Come scegliere un buon latte in polvere

Ultimo aggiornamento: 16.04.24

 

Il bambino deve essere nutrito in maniera adeguata sin dall’inizio: se non è possibile allattarlo al seno è necessario scegliere un latte in polvere adeguato alle sue esigenze.

Date un’occhiata ai nostri suggerimenti su come individuare il miglior marchio e il costo più basso.

 

Il livello in base all’età 

Andando a dare un’occhiata sul web, potreste andare in confusione con tutte le diciture presenti sul latte: in particolare troverete dei numeri, ovvero 1, 2 e 3.

Queste indicazioni stanno a simboleggiare la tipologia del latte in base all’età del bambino.

Per intenderci meglio, quando leggete 1 vuol dire che quel prodotto è indicato a partire dalla nascita e fino ai 6 mesi di età.

Quando è presente il numero 2, invece, il latte è pensato per il lasso compreso tra i 6 mesi e i 12 di vita e si chiama “di proseguimento”.

Quando, invece, incontriamo il numero 3, l’intervallo è quello compreso tra i 12 e i 36 mesi. Naturalmente è sempre bene leggere anche l’etichetta, in quanto un marchio in particolare potrebbe aver cambiato le indicazioni.

Ci teniamo però sempre a specificare che la somministrazione di una sostanza del genere, che è pur sempre artificiale, deve essere consigliata dal pediatra e non stabilita in maniera del tutto autonoma.

Si potrebbe, in questo caso, avere infatti la carenza di qualche nutriente in particolare, che andrebbe così a causare problemi anche molto seri al bimbo.

Ascoltate quindi sempre il medico e assicuratevi che la composizione del latte sia come richiesta, oltre che approvata dall’EFSA, che è l’organo europeo preposto al controllo degli alimenti. 

Meglio in polvere oppure liquido?

Quando dobbiamo scegliere quale soluzione preferire, dobbiamo valutare vantaggi e svantaggi di ognuna: il latte può infatti essere tanto in polvere quanto liquido.

Naturalmente la seconda formulazione ha un costo più alto, in quanto è già pronta e non deve essere sciolta, a differenza della prima.

Se, quindi, non avete la possibilità di accedere all’acqua per sciogliere la polvere, basterà optare per quello liquido.

D’altro canto, però, una volta aperto deve essere consumato entro 48 ore e non può essere conservato in frigorifero, una bella fregatura se ci troviamo in estate, quando è impossibile avere una temperatura mite e senza variazioni.

Se ne fate anche una questione di spazio, il latte in polvere arriva in confezioni non voluminose, a differenza di quello liquido, per cui, se non avete uno scomparto da dedicargli è preferibile optare per il primo. 

Anche se deve essere riposto in un luogo fresco e asciutto, può essere conservato più a lungo, ovvero fino a 20 giorni dal momento dell’apertura.

Il contro è il tempo di preparazione, molto più impegnativo, ma fortunatamente ci sono varie indicazioni sul retro della scatola. 

La composizione

Gli ingredienti che vanno a costituire il latte artificiale sono vari e spesso si differenziano in base al paese e alla marca.

Di solito, però, ci troviamo di fronte a latte vaccino scremato e lavorato con sostanze stabilizzanti ed emulsionanti.

Al suo interno potete trovare, per esempio, lattosio, sciroppo di mais, maltodestrine o fruttosio; oli vegetali, quindi anche quello di palma, di cocco, soia, girasole o colza, che serve come emulsionante.

E poi acidi grassi, che spesso derivano dall’olio di pesce; enzimi e aminoacidi; vitamine e minerali e i probiotici.

Se vostro figlio ha delle intolleranze, potrete optare per quello con latte di capra o di soia, che evitano problemi come le coliche o la diarrea.

Ci sono inoltre altre formulazioni pensate specificamente per curare o prevenire alcune problematiche. 

 

 

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