Vene varicose in gravidanza, ecco cosa c’è da sapere

Ultimo aggiornamento: 13.09.19

 

Possono essere un disturbo molto invalidante e in alcuni casi il sintomo di un problema più grave. Meglio dunque essere preparate all’evenienza.

 

Le varici possono rendere difficili le ultime settimane della gravidanza. Cattiva circolazione, pressione del feto sul ventre e cambiamenti ormonali possono essere responsabili di gonfiore e senso di pesantezza alle estremità.  C’è da sapere che alcune reazioni sono comuni e per questo ben documentate. Quindi è facile intervenire per migliorare la condizione della gravidanza in modo mirato e non invalidante.

Di certo chi soffre già di varici dovrà prestare maggiore attenzione in questa fase e far sì da prevenire rischi maggiori. Sarà possibile contare su buone pratiche quotidiane, a partire dalla corretta alimentazione e l’esercizio moderato, specie quello in acqua.

L’uso di specifici supporti può essere utile, come quelli per tenere le gambe sollevate o lo specifico cuscino per gravidanza per auto che evita alla cintura di gravare proprio alla base della pancia vicino le cosce.

 

Cosa sono le varici e perché aumenta l’incidenza in gravidanza

Di varici soffre gran parte della popolazione, si tratta di un disturbo che riguarda ugualmente le donne e gli uomini. La causa sta in vari fattori, da quelli ereditari alle cattive abitudini. Queste ultime hanno una grande incidenza nello sviluppo del disturbo. Infatti, poco movimento, dieta sbilanciata e sedentarietà rendono meno toniche le vene che tendono a dilatarsi e favorire il ristagno del sangue.

Soffrire di varicosi comporta un cattivo ritorno venoso, quindi una particolare difficoltà per la circolazione e un notevole affaticamento degli arti inferiori. Nelle gambe e nei piedi in particolare il flusso del sangue è rallentato e comporta un minore ricambio di sangue e liquidi che tendono ad accumularsi e produrre il caratteristico reticolo bluastro visibile a occhio nudo.

Le vene che perdono tono si rompono facilmente, sono più soggette a lividi ed ematomi, si vedono in rilievo sulla pelle delle gambe. In particolare nella parte posteriore del ginocchio possono assumere un aspetto esteticamente sgradevole e necessitano di interventi mirati e a volte richiedono il lavoro del chirurgo.

 

 

Quali sono i segnali dell’affaticamento venoso

La manifestazione di questi disturbi durante la gravidanza può essere più o meno intensa e rappresentare un problema solo superficiale. L’incidenza delle varici in questa speciale epoca della vita dipende anche dalla predisposizione della donna. Fattori ambientali, come trascorrere molto tempo in piedi o aumentare troppo di peso, ed ereditari, i precedenti in famiglia, sono responsabili della comparsa di questi disturbi durante la gestazione.

In alcuni casi questi problemi si manifestano presto, ma spesso accompagnano le ultime settimane prima della nascita per via dell’aumento del peso e delle dimensioni del feto.

I sintomi che si riscontrano in questa delicata fase sono simili a quelli che appaiono quando si soffre dello stesso disturbo in condizioni normali. Quindi sono più o meno intense le sensazioni di formicolio alle estremità, ma spesso si prova dolore e senso di affaticamento. Il disturbo può essere tale da rendere difficoltosi i movimenti, tanto se si è costretti a stare molto tempo seduti o in piedi.

Il gonfiore delle caviglie e dei piedi è un elemento che accompagna tante gravidanze. I cambiamenti ormonali sono responsabili di questo fenomeno e possono essere il segnale di problemi più gravi e possibili difficoltà durante il parto. Per questo motivo è importante tenerne conto quando si presentano e parlarne col proprio medico.

 

Come intervenire per favorire la circolazione e il ritorno venoso

Ci sono alcune buone abitudini di cui bisognerebbe essere consapevoli e da adottare a prescindere dalla gravidanza. Trascorrere molto tempo nella stessa posizione, per esempio, è una delle abitudini che si sconsigliano sempre. Fare un break e interrompere lunghe sessioni davanti allo schermo del PC è una raccomandazione valida che si abbia o meno un passeggero a bordo.

Per favorire la circolazione è sufficiente fare una bella passeggiata ogni giorno. Chi lamenta di non aver tempo per farla può ricorrere ai soliti trucchetti, come parcheggiare l’auto un po’ più distante dal posto di lavoro. Oppure rinunciare a prendere l’auto quando il tempo lo permette per i piccoli spostamenti quotidiani. Basta mezzora al giorno, e non è detto che debbano essere trenta minuti consecutivi per raggiungere lo scopo.

Anche l’acqua è un ottimo alleato quando si tratta di stimolare la circolazione del sangue. L’alternanza caldo freddo è perfetta per stimolare la contrazione che aiuta a tenere tonici i vasi sanguigni e far scorrere bene il sangue.

Si possono adottare diverse strategie. Immergere le gambe in acqua fredda e poi avvolgerle in panni o asciugamani tiepidi è gradevole e facile da realizzare. È una buona idea anche andare in spiaggia e fare delle passeggiate con l’acqua che raggiunge le ginocchia o un po’ più, a seconda della propria tolleranza.

 

Le buone abitudini da seguire in gravidanza

I cambiamenti ormonali, le trasformazioni radicali del fisico e la progressiva stanchezza possono portare conseguenze importanti nel corpo della donna durante la gravidanza.

Per questo motivo è bene ricordarsi di alcune raccomandazioni che possono migliorare la qualità della vita in questo periodo e rendere meno gravoso anche il periodo del postparto. Arrivare stanche e spossate all’appuntamento della nascita può provocare conseguenze spiacevoli e rendere tutto ancora più faticoso.

La prima raccomandazione che si fa alle future mamme è di non superare i 15 chili rispetto al peso di partenza. Questa finestra, che normalmente è compresa tra i 10 e i 15 chili, comprende tanti elementi, dal peso del bimbo a quello del sacco e del liquido amniotico. La ritenzione dei liquidi che si accumulano in questa fase determina ulteriore aumento di peso. Ma dovrebbe essere tenuta d’occhio ed evitata perché potrebbe rendere faticosa la circolazione, specie nella zona dei piedi e delle gambe.

Bere tanto aiuta a liberarsi di liquidi e tossine in eccesso, lo sappiamo tutti. Ma in questo speciale periodo è necessario per aiutare le funzioni organiche alterate dai cambiamenti in corso. Si possono anche fare dei massaggi delicati a partire dalla pianta del piede verso l’alto. In questo modo si stimola manualmente la circolazione e il flusso del sangue si attiva di riflesso. Si possono usare oli vegetali, come quello di mandorle per facilitare il massaggio.

Aiuta anche tenere le gambe sollevate durante il riposo notturno o pomeridiano, sono molto utili per questo scopo i cuscini per la gravidanza (ecco la lista dei migliori prodotti).

 

 

Quando si rende necessario intervento farmacologico

In gravidanza è tassativamente proibito il fai da te per curare i piccoli e grandi disturbi. Non esistono rimedi, naturali o farmacologici, che possono essere presi senza prima consultare un medico. Anche le creme da applicare sulla pelle possono avere conseguenze sullo sviluppo del feto.

Lo stesso vale in caso di particolare sofferenza venosa durante la gravidanza. Rimedi assunti a cuor leggero in altre occasioni vanno valutati con attenzione da parte del medico che vi segue. È bene tenere in considerazione che un particolare gonfiore dei piedi e delle gambe può essere sintomatico di altri disturbi e potrebbe mettere in allerta il ginecologo consigliando rimedi specifici.

 

 

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