Portare male il bebè può provocare danni al suo sviluppo scheletrico

Ultimo aggiornamento: 17.10.19

 

Non basta indossare un marsupio per portare il bebè. È imprescindibile valutare se la postura è corretta ed eseguita in maniera impeccabile.

 

Non è sufficiente acquistare i migliori marsupi per neonati in circolazione, è importante valutare se il modello scelto sia idoneo alle proprie forme e alla fisiologia, delicatissima, del bebè. Un buon supporto per portare è in grado di semplificare in buona parte la gestione delle incombenze che implica l’arrivo del bebè. Ma non è una bacchetta magica, si tratta piuttosto di uno strumento per assecondare le necessità del bebè e quelle del genitore, ma deve essere usato in maniera corretta.

È indispensabile avere una chiara idea delle reali esigenze fisiologiche del corpo del bebè. Non è comparabile a quello dell’adulto e spesso le sue necessità sono del tutto diverse rispetto a quello che ci si immagina. Dopo aver perso per così tante generazioni il piacere del contatto diretto con il piccolo, è importante riprendersi indietro tutto il tempo perduto e mettersi a studiare. È necessario farlo per evitare gravi complicazioni nello sviluppo del bambino.

 

La posizione fisiologica del bebè

In neonato è stato in posizione rannicchiata per tutta la fase finale della gravidanza. Se è stato in posizione corretta, quella cefalica, ha assunto la postura tipica con le gambe raccolte e la schiena ricurva per iniziare a posizionarsi verso il canale del parto.

I bimbi che invece non si sono girati e sono stati in posizione podalica, hanno subito la pressione della gravità sulle gambe e le anche. Queste diverse prospettive di partenza incidono parecchio sulla reale capacità del bebè di sciogliere le proprie articolazioni e continuare il proprio sviluppo fino ad assumere il controllo dell’equilibrio.

Per almeno tre mesi, il bebè non è in grado di reggere il peso della testa, ne passeranno sei dalla nascita prima che la schiena sia in grado di reggersi dritta in posizione seduta. All’inizio la schiena assume la caratteristica forma a C, una cifosi che gli è stata imprescindibile per adattarsi alle curve della pancia della mamma.

Le anche tarderanno almeno un anno per richiudersi completamente perché alla nascita non sono ancora mature e tendono a stare leggermente divaricate. Queste caratteristiche fisiologiche vanno rispettate e assecondate fino alla progressiva maturazione, man mano che il piccolo cresce.

 

 

Quali sono i supporti più adatti

Nel giro di pochi anni si è moltiplicata l’offerta di strumenti per portare i bebè. È stata finalmente sdoganata questa pratica: per i primi tempi era stata derubricata a fenomeno di nicchia.

Adesso si trova un po’ di tutto: le fasce, rigide o elastiche, lunghe di solito fino a 5 metri, i marsupi e i mei tai che sono una via di mezzo tra il marsupio e la fascia. È imprescindibile informarsi a dovere sulle esigenze fisiologiche del bebè, la corretta postura che deve assumere il piccolo per non intralciare lo sviluppo, e la corretta posizione che assume l’adulto per non stancarsi oltre misura.

Non esiste un modello valido per tutti, insomma. La soluzione ottimale per venire incontro alle esigenze di adulto e bebè va valutata con attenzione. Caso per caso, ogni corporatura ha le proprie esigenze può sentirsi a proprio agio con un modello o con un altro. Oppure può risultare più o meno agevole montare la struttura in spalla per mettere il bebè nel supporto senza chiedere l’aiuto di un’altra persona.

 

Quali i supporti da evitare tassativamente

Allo stesso modo è importante dire che non esiste in assoluto un supporto da non usare, anche se su questo aspetto si potrebbe ragionare. Il modello da scartare è quello col quale non ci si sente a proprio agio e nel quale si nota che il piccolo non assume la corretta postura per la sua fisiologia.

Spesso il bebè piange e mostra il proprio disappunto quando non è d’accordo con le decisioni del genitore. Ma questo parametro non si può usare sempre. In fascia il piccolo si trova a proprio agio anche quando è in una posizione scorretta. Perciò il pianto o la sua assenza non ci aiutano a capire se il bebè è nella posizione corretta.

Guardarsi allo specchio e farsi osservare all’esterno da qualcun altro è importante perché consente di notare se la posizione del bebè si può migliorare o se ci sono spazi tra i due corpi che possono essere riempiti.

È importante farsi aiutare da qualcuno che abbia consapevolezza dell’importanza di portare il bebè. Ci sono alcune regole da seguire per valutare se il piccolo è nella posizione corretta. Molte di queste regole non sono così intuitive e chi non ha mai portato il bebè in fascia non può dare suggerimenti validi.

 

Perché è importante farsi aiutare a portare

Ci sono figure specifiche che possono dare consigli mirati e far notare dettagli che altrimenti possono sfuggire. Ecco perché è indispensabile chiedere aiuto a un consulente del portare. Di solito si tratta di altre mamme che hanno studiato la tecnica e la fisiologia neonatale. Loro sono in grado di dare indicazioni sul corretto approccio all’uso degli strumenti come la fascia o il marsupio.

Le regole principali sono sempre le stesse. Le anche sempre larghe e aderenti intorno alla vita di chi porta, e il culetto mai sotto l’ombelico, la postura sempre cuore a cuore per i bebè fino ai sei mesi. Ecco alcune delle raccomandazioni da seguire per usare bene un supporto. Ma si possono imparare anche alcuni preziosi accorgimenti per adottare la postura corretta e non farsi male alla schiena. Anche la salute di chi porta va tutelata.

 

 

Perché portare il bebè è così importante

Sempre più spesso oggi entrano nel dibattito scientifico le argomentazioni a favore del bonding. Si tratta di una pratica che sostiene l’importanza di instaurare un legame fisico tra mamma e figlio sin dai primi istanti di vita e così per i primi anni. Fin quando il nuovo individuo acquisisce le competenze necessarie per sviluppare la propria autonomia.

Per una mamma i primissimi anni sono estenuanti, fatti di privazioni di sonno, tensione per l’accudimento e la cura, frequente incomprensione da parte dell’ambiente che la circonda. Portare è faticoso, ma farlo potendo distribuire il peso del bebè su tutta la schiena e le spalle, mentre si hanno le mani libere può esserlo un po’ meno. Ecco perché è così importante poter contare su un sostegno materiale in più come la fascia o il marsupio.

 

 

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