Mio figlio ha la sesta malattia: cosa devo fare?

Ultimo aggiornamento: 16.09.21

 

La sesta malattia, nota anche come Exanthema Subitum o Roseola Infantum, è un esantema virale causato dal virus HHV-6 appartenente alla famiglia degli Herpesviridae che colpisce prevalentemente i bambini nei primi due anni di vita. Vediamo come diagnosticarla e come trattare in maniera efficace i sintomi.

 

Si ritorna tra i banchi di scuola, giusto il tempo di familiarizzare con il nuovo ambiente ed ecco che cominciano ad affacciarsi i primi fastidiosi malanni di stagione che poi, per tutto l’anno scolastico, circoleranno nelle classi. Raffreddore, tosse, disturbi gastrointestinali, febbre, ma anche pediculosi e malattie infettive colpiranno soprattutto i bambini più piccoli di nidi e materne, che hanno un sistema immunitario ancora immaturo.

Questo perché i luoghi chiusi, spesso eccessivamente riscaldati e frequentati da tanti bimbi che giocano e parlano gomito a gomito, rappresentano l’ambiente ideale per la diffusione di virus e infezioni. Uno starnuto di qua, un bacio o una carezza di là, e mettiamoci anche che difficilmente un bambino con meno di tre anni di vita attua le comuni norme igieniche, ed ecco che nel giro di qualche giorno gli agenti patogeni si moltiplicano in modo esponenziale mettendo a rischio il nostro frugoletto e i suoi compagni di classe.

La maggior parte di questi microrganismi, pur causando affezioni banali che raramente comportano delle complicanze di cui preoccuparsi, può comunque provocare uno stato di forte malessere per parecchi giorni. Tra le malattie infettive più comuni troviamo quelle che vengono comunemente definite “esantematiche” perché si manifestano con la comparsa sul corpo di macchie rosse ed eruzioni cutanee. Tra queste (morbillo, rosolia, varicella, parotite, scarlattina, quarta e quinta malattia) ce n’è una che imperversa soprattutto in autunno e colpisce principalmente i bambini tra i 6 e i 24 mesi.

Conosciuta con il nome di “sesta malattia” – così chiamata perché è stato il sesto esantema infettivo identificato in medicina – è causata dal virus HHV-6B appartenente alla famiglia degli Herpesviridae, scoperto solo nel 1986 in pazienti affetti da AIDS con patologia linfoproliferativa e ingrossamento dei linfonodi.

Quando colpisce i bambini piccoli non è sempre facile diagnosticarla in maniera univoca, ma andiamo con ordine partendo proprio dai sintomi, per poi passare alla cura, alle potenziali complicanze e ai consigli di prevenzione degli esperti.

Come si fa a riconoscere la sesta malattia?

Oggi la sesta malattia viene indicata con diversi nomi, tra cui pseudorosolia, esantema critico e febbre dei tre giorni, mentre in campo medico è conosciuta con il nome di Exanthema Subitum o Roseola Infantum (spesso abbreviata semplicemente in Roseola). Generalmente, il periodo di incubazione del virus è di circa dieci giorni e l’infezione, nella fase pre-esantematica, esordisce con febbre elevata (anche fino a 40°) accompagnata da irritabilità, spossatezza e ostruzione parziale delle vie respiratorie superiori, ma raramente anche da linfoadenopatia cervicale e retro auricolare.

In questa fase possono manifestarsi anche altri sintomi come diarrea, vomito, disturbi gastrointestinali, gola arrossata e convulsioni febbrili. A differenza delle altre malattie esantematiche, spesso si manifesta con disturbi talmente lievi – specie nella fase iniziale – da passare inosservata, decorrendo in alcuni casi in modo del tutto inapparente.

In effetti, è proprio l’assenza di manifestazioni sintomatiche a rendere più difficile la diagnosi, condizione che tra l’altro impedisce di mettere in atto un trattamento tempestivo della malattia, nonostante presenti un decorso benigno nella quasi totalità dei casi. In genere, con l’attenuarsi della febbre, inizia la cosiddetta fase esantematica in cui l’infezione diventa più acuta con la conseguente comparsa di papule rossastre e puntini rossi sulla pelle, concentrati in particolare su collo, tronco, viso, mani e piedi.

Ma quanto durano i puntini rossi della sesta malattia? Sebbene queste eruzioni cutanee vengano spesso confuse con quelle di altre malattie esantematiche come il morbillo e la rosolia, a differenza di queste ultime in genere scompaiono nel giro di un paio di giorni senza provocare prurito o desquamazione della pelle, anche se il decorso della malattia è comunque variabile da bambino a bambino.

Sesta malattia: contagio e diagnosi

Come già anticipato, l’esantema critico è causato dal virus HHV-6 della famiglia degli Herpesviridae di cui ne esistono due specie: A e B. Quindi se vi state chiedendo quante volte si può avere la sesta malattia, sappiate che è possibile contrarre l’infezione anche due volte a distanza di tempo (probabilità bassa ma non escludibile totalmente). È più probabile, invece, che l’agente patogeno B rimanga latente nell’organismo ospite dopo il contagio e si riattivi in seguito qualora le difese immunitarie del paziente risultino basse o compromesse.

A proposito di contagio, la trasmissione avviene in genere da persona a persona attraverso l’inalazione o l’ingestione di goccioline di saliva e muco emesse da chi è infetto, quindi non solo quando si parla, starnutisce o tossisce, ma anche quando si portano alla bocca le mani o gli oggetti venuti in precedenza in contatto con superfici contaminate.

Il momento di maggiore trasmissibilità del virus è soprattutto la fase dell’incubazione (ossia prima che si sviluppino i sintomi) e durante la febbre, non più dopo la manifestazione dell’esantema. In ogni caso, per quanto possa apparire preoccupante, la sesta malattia si risolve abbastanza rapidamente e senza sequele gravi, creando raramente focolai d’infezione allarmanti.

In genere, la diagnosi si basa sull’anamnesi e la visita medica attraverso la valutazione della sintomatologia tipica, eventualmente confermata da analisi colturali o specifici test sierologici.

Cosa fare in caso di sesta malattia?

Dal momento che stiamo parlando di una malattia infettiva generalmente autolimitante, non ci sono accorgimenti particolari da adottare se non quello di garantire una buona idratazione e assoluto riposo al piccolo paziente, magari intrattenendolo con qualche libro per neonati o dei giochi per calmarlo.

In caso di febbre alta, dopo aver consultato il pediatra, si possono somministrare anche degli antipiretici o applicare degli impacchi freddi sulla fronte del bambino per dargli sollievo. Non è invece necessario alcun trattamento per l’eruzione cutanea perché tende a scomparire spontaneamente nel giro di un paio di giorni.

Per quanto riguarda la prevenzione, anche se la trasmissione attraverso le goccioline di flügge e le secrezioni nasali rende molto difficile attuare un’efficace profilassi preventiva, ci sono comunque alcune semplici norme igieniche che permettono ridurre il rischio di contagio, come lavare spesso le mani del bambino ed evitare la condivisione di bicchieri, piatti e posate con i coetanei.

 

 

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