Come usare il minipimer per preparare le pappe per lo svezzamento

Ultimo aggiornamento: 16.09.19

 

Questo elettrodomestico è un prezioso alleato per processare i cibi in modo rapido e squisito. Anche a prova di prime pappe per il bebè

 

Se si sta per avvicinare il compimento del sesto mese del vostro bebè è normale che siate a caccia di consigli su come gestire la fase dello svezzamento.

Tra fotocopie ancora in voga tra i pediatri della vecchia guardia che propongono svezzamenti a tappe serrate e nuove tendenze a lasciare libero il piccolo di svezzarsi da sé, la faccenda è davvero molto complicata. Se volete optare per lo svezzamento tradizionale e frullare gli alimenti da proporre al piccolo, allora vogliamo suggerirvi alcuni accorgimenti utili da seguire.

 

Perché scegliere il minipimer

Frullare il cibo e renderlo più semplice da ingoiare per molti rappresenta una naturale prosecuzione dall’alimento liquido per eccellenza, il latte, verso gli alimenti solidi.

I medici, specie quelli che sono attivi nei centri di Pronto Soccorso, raccomandano vivamente di frullare, tritare e ridurre in piccoli pezzi gli alimenti per evitare il rischio di soffocamento.

D’altra parte, però, è bene agire con buon senso e ricordare che è importante dare al piccolo la possibilità di allenare il riflesso di estrusione: la capacità di espellere elementi estranei dal canale orofaringeo. Quindi frullare va bene ma con moderazione, o comunque non oltre il primo anno di vita. In questo frangente è possibile scegliere il giusto accessorio per portare a termine il lavoro in poco tempo e con buoni risultati.

La scelta del minipimer è molto consigliabile. Si tratta di un accessorio versatile, presente già in tutte le cucine e dove ancora manca promette di adattarsi al meglio.

Ha il vantaggio di poter lavorare ovunque serve, quindi anche nelle pentole dove sobbolle la preparazione ed è rapido ed efficace. È costituito da un motore che si aziona con la stessa mano che lo regge e un corpo lame di dimensioni molto ridotte per essere usato anche in bicchieri piccoli.

 

 

Cosa si può realizzare per ottenere un buon risultato

Il minipimer si presta per una gran varietà di scopi. Si può usare nella versione base oppure dotato di accessori e complementi che lo rendono perfetto per miriadi di preparazioni.

Può addensare parzialmente un minestrone e dargli l’aspetto di una zuppa corposa e non quello triste di verdure bollite alla rinfusa. Oppure si può usare per preparare le pappe ai piccolini.

Se molto potente, è in grado di processare bene anche la frutta cruda e sminuzzarla in maniera efficace. Oppure fa bene il suo lavoro con gli ingredienti ammorbiditi dalla cottura.

È lo strumento per eccellenza per preparare in casa la maionese senza rischiare che l’uovo impazzisca. Come si fa? Basta mettere nel boccale uovo, olio e limone in quest’ordine e immergere il minipimer, nel giro di una manciata di secondi il gioco è fatto. Meglio di quelle comprate al supermercato. Esistono tanti tutorial di questa ricetta sul web, basta dare un’occhiata veloce.

 

Il vantaggio di scegliere ingredienti selezionati

Un altro vantaggio nella scelta di preparare in casa gli omogeneizzati per il bebè sta nella possibilità di scegliere gli ingredienti migliori da processare.

Una buona soluzione per controllare con maggiore sicurezza tutto quello che si dà da mangiare al bebè, senza il sospetto che ci siano anche ingredienti occulti nascosti dietro escamotage di marketing.

Nei prodotti preconfezionati è facile trovare additivi poco adatti allo scopo, ben celati da definizioni poco chiare e ingannevoli. Per esempio è ben noto che la dicitura “solo zuccheri della frutta” in realtà è lì per trarre in inganno. A volte si usano puree estremamente concentrate derivate dalla frutta ma dal potere dolcificante molto alto. Il loro effetto è che anche l’indice glicemico è pericolosamente alto e contribuisce a sbilanciare l’equilibrio nutrizionale delle pappe.

Si possono processare anche piccole dosi di cibo con il minipimer, mentre con il classico robot da cucina è necessario usare quantità maggiori per ottenere dei buoni risultati.

Quindi meno sprechi e pappe pronte al momento da proporre al piccolo in base alle primizie di stagione disponibili.

 

Preparare vellutate per tutta la famiglia

I minipimer è un accessorio molto semplice da usare e spesso è dotato di gancio per essere appeso tra gli attrezzi da tenere a portata di mano. Quindi è un alleato che si presta bene a essere tenuto sempre sott’occhio per completare una preparazione, dare un carattere diverso ai soliti piatti o rendere più cremosa e golosa una qualsiasi ricetta.

Perfetto per creare salse appetitose e leggere, il minipimer ha il vantaggio di poter essere usato su ingredienti diversi. Nel caso delle macchine più potenti, e anche più costose, è possibile contare sulla maggiore forza per tritare ingredienti duri. Quindi è utile per polverizzare legumi e farne farina nelle dosi utili per rendere più ricca una pappa di verdure, ma anche una vellutata per tutta la famiglia.

Potendo contare su tanta versatilità è facile inserire ingredienti a sorpresa nei piatti da portata per bilanciare al meglio i nutrienti che servono alla salute di adulti e bambini.

Del resto tutta la famiglia merita di mangiare sano e con ingredienti scelti. Infatti presto il bambino siederà a tavola con gli adulti e chiederà di mangiare le stesse cose che vede a tavola. È indispensabile che siano sempre sane e ben bilanciate per evitare di cadere nel tranello dei diversi menù a ogni pasto.

 

 

Quali modelli preferire

Di minipimer è saturo il mercato. I primi modelli commercializzati con successo negli anni ’70 erano Braun. Oggi è possibile trovare buone macchine a prezzi interessanti e proposti da tanti marchi di pregio.

Quando si sceglie un attrezzo per preparare le pappe dovrebbe essere importante avere a disposizione un contenitore dove processare il cibo ed evitare il contatto con l’aria. Per quanto possibile, è consigliabile non travasare troppo il cibo da una pentola a un’altra e cercare di processare tutto in un solo posto, dove poi si potrà conservare la purea.

La ragione è quella di evitare il contatto diretto con l’aria che tende a ossidare e quindi alterare le proprietà degli alimenti. Quelli tritati o come in questo caso frullati, sono anche più esposti all’attacco dei germi che trovano maggiore superficie da colonizzare.

 

 

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