Come si lava il nasino di un bebè in maniera efficace

Ultimo aggiornamento: 12.09.19

 

Pulire il naso del neonato è un’attività complessa, che spaventa i neogenitori ma può portare vantaggi alla salute. Non è difficile capire come fare

 

Il raffreddore nel neonato può essere causa di fastidiosi disturbi aggravati dal fatto che il piccolo non è in grado di porre rimedio allo stato di malessere. Se il naso è tappato e le vie respiratorie congestionate è utile intervenire meccanicamente con una pulizia approfondita del nasino e l’eventuale aspirazione del muco.

Gesti in apparenza complessi, possono essere molto utili per rendere più tollerabile un disturbo tanto comune ma anche parecchio invalidante. Per poter gestire una banale influenza senza lasciarsi cogliere impreparati è importante sapere come effettuare una buona pulizia in profondità ma in maniera delicata.

 

Il raffreddore nel neonato

È un’eventualità più rara di quanto si pensi, ma anche il neonato di pochi mesi è soggetto a subire l’attacco di virus e altri patogeni che alterano l’equilibrio delle vie respiratorie. La funzione del muco è di inglobare ed espellere i batteri e i virus che si concentrano nel canale nasofaringeo e cercare di contrastarne la diffusione.

Il rischio correlato a una produzione eccessiva di muco è che questo finisca con l’ostruire il canale dell’orecchio. Questi organi sono infatti collegati in maniera diretta e un disequilibrio in una delle parti finisce col ripercuotersi anche altrove. Infatti si raccomanda di prestare grande attenzione allo stato delle orecchie quando si notano i primi sintomi del raffreddore in un bimbo particolarmente piccolo. Il rischio che il raffreddore si trasformi in otite è alto perché il canale che nel neonato collega il naso all’orecchio è orizzontale e non obliquo, con una maggiore probabilità di infiltrazioni.

 

 

Un altro aspetto da considerare quando il bebè è raffreddato è che non sarà in grado di respirare con la bocca ancora per molti mesi. Si tratta di una competenza che sviluppa in seguito, ogni bimbo è diverso in questo, ma che di solito si stabilizza entro l’anno di età. Un naso eccessivamente congestionato dal muco rende la respirazione molto affannata e difficoltosa.

Infine, è bene ricordare che questa difficoltà nel controllare il sistema respiratorio si ritiene sia anche la causa principale della morte in culla. Definita SIDS, si associa anche a fenomeni di apnea durante il sonno dal quale il bambino non riesce a svincolarsi. In definitiva appare chiara l’importanza di assicurare il corretto passaggio dell’aria dalle narici nei neonati affetti da raffreddore.

 

Come pulire il nasino

La pulizia del nasino non deve essere un’operazione quotidiana, non serve a prevenire l’insorgere delle malattie e può diventare invasiva se non necessaria. È invece importante sapere come fare quando il naso è chiuso perché è in corso un’infezione alle vie aeree.

La pulizia del naso con acqua può avvenire in diversi modi, di certo è bene mantenere un’attitudine calma e decisa in modo da non spaventare il bambino che di certo non gradisce un’azione così invasiva di primo acchito.

Se il bebè è molto piccolo, la soluzione più semplice è poggiarlo sulle proprie gambe perché stia sdraiato. La testa deve essere reclinata e leggermente al di sotto del livello delle spalle. Questa posizione favorisce il fluire dell’acqua senza rischiare che vada a finire nella gola.

Si poggia il beccuccio sulla narice in alto liberando il getto d’acqua che deve avere una leggera pressione per fare in modo che esca dalla narice che sta sotto. Quindi si cambia lato. Più facile farlo che dirlo.

 

Cosa usare per pulire il naso

L’acqua è in aiuto in questi casi per migliorare la qualità della respirazione. Quindi è possibile scegliere diverse soluzioni, spesso le più commercializzate sono anche parecchio costose e in molti casi è possibile optare per soluzioni meno dispendiose sapendo a cosa fare attenzione.

La più frequente è la soluzione fisiologica in flaconcini monodose. Il successo di questo tipo di prodotto, che in definitiva è acqua e sale in soluzione al 5%, è d’essere pronto all’uso. Ma di fatto costa uno sproposito. In alternativa, se si preferisce usare il flaconcino monodose, si può usare acqua di mare sterilizzata, oppure acqua termale.

Va bene per questo tipo di lavaggio anche la soluzione salina solitamente impiegata per le flebo e che si può estrarre facilmente con una siringa. Quindi è possibile usare la stessa siringa, privata dell’ago, per spruzzare l’acqua una narice alla volta con la giusta pressione in grado di rimuovere i depositi di muco, ammorbidendoli.

È importante evitare di lasciare l’ago infilzato alla siringa, ma è altrettanto importante evitare di lasciare l’ago nella boccia della fisiologica. Attraverso il suo condotto possono introdursi batteri nell’acqua contaminandola.

Infine, è anche possibile realizzare una soluzione in casa e usarla all’occorrenza. La soluzione si realizza con 10 grammi di sale su un litro d’acqua da far bollire per sterilizzarla. L’acqua deve essere usata a temperatura ambiente.

 

A cosa servono aerosol e aspiratore nasale

Completato il lavaggio può essere necessario aspirare il muco per liberare il naso. È facile trovare in farmacia il miglior aspiratore nasale, ma prima di andare a caccia di marchingegni strani è importante sapere quali effetti ha sul naso del bebè.

Se si aspira troppo forte si rischia di irritare la mucosa nasale, molto delicata specie in questa fase della vita. È consigliabile usare versioni manuali e non elettriche che possono essere troppo potenti.

L’aerosol svolge la stessa funzione dei lavaggi ammorbidendo il muco e facilitandone l’espulsione, anche solo grazie alla forza di gravità che lo fa gocciolare fuori. Si può usare questo apparecchio per fare il rinowash dirigendo il getto d’acqua verso le narici. L’importante, ancora una volta, è usare solo soluzione salina e non cedere alla tentazione di somministrare farmaci ai bambini sotto l’anno di età per un comune raffreddore.

 

 

Qualche suggerimento utile

Il naso si congestiona perché i virus colonizzano le vie respiratorie provocando la produzione di muco come risposta immunitaria. Il muco di per sé non è cattivo, ma potrebbe essere un deposito di virus e batteri in grado di proliferare e causare infezioni secondarie. Ecco perché si suggerisce di evitare la congestione nasale.

Per rendere più fluido il muco è possibile umidificare l’ambiente, per farlo basta mettere una pentola d’acqua bollente nella stanza dove dorme il piccolo. È importante fare attenzione che si trovi lontano dalla sua portata per scongiurare qualsiasi rischio. Qualche goccia di olio essenziale di eucalipto nell’acqua che evapora può rendere più balsamico l’ambiente e favorire la respirazione di tutti.

Una buona idea è pulire il naso dopo aver fatto il bagno al bebè, l’umidità dell’aria, il vapore dell’acqua del bagnetto sono di per sé sufficienti ad ammorbidire il muco e renderne più facile la rimozione.

 

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