Svantaggi e controindicazioni della fascia porta bebè

Ultimo aggiornamento: 12.09.19

 

Ecco spiegati i motivi per cui le mamme (e i papà) non dovrebbero portare neonati e bambini nella fascia

 

Dopo nove mesi trascorsi nell’utero materno, i neonati avvertono il bisogno fisiologico di mantenere lo stesso contatto che hanno provato nel corso della vita intrauterina, e quale luogo migliore dove un bimbo appena nato può sentirsi sicuro e protetto se non tra le braccia della madre? Essere “portato” in grembo dalla mamma o dal papà, con un marsupio o mediante una fascia, è un’abitudine capace di garantire notevoli benefici sia al piccolo sia ai suoi genitori.

Con questa guida cercheremo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento, elencandovi quali sono i vantaggi di “portare” un bambino in fascia ma soffermandoci anche sugli svantaggi della pratica, perché si sà, quando si tratta di neonati la prudenza non è mai troppa!

 

Partiamo innanzitutto dai vantaggi

Il babywearing, ossia il “portare i bambini addosso” utilizzando fasce o altri supporti porta bebè, non è solo un metodo comodo e pratico per trasportarli. Si tratta di una pratica da sempre utilizzata in diverse culture del mondo per spostarsi insieme ai propri figli, senza che il distacco dal calore del corpo materno possa costituire un trauma per il nuovo arrivato. Tuttavia, in Occidente, come anche negli Stati Uniti, questo metodo viene spesso abbandonato in favore di passeggini e carrozzine, erroneamente ritenuti più sicuri e confortevoli per l’erede.

In realtà, in base alla teoria dell’attaccamento di Bowlby, quando il neonato è a stretto contatto con la mamma riesce a seguire il ritmo del suo battito cardiaco, del suo respiro e dei suoi movimenti. Questi stimoli lo aiutano a controllare le funzioni vitali e a regolare le proprie risposte fisiologiche alle sollecitazioni esterne. Basta portare per qualche minuto il piccolo al petto per comprendere i benefici che il babywearing può apportare al suo sviluppo psico-fisico: ha un effetto calmante, favorisce il sonno, coadiuva la regolazione della temperatura corporea, riduce il pianto, rafforza il rapporto genitore-figlio e via dicendo.

Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica e prima di prendere una qualsiasi decisione è bene valutare con attenzione anche i contro che possono derivare dall’utilizzo della fascia porta bebè.

 

 

Passiamo ora agli svantaggi:

 

  1. Comoda per il bambino ma non sempre per la mamma

Come già sottolineato, la fascia porta bebè è un valido alleato per i genitori e i loro bambini, ciononostante ci sono ancora molte mamme che la evitano perché legare il piccolo a sé e portarlo in giro per diverse ore potrebbe risultare piuttosto faticoso, specie quando a utilizzarle è una donna di corporatura esile. Nel caso, poi, di problemi alla schiena è bene consultare il proprio medico di fiducia che potrà consigliare il supporto più adatto alle proprie condizioni fisiche.

Detto questo, bisogna comunque considerare che gli ultimi ritrovati tecnologici hanno consentito di realizzare modelli strutturati in modo che il peso del bambino venga ben scaricato sul busto e sui fianchi di chi lo trasporta, senza gravare troppo sulle braccia o sulla schiena.

Da qui, è chiaro che per evitare fastidi è importante scegliere un prodotto capace di mantenere il baricentro del corpo in perfetto equilibrio, in modo che il portatore percepisca il peso del piccino in maniera proporzionata. Sono, invece, da evitare le fasce ad anello che, essendo utilizzabili solo sul fianco, non consentono una ripartizione simmetrica del peso e finiscono col scaricarlo interamente su una sola spalla, diventando spesso anche piuttosto scomode da indossare.

 

  1. Poco pratiche da indossare

Benché sia molto comoda per il neonato, la fascia porta bebè potrebbe non esserlo altrettanto per il genitore, che deve imparare a legarla correttamente per garantire la massima sicurezza al proprio figlio.

Il supporto si può assicurare al corpo in diversi modi ma, una volta scelto quello più congeniale e appresa la tecnica giusta, basterà un po’ di pratica per effettuare un trasporto sicuro in ogni circostanza. Resta comunque il fatto che indossare una fascia non è veloce e pratico come mettere il piccolo nel passeggino o in un marsupio dotato di spallacci e fibbie. Se siete genitori sempre di fretta e sommersi da mille impegni è consigliabile, quindi, optare per uno di questi accessori e, se proprio non volete rinunciare all’idea di una fascia porta bebè, in rete troverete numerosi video-tutorial che potranno insegnarvi come indossarla nel modo giusto, risparmiando tempo e fatica.

 

  1. Occhio al peso e all’età del bambino

Un altro fattore da non trascurare nella propria valutazione dei pro e dei contro delle fasce porta bebè è il peso e l’età del bambino.

Tutte le fasce sono utilizzabili sin dai primi giorni di vita del neonato, ma bisogna comunque considerare che il tessuto con cui vengono realizzate riesce a sopportare fino a un massimo di 18 chilogrammi circa, sebbene la soglia può variare in base al modello scelto.

Le fasce elastiche non più lunghe di tre metri, per esempio, possono sostenere fino a un massimo di 9 chilogrammi, mentre quelle rigide sono utilizzabili fino ai 24 mesi, ossia quando il pargolo avrà raggiunto i 15-18 chilogrammi di peso.

Se, poi, cercate qualcosa di più resistente capace di reggere il peso crescente del bambino (anche oltre i 18 kg) si può optare per una fascia Mei Tai, un porta bebè di ispirazione asiatica da usare già dai primissimi giorni di vita e senza limiti di tempo, sebbene verso i 2 – 3 anni portare il bambino in grembo potrebbe diventare piuttosto faticoso.

A ogni modo, quando il bimbo imparerà a camminare in modo autonomo, si potrà utilizzare la fascia anche solo occasionalmente, magari per farlo riposare o per non farlo stancare troppo nel caso in cui si debbano affrontare grandi distanze.

 

 

  1. Attenzione alla testa

Quando si trasporta un bambino appena nato, bisogna prestare particolare attenzione alla testolina, visto che non è ancora in grado di sostenerne il peso.

Se il bacino del neonato è correttamente avvolto nella fascia, schiena e collo assumeranno un’incurvatura naturale e la testa rimarrà ben ferma sul petto del portatore. Si consiglia, però, di favorire il sostegno del capo utilizzando un lembo di tessuto aggiuntivo, specie quando il piccolo dorme o nel caso in cui abbiate la necessità di piegarvi in avanti continuamente.

Resta comunque il fatto che all’interno della fascia il bimbo sarà sempre libero di muovere la testa per guardarsi intorno e scoprire il mondo che lo circonda, così che vengano al contempo anche stimolati e rafforzati i muscoli del collo. Quando sarà più grandicello, poi, sarà lui stesso ad alzare il capo e a sorreggerlo in modo appropriato.

 

 

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