Babywearing: fascia elastica o rigida?

Ultimo aggiornamento: 17.07.19

 

Orientarsi nell’articolato mondo delle fasce porta bebè non è un compito semplice. Esistono tantissimi modelli tra cui scegliere: alcuni permettono al piccolo di assumere diverse posizioni, altri di allattarlo o farlo dormire comodamente, altri ancora ne facilitano il trasporto. Inoltre, sono un’alternativa al passeggino che consente di trasportare il bambino tenendolo a stretto contatto con il proprio corpo, in modo che possa sentirsi sicuro e protetto.

Per certi versi la fascia può essere equiparata a un vero e proprio capo di abbigliamento, quindi un modello che fa sentire a proprio agio una neomamma non è detto che vada bene per un’altra. Detto questo, ci sono caratteristiche che vanno valutate a prescindere, come la lunghezza, la grammatura e il tipo di tessuto per poi spaziare tra i tanti prodotti presenti sul mercato alla ricerca della nuance che possa meglio soddisfare i propri gusti estetici.

Per rendervi le cose più facili abbiamo messo a frutto la nostra esperienza operando una distinzione tra le fasce porta bebè elastiche e quelle rigide, così da consentirvi di effettuare la scelta giusta.

 

La fascia lunga elastica

Perché preferire una fascia elastica? Innanzitutto, perché è molto avvolgente e morbida al tatto, e poi perché è indicata sia per i neonati sia per i bambini nati prematuri, sebbene non sono il massimo dopo i 3/4 mesi di vita in quanto, a differenza dei modelli rigidi, il sostegno non sarà più adeguato al peso e alla conformazione fisica dell’infante.

 

 

Sono, in genere, realizzate in morbido cotone elasticizzato e non presentano bottoni, cinghie o anelli: si legano attorno al corpo del portatore e del piccolo occupante in modo da garantire a entrambi un sicuro e confortevole sostegno. Grazie all’elasticità del tessuto, inoltre, questi accessori risultano più pratici da utilizzare e si adattano perfettamente alle linee del corpo dell’adulto e del bambino.

Altra caratteristica che contraddistingue le fasce porta bebè elastiche è che sono disponibili in un’unica misura e hanno una lunghezza complessiva di circa 5,50 metri. Questo significa che sono in grado di adeguarsi a qualsiasi tipo di costituzione e chi ha una corporatura più esile potrà risolvere eventuali eccessi di tessuto annodando la fascia alla vita con qualche giro in più.

Anche l’allattamento in un luogo pubblico non sarà più un problema: senza dare troppo nell’occhio, potrete offrire il seno al piccino direttamente sotto la fascia, effettuando ogni possibile manovra per favorire un allattamento naturale.

C’è da dire, però, che questi supporti presentano delle grosse limitazioni per quanto concerne il peso massimo sopportato: sono adatti a trasportare bambini fino a un massimo di 9 chilogrammi, sebbene molti produttori indichino nella scheda tecnica del prodotto un peso e un’età di utilizzo maggiori.

Inoltre, anche se questi accessori offrono la possibilità di effettuare diversi tipi di legatura, la posizione consigliata è sempre quella frontale con triplo sostegno, in modo da consentire al pargolo di assumere una postura corretta e a voi controllarlo in ogni momento.

 

La fascia lunga rigida

Oltre alle fasce porta bebè elastiche è possibile optare per i modelli rigidi, solitamente realizzati in materiali non elasticizzati come il lino, la canapa, il cotone o il bambù.

Si lega intorno al corpo per garantire sostegno al bambino e comfort per chi lo trasporta, ed essendo caratterizzata da tessuti molto solidi e resistenti, spesso a trama diagonale, non si deforma col tempo né sarà soggetta a cedimenti e risulta, quindi, adatta anche per i bambini più grandi e pesanti.

Può essere indossata a partire dai primi giorni di vita del neonato ma, a differenza dei modelli elastici, la si potrà utilizzare per un lasso di tempo maggiore, ossia fino a quando il bimbo non abbia raggiunto i 15 – 18 chilogrammi di peso, e spesso anche oltre.

Inoltre, presentano lunghezze diverse a seconda della taglia, che andrà selezionata in base alla propria corporatura e al tipo di legatura che si vuole realizzare.

Nella scelta della misura bisogna considerare anche se verrà indossata sopra cappotti o outfit invernali, nel qual caso è sempre meglio abbondare, mentre se si pensa di acquistare una fascia da utilizzare insieme al proprio compagno è preferibile optare per la taglia di chi la indosserà con maggiore frequenza, visto che comunque esistono diverse legature e alcuni piccoli trucchetti per sfruttare al massimo le potenzialità dell’accessorio.

 

Anche i materiali possono fare la differenza

Oltre che per il fattore elasticità, le fasce porta bebè differiscono anche per la composizione del tessuto con cui vengono confezionate. Mentre in passato veniva utilizzato solo il cotone, oggi si possono reperire modelli realizzati con diversi materiali: lino, canapa, bambù, seta… ogni filato presenta caratteristiche differenti in grado di rispondere alle esigenze più disparate.

Sebbene la maggior parte degli utenti continuano a preferire il cotone, perché più sicuro sulla pelle e più facile da gestire, la canapa e il lino risultano più robusti e, a parità di grammatura, garantiscono un maggiore sostegno; il bamboo, la lana e la seta, invece, si caratterizzano per la notevole morbidezza e la buona elasticità, oltre a possedere particolari proprietà di termoregolazione. Resta il fatto che il cotone e il lino offrono una maggiore traspirabilità e consentono alla pelle di rimanere fresca e asciutta anche durante le giornate più calde.

 

 

A tal proposito, ci teniamo a sottolineare che, nonostante le sottili differenze tra i vari tessuti, non esistono fasce indicate per l’inverno o per l’estate; pertanto, se si pensa di usufruire del supporto prevalentemente nei periodi estivi è consigliabile preferire il marsupio alla fascia elastica perché permette al bambino di avere braccia, gambe e testa libere per godere di una maggiore traspirazione.

Tornando alle fasce, la scelta del tessuto viene influenzata anche dal tipo di tramatura: quella diagonale è certamente la migliore perché dotata di maggiore cedevolezza e resistenza, caratteristiche che contribuiscono a rendere il supporto molto più avvolgente, morbido e robusto, oltre a garantire il giusto sostegno e una ripartizione ottimale del peso.

Infine, non bisogna trascurare nemmeno la facilità di pulizia del complemento: visto che stiamo parlando di tessuti destinati al contatto diretto con la pelle dei bambini, è importante poterli lavare anche in lavatrice senza timore che si rovinino o si restringano, in modo da godere di un supporto sempre perfettamente pulito e igienizzato.

 

 

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