Cos’è e come funziona un baby monitor

Ultimo aggiornamento: 12.09.19

 

Che si tratti di una semplice radiolina a una o due vie o di un più sofisticato sistema di videocamere, l’obiettivo è sempre quello di essere presenti anche quando non si è insieme al bebè

 

I baby monitor sono dispositivi che servono per tenere d’occhio il bebè anche quando non si è presenti nella stessa stanza. Sono di solito usati per monitorarne il sonno e verificare che le condizioni ambientali della stanzetta in cui dormono siano ottimali per intervenire tempestivamente in caso di necessità. A differenza di quanto sembri suggerire il nome, non sempre sono dotati di video. I primissimi modelli, ancora in commercio e preferiti da chi ama le cose semplici e senza troppi fronzoli, sono solo una radio ricevente che registra i rumori che si producono nella cameretta.

Oggi, però sono sempre più comuni i dispositivi dotati di funzioni extra, come quello di riprendere il piccolo grazie a una telecamera che consente anche di scattare qualche foto. Le possibilità di sfruttare la tecnologia in maniera furba permettono di arricchire questi semplici dispositivi perché possano dare un grande aiuto nella cura del bebè.

 

Il classico walkie talkie

Il baby monitor classico è composto da due apparecchi, un’unità bimbo e una per il genitore. L’unità che si mette nella cameretta vicino alla culla del piccoletto può rilevare i suoni che si producono nell’ambiente per inviare un tempestivo segnale all’unità che hanno i genitori.

In questo modo è facile accorgersi che il bebè si è svegliato oppure ha bisogno mentre sta dormendo da solo in un’altra stanza. Per quanto le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandino di non lasciare mai il bimbo a dormire completamente da solo, specie la notte quando la soglia di attenzione si abbassa, questi dispositivi possono essere d’aiuto in tanti contesti.

Sono perfetti per poter tenere traccia della qualità del sonno del piccolo specie durante i riposini della mezza mattinata e del pomeriggio. Sono strumenti utili che permettono a chi si occupa del bebè ed è da solo in casa, di svolgere anche altre attività allontanandosi dalla stanzetta senza perdere il contatto con la culla.

Il principio alla base del funzionamento dei modelli più semplici è proprio quello del classico walkie talkie, un segnale radio trasmette i suoni che si producono nella cameretta. Solo alcuni modelli di questo tipo prevedono la possibilità di poter interagire con il bebè attraverso la propria unità genitore.

 

 

I modelli più sofisticati

Nei modelli più recenti è possibile anche interagire con facilità con il pupo. Per esempio è possibile fargli sentire la propria voce, lanciare ninne nanne mentre si sta raggiungendo la cameretta e il piccolo si è appena svegliato. Ma la stragrande maggioranza dei baby monitor di ultima generazione è dotata di telecamera per riprendere quello che avviene nella stanza.

In questo modo è anche possibile realizzare dei video da conservare come ricordo e condividere con le persone care. Spesso sono dotati di sensori a infrarossi per riuscire a riprendere le immagini in modo chiaro anche quando la scena è in penombra.

In questa categoria si trova di certo il modello di baby monitor più venduto, infatti, le particolari funzioni extra non sempre rappresentano un costo eccessivo e si può comprare un buon prodotto spendendo poco.

 

Le funzioni essenziali

La ricezione di audio e video sono alla base dei modelli più comuni. Devono garantire anche un segnale sufficientemente ampio per coprire le distanze che si percorrono in casa. Quindi se si sta su più livelli è bene verificare che l’apparecchio riesca a coprire tutta l’abitazione.

Molti modelli oggi si collegano direttamente alla rete domestica e usano protocolli di sicurezza per rendere inaccessibili le informazioni che si scambiano l’unità genitore e quella del bambino. Inoltre, si può contare su una maggiore stabilità del segnale e sulla possibilità di allontanarsi un po’ di più rispetto a quelli che funzionano solo grazie al segnale radio.

 

E quelle più ricercate e originali

I baby monitor possono fare un po’ di tutto. Per esempio, si possono usare come lucine notturne, come proiettori per lanciare sulle pareti della stanza delle immagini colorate e accattivanti. Si possono impostare perché cantino la ninna nanna oppure raccontino delle fiabe per favorire il sonno del bebè.

Se la risoluzione della telecamera è alta, allora anche la qualità delle immagini e dei video girati con il baby monitor sarà soddisfacente e farà venire voglia di conservare ricordi del piccolo mentre dorme. Un baby monitor può anche essere usato per controllare la temperatura della stanza. È importante che non ci sia troppo caldo e che non si superino i 20° C per consentire una buona respirazione e garantire una soddisfacente qualità del riposo del bambino.

 

 

Aspetti sulla sicurezza da non sottovalutare

I nuovi baby monitor funzionano quasi tutti collegandosi alla rete domestica. Si tratta di una grande comodità che permette di essere sempre connessi all’attività che svolge il piccolo anche quando si è costretti a stargli lontano.

Potendo accedere alla rete domestica e ai dispositivi che vi sono collegati, è facile seguire le evoluzioni e la crescita del bebè anche se non avviene direttamente sotto il proprio naso.

Una delle possibili falle di questo sistema è che i dispositivi collegati alla stessa rete domestica possono essere bersaglio di malintenzionati.

Infatti non è difficile avere accesso a tutta la rete attraverso le criticità costituite da sistemi di crittografia deboli, password facili da decodificare, oppure software e firmware non aggiornati che aprono porte d’accesso ai criminali informatici. È bene essere sempre attenti allo stato dei dispositivi che si collegano alla propria rete domestica per essere certi di non subire attacchi indesiderati.

 

 

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