarsi nell’apparato genitale, anale oppure orale in seguito a rapporti non protetti. Nella donna può dare origine a infiammazione della cervice ma nella maggior parte dei casi ha sintomi difficili da individuare e che spesso passano inosservati oppure sono difficili da attribuire correttamente all’infezione batterica.

 

Aborto spontaneo nelle prime fasi dell’impianto

Uno dei casi in cui ci si accorge della gravidanza ectopica in assenza di altri sintomi è quando si effettua il test delle Beta-hCG. Infatti questo valore si modifica già dal momento in cui c’è la fecondazione. Il suo aumento esponenziale e costante è un chiaro segnale dell’avanzamento della gravidanza. Per questo viene utilizzato come indicatore da monitorare durante le prime fasi per le quali non esistono altri strumenti di rilevazione.

Solo durante l’epoca embrionale l’aborto spontaneo ha sintomi per lo più difficili da rilevare e si tratta di un sistema di selezione che opera l’organismo stesso nei confronti di cellule non ben formate. In questi casi si fa riferimento al termine gravidanza biochimica per indicare che si sono avviati i processi fisiologici in seguito all’avvenuta fecondazione, ma poi non ha proseguito la maturazione nell’utero.

Anche in questi primissimi step si hanno perdite di sangue in gravidanza, ma il fatto di coincidere spesso con la data attesa delle mestruazioni le rende difficili da associare a un aborto.

 

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