Come iniziare l’autosvezzamento e le migliori ricette da preparare

Ultimo aggiornamento: 27.01.23

 

Quando è il momento di passare dai cibi liquidi ai solidi ci sono alcune direttive da seguire. Vediamo insieme come farlo nel modo giusto

 

Nella crescita del bambino esiste una fase in cui si passa dal cibo liquido, quindi il latte, a quello solido: si tratta di un momento molto impegnativo, che richiede attenzione per evitare di commettere qualsiasi errore.

Ci sono varie indicazioni in merito, molto discordi, ma sappiamo che solitamente si consiglia di introdurre i cibi solidi in maniera graduale, sotto forma di passato, come la mela, la patata, la carota e così via, o sotto forma di brodo. 

Tuttavia oggi si è diffuso anche quello che viene definito autosvezzamento, detto anche alimentazione complementare a richiesta. Ciò vuol dire che vengono introdotti alimenti diversi dal latte nella dieta del piccolo, anche se questo resta per un po’ di tempo l’alimento principale, fino a perdere importanza con la progressiva sostituzione. 

 

Come procedere

Se possedete già libri sullo svezzamento avete probabilmente una grande cultura in merito. Per procedere, però, non avrete bisogno di ricette autosvezzamento in quanto il metodo prevede di proporre al piccolo ciò che vuole assaggiare, prelevandolo proprio dalla vostra tavola. 

Dovrete procedere poi a spezzettare l’alimento con cura, in modo che il bimbo possa assaporare senza correre rischi. Se all’inizio di propendeva per l’introduzione graduale degli alimenti è perché si voleva andare incontro alla maturazione dell’apparato digerente del bimbo. 

Tuttavia, secondo alcune ricerche, questo, raggiunti i 6 mesi di vita, può ben tollerare ogni alimento, anche quelli che possono creare allergie, come i pomodori. 

 

Quando procedere all’auto svezzamento

Per essere in grado di nutrirsi con i cibi solidi, il bambino deve avere le adeguate capacità neurologiche e motorie, quindi deve poter controllare il tronco, saper masticare e deglutire: parliamo del periodo compreso tra i 5 e i 9 mesi di età.

Inoltre non bisogna forzare il piccolo in quanto in questo caso si va a uno svezzamento precoce che va contro i desideri del bambino. Per capire se è il momento giusto, basta far sedere vostro figlio a tavola con voi e fargli guardare ciò che mangiate: verrà quindi da lui il desiderio di assaggiare o meno un alimento.

 

Autosvezzamento: quali vantaggi?

Lascia che il tuo bambino si svezzi da solo se vuoi che abbia consapevolezza dei sapori veri degli alimenti. Se, infatti, si ricorre ai prodotti venduti nei negozi, ci saranno sempre degli ingredienti aggiunti che renderanno più accettabile un gusto più amaro.

Questo porterà il bambino a non riconoscere il vero sapore di un alimento e quindi andrà a rifiutare quello reale. Quindi, se dovete proprio acquistare qualcosa, meglio scegliere uno degli omogeneizzatori in commercio e non un omogeneizzato già pronto.

A causa di questo, infatti, i bimbi andranno sempre di più sulle merendine e i cibi più sapidi ma, allo stesso tempo, più ricchi di grassi, con un conseguente sovrappeso e gravi rischi per la loro salute. 

Il passaggio ai cibi solidi con l’autosvezzamento invece promette di abituare il bambino a orientarsi verso un’alimentazione controllata ed equilibrata, che include frutta e verdura. Il piccolo infatti riesce a imparare anche dai genitori, per questo è necessario proporre cibi salutari, che mettono le basi per un futuro nutrimento sano. 

Agendo in questo modo, quindi capendo come fare l’autosvezzamento, potrete prevenire fenomeni come l’obesità o il sovrappeso. 

 

Imparare ad ascoltare

Tra le cose da fare da soli per i piccoli ci sarà anche il decidere cosa voler assaggiare: non imponete il cibo e non usatelo come premio di consolazione. Dovrete infatti rispettare il bambino, cercando di avvicinarlo a tutti i cibi sani e, quindi, se è il caso, migliorando anche il vostro modo di mangiare. 

Se temete che il cibo gli vada di traverso, una paura più che normale, sappiate che il rischio è lo stesso dello svezzamento tradizionale. Naturalmente per prevenire tutto ciò dovrete fare il cibo in pezzi molto piccoli e stare attenti a quando il bimbo li mette in bocca. 

Non dovrete dargli alimenti duri o pericolosi come olive o noccioline, ma dovrete propendere per quelli morbidi, che possono essere manipolati in totale autonomia. 

 

Il vantaggio del preparare cibo in casa

C’è da dire che il marketing fa un grosso lavoro per convincere le mamme a non preparare tutto in casa, con offerte molto appetibili e pagando anche blogger per pubblicizzare i prodotti e convincere sul vantaggio di acquistare prodotti pronti. 

Sappiamo che questo passo richiede molto impegno da parte vostra: i ritmi di vita non sempre consentono di dedicarsi totalmente al bambino, ma dovete pensare a questa come a un’opportunità per prevenire problemi futuri per il piccolo e anche a un modo per riavvicinarvi ai sapori naturali e veri degli alimenti.

Capiamo bene che non è facile: il lavoro impegna molto e non è sempre possibile prestare la giusta attenzione ai bambini, ma potrete collaborare con vostro marito o il vostro compagno per fare in modo che il bimbo goda di tutti i benefici di un’alimentazione sana ed equilibrata.

Fare un sacrificio del genere vuol dire garantire anche il giusto nutrimento del microbiota intestinale, quindi ridurre i rischi di malattie per il bimbo, che invece crescerà forte e sano e non svilupperà problemi digestivi o intestinali, allergie o correrà altri rischi del genere.

 

 

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