Separazione consensuale: come si fa, quanto costa

Ultimo aggiornamento: 19.04.21

 

Se si vuole recidere un contratto di matrimonio si fa ricorso alla separazione, che è consensuale quando si trova un accordo comune

 

La separazione consensuale avviene quando i membri della coppia trovano un accordo comune su come dividere i beni materiali e regolare i rapporti al cessare della convivenza. Bisogna presentare al giudice la documentazione relativa agli accordi sull’assegnazione della casa coniugale, se presente, le questioni economiche e patrimoniali e stabilire in che termini il coniuge più forte contribuisce con l’assegno di mantenimento al più debole.

Gli accordi devono comprendere le regole sull’affidamento dei figli se presenti, quindi indicare con quale dei due andranno a vivere e con che frequenza potranno visitare quello con cui non coabitano. Anche per questi, se presenti, il coniuge più economicamente più forte dovrà provvedere al mantenimento.

Gli esiti possibili di questo ricorso, secondo la legge italiana possono essere due: il ricongiungimento oppure il divorzio. Non è previsto, infatti, lo scioglimento del matrimonio senza che prima avvenga la separazione.

I presupposti per il ricorso per separazione consensuale

Quando la coppia riconosce che siano venute meno le condizioni per la convivenza deve recidere il contratto di matrimonio. Per questo motivo è necessario rivolgersi all’autorità giudiziaria, il Tribunale o in alcuni casi il Sindaco, per ufficializzare la decisione personale.

Per separarsi in maniera consensuale è necessario trovare un accordo comune sui temi fondamentali che riguardano:

♦ I diritti sul patrimonio

♦ Il mantenimento del coniuge più debole

♦ Diritti di visita e mantenimento della prole

♦ Assegnazione della casa coniugale

Questi accordi devono essere espressi in maniera chiara e in dettaglio. Devono fare parte della documentazione da presentare in sede giudiziale per ufficializzare il procedimento.

 

La separazione legale di fronte al Tribunale

Per procedere con la separazione è necessario che uno dei due coniugi presenti il ricorso presso la Cancelleria del Tribunale in cui ha la residenza o il domicilio. Non è indispensabile che ogni coniuge sia assistito da un legale, ma è possibile che sia uno solo per entrambi. Il Presidente del Tribunale avvia il procedimento di omologazione necessario per ufficializzare la separazione. A differenza del più complesso ricorso per separazione giudiziale, la procedura sarà più snella e rapida.  

Il Presidente del Tribunale ha 5 giorni per stabilire la data e convocare i due coniugi all’udienza. In questa fase la norma prevede che sia effettuato un tentativo di conciliazione tra le due parti. Il Presidente non aggiunge altro a quanto già pattuito dai due coniugi e si limita a leggere quanto stabilito così come è stato depositato presso la cancelleria. Le due parti sottoscrivono alla presenza dell’autorità giudiziaria le condizioni dell’accordo dimostrando di accettarle senza ripensamenti.

Infine, il Collegio in Camera di Consiglio quindi senza la presenza delle due parti e degli eventuali legali che li rappresentano, emette il Decreto di Omologazione che rende effettiva la separazione. Dall’udienza del Presidente al Decreto di Omologazione passeranno quindi pochi giorni, mentre entro sei mesi si potrà avviare il procedimento di divorzio.

 

La negoziazione assistita

Il D.L. 132/2014 stabilisce anche la modalità più snella e veloce per procedere con la separazione consensuale, la negoziazione assistita. Si tratta di una cosiddetta “separazione breve”, nel quale la documentazione prodotta è presentata al Pubblico Ministero e non in Tribunale. L’atto viene trasmesso all’ufficiale dello stato civile e l’intero procedimento si conclude nell’arco di 3 o 4 mesi.

Qui è previsto che ogni coniuge sia rappresentato dal proprio avvocato. Questi è responsabile anche di fornire la sua assistenza per favorire le condizioni di separazione in presenza di figli minorenni. Di norma la separazione consensuale senza avvocato è possibile presentando ricorso presso il Sindaco ma solo nel caso in cui la coppia non abbia figli a carico, non importa se minorenni.

Quali documenti produrre

La domanda di ricorso prevede l’elaborazione di alcuni documenti ufficiali e la presentazione di allegati utili alla valutazione del singolo caso. Nella dichiarazione delle modalità di separazione degli averi si dovranno specificare le modalità con cui si dividono equamente beni e possedimenti. 

Tra i beni in comune di solito figura la casa coniugale, cioè acquistata perché sia a beneficio della famiglia, non si scende nel dettaglio fino a stabilire a chi apparterrà il mocio che si strizza dal bastone ma è essenziale dimostrare la volontà di rispettare entrambe le parti e di tutelare quella più debole, per definizione quella con un reddito inferiore.

♦ Insieme alla dichiarazione di ricorso, si dovranno allegare dei documenti in originale:

♦ Estratto per sunto dell’atto di matrimonio, in cui figurino data e autorità officiante

♦ Stato di famiglia dei coniugi

♦ Certificato di residenza di entrambi

♦ Copia della dichiarazione dei redditi degli ultimi tre anni

Nel caso in cui la coppia abbia avuto dei figli, di solito la casa coniugale spetta a chi si occuperà prevalentemente di loro. L’altro dovrà provvedere a dotarsi di tutti i comfort per ospitare i figli in visita secondo quanto stabilito in fase di separazione, dal nuovo portagiochi ai giocattoli, passando per l’arredamento adatto ai figli minorenni.  

La separazione consensuale con figli prevede comunque l’accertamento da parte del Tribunale delle effettive condizioni che permettano il mantenimento dello status quo e delle condizioni di agiatezza precedenti alla fine del rapporto tra i genitori.

I costi della separazione consensuale

Oltre alla procedura più snella rispetto alla separazione giudiziale, anche le spese legate a questo procedimento sono più leggere. A seconda di come si preferisce essere assistiti è possibile avere un solo avvocato a rappresentanza di entrambe le parti. Questo qualora tra i due coniugi si sia trovato un accordo lineare e che non richiede un monitoraggio superpartes. Altrimenti, si ricorre a un legale per ciascun coniuge. Il contributo unificato separazione consensuale è pari a 43€ e vanno considerate anche le spese relative alla produzione della documentazione in originale da allegare al ricorso.

 

 

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