Cause e sintomi della prolattina alta nelle donne: quando preoccuparsi

Ultimo aggiornamento: 26.10.21

 

Il fenomeno dell’iperprolattinemia può essere passeggero o meno: vediamo di capire insieme quando è il momento di consultare il medico

 

Quando si riscontra di avere la prolattina alta, ovvero quella che con termini tecnici possiamo definire iperprolattinemia, le cause possono essere diverse: per esempio, se avete avuto da poco un bambino o se siete in stato interessante, se siete sotto stress, dormite poco, mangiate troppe proteine o state allattando.

Allo stesso modo i prolattina valori possono essere messi in discussione dall’assunzione di alcuni farmaci, come gli antidepressivi triciclici, gli antiepilettici, gli antiemetici, gli antistaminici, ma anche dalla pillola anticoncezionale.

Se, però, nessuno di questi fattori interagisce con la vostra prolattina il problema potrebbe essere ancora più difficile da individuare: potrebbe tanto trattarsi di un adenoma ipofisario, che è un tumore benigno, del fenomeno dell’acromegalia, di un meningioma o di altre tipologie di tumori, anche maligne. 

Altre cause, di natura neurologica, possono essere le lesioni al torace a opera dell’Herpes Zoster o anche quelle del midollo spinale. Infine, altri elementi che possono provocare questo innalzamento sono l’ipotiroidismo, l’insufficienza renale o della ghiandola surrenale e la cirrosi epatica. 

Come possiamo ben vedere, quindi, non è facile capire a cosa sia dovuto questo fattore, per cui è bene fare indagini approfondite per non incorrere in un acutizzarsi del problema.

Prolattina alta quando preoccuparsi

La prolattina alta donne può causare alterazioni importanti nella funzione riproduttiva, fino addirittura a causare la mancanza dell’ovulazione. Infatti l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio dipende molto da questi valori. 

Tra i prolattina alta sintomi, infatti, c’è l’amenorrea, ovvero la mancanza del ciclo mestruale. Quando si va incontro a un fenomeno simile, i valori della prolattina sono maggiore di 25 ng su ml ed è possibile verificarli eseguendo un semplice esame del sangue.

Un’altra conseguenza può essere anche la galattorrea, ovvero la fuoriuscita di latte dai capezzoli anche se non si sono avuti dei bambini. Tra gli altri sintomi non avrete mestruazioni in anticipo ma, al contrario, il ciclo che arriva in ritardo, mestruazioni scarse (ipomenorrea), il fenomeno dello spotting, mal di testa o anche disturbi alla vista.

 

Quando è l’ipofisi a non funzionare

Valori prolattina alta quando preoccuparsi? Certamente quando lo sono troppo e si hanno conseguenze poco piacevoli. Se la causa è un adenoma ipofisario, come abbiamo detto, si tratta di un tumore benigno che viene scoperto spesso quando le donne si trovano in età riproduttiva e presentano valori prolattina alterati.

Questi tumori evolvono molto lentamente e spesso sono molto piccoli, ovvero non superano i 10 mm: non sempre è necessario trattarli, infatti, con il passare del tempo, vanno a diminuire ancora di più oppure restano stabili. 

Ricordiamo però che anche la prolattina uomo può andare incontro a queste alterazioni, per cui l’incidenza è pari in entrambi i sessi, a partire dai due anni e fino agli 84, con un picco di incidenza intorno ai 60. L’unica reale differenza sta nei sintomi, che sono molto più frequenti nel sesso femminile. 

 

La diagnosi

Quando si ottiene una diagnosi, si deve proprio stabilire se si tratti di una forma di iperprolattinemia tumorale o meno. In realtà oggi si ritiene che non ci sia un limite vero e proprio tra queste due forme, in quanto è possibile tanto che i microadenomi non vengano individuati per bene, tanto che le cellule passino gradatamente attraverso vari stadi.

In ogni caso, quando si ha qualche sintomo che ci fa pensare a valori di prolattina alterati, quindi tanto l’assenza di mestruazioni, la galattorrea o lo spotting, è bene consultare il medico, che ci prescriverà le opportune analisi del sangue da eseguire. 

In alcuni casi è opportuno anche misurare questo valore più volte nell’arco delle 24 ore, come fare quella che si chiama “la curva” e che può darci risultati attendibili sul funzionamento del nostro organismo. Per fare questo sarà necessario provvedere atirare il sangue per tre volte nell’arco di un’ora e mezza circa, con l’alternanza della somministrazione di una flebo di fisiologica. 

Se il risultato consta in valori molto alti in tutti e tre i prelievi, se non si ha ipotiroidismo, probabilmente ci si troverà in presenza dell’adenoma ipofisario. Ci saranno quindi ulteriori esami da svolgere, come la TC o la TMR, meglio ancora se con un mezzo di contrasto che evidenzi la sella turcica, la struttura che contiene l’ipofisi.

Grazie a questi esami, è possibile verificare la presenza di adenomi di varie grandezze: se avete anche problemi alla vista, infatti, potrebbe essersi esteso anche al nervo ottico. Questi non sempre però sono molto evidenti, quindi sono necessari esami specifici per comprendere la grandezza e la gravità della situazione.

Va da sé che, se il macroadenoma comporta tali complicanze, sarà necessario intervenire per evitare che la situazioni peggiori.

Dopo la gravidanza

Se non volete avere altra preoccupazione che cercare il giusto baby monitor per il vostro bimbo ma invece dovete pensare anche alla prolattina alta e avete partorito da poco, niente paura. Questo valore è infatti normale che si innalzi nel periodo successivo al parto o anche durante la gestazione, per questo basterà seguire ciò che dice il ginecologo.

Infatti, anche in questo caso, non ci devono essere sbalzi eccessivi, che possono compromettere il normale decorso della gravidanza: fare affidamento al medico è sempre la scelta giusta. Successivamente potrete tenere d’occhio la situazione e verificare che tutto rientri nella normalità, in modo da non correre altri rischi.

Se ciò non dovesse accadere, sarà il medico a darvi i giusti consigli ed eventualmente a farvi eseguire tutti gli esami del caso, per verificare che vada tutto per il verso giusto. 

 

 

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