Come costruire una palestrina per neonati

Ultimo aggiornamento: 12.11.19

 

Gli amanti del fai da te possono inventare mille soluzioni personalizzate per far divertire il proprio bambino con gli oggetti di uso comune

 

L’attesa dell’arrivo del nuovo nato può rivelarsi un periodo di grande gioia e aspettative. Celebrarlo realizzando con le proprie mani un gioco su misura può essere un’idea grandiosa. Non è necessario disporre di grandi risorse, né imitare alla perfezione la struttura dei modelli in commercio. Anzi, crerare in casa la palestrina per i primi giochi del neonato può essere l’occasione per rendere accogliente l’ambiente ed estremamente personalizzato.

È sufficiente avere chiare le tappe che scandiscono la crescita del piccolo per permettergli di gradire il più possibile le attività proposte.

 

Cosa non deve mancare in una palestrina

Le palestrine che si trovano normalmente nei negozi di giocattoli sono semplici strutture con archi da cui far penzolare i sonaglietti e i pupazzi per intrattenere il neonato offrendogli qualcosa da osservare. Alla base è disposto il tappeto morbido e imbottito che accoglie il corpo del piccolo che sta qui sdraiato, prima supino e poi a pancia in giù. Un buon tappeto è ricco di stimoli che il bebè imparerà a scoprire e riconoscere man mano che crescono le sue competenze motorie.

Quindi ci saranno elementi che emettono suoni quando vengono toccati dal bebè, finestrelle che nascondono o rivelano particolari del disegno più grande e, immancabile, sarà presente lo specchio per permettere al piccolo di riconoscere il proprio volto.

Quando si vuole riproporre questo set di stimoli in casa è possibile sfruttare elementi che già si possono reperire nell’armadio e che vanno bene per lo scopo. Una vecchia coperta ben imbottita sarà l’elemento essenziale da cui poi sviluppare tutto il resto.

 

 

Oggetti sospesi, come sceglierli a seconda delle tappe della crescita

È importante far osservare oggetti sospesi ai bimbi di poche settimane. Li aiuterà a concentrare l’attenzione e lo sguardo su un punto fisso registrando tutte le informazioni che lo riguardano. Le sue dimensioni, le forme e la possibilità di muoversi anche grazie all’interazione del bambino.

Per far penzolare i sonagli, nella palestra si usano degli archi che possono non essere facilissimi da riprodurre in casa. È importante che non siano a portata di mano perché il piccolo tenderà a usarli come appigli per cercare di alzarsi in piedi.

Quindi, a meno di non riuscire a installare delle aste resistenti e in grado di reggere il peso del piccolo, non è consigliabile usare delle strutture leggere e instabili per sorreggere i primi mobile e i sonagli. È una buona idea, invece, far pendere dal soffitto un filo cui appendere oggetti diversi a seconda delle capacità del piccolo.

Le prime settimane di vita sono segnate da una vista annebbiata e la difficoltà di distinguere i colori. Forme geometriche ritagliate con cartoncino in bianco e nero saranno perfette per offrire un elemento da osservare.

Man mano che il piccolo è in grado di distinguere meglio e più in profondità si potrà passare all’uso dei colori primari, giallo, rosso e blu. In seguito sarà il momento delle sfumature di un solo colore. Quindi dei pupazzi e degli oggetti in grado di emettere suoni.

 

Stimolare la scoperta di sé con lo specchio

Lo specchio è un elemento centrale nella conquista della propria identità. Presto il piccolo è in grado di distinguere la fisionomia del volto di un adulto. Lo specchio dà modo al lattante di riconoscere la propria fisionomia, scoprirsi all’interno dello spazio e riconoscere l’efficacia dei propri movimenti riflessi. Un esercizio che a noi sembra ormai banale e scontato ma che per il bebè rappresenta un metodo semplice e diretto per riconoscersi all’interno dello spazio che occupa una volta venuto al mondo.

Nelle classiche palestrine lo specchio è realizzato in materiale infrangibile. Se si vuole dotare la palestrina fai da te di questo prezioso elemento è indispensabile prestare attenzione ad alcuni elementi di sicurezza.

Offrire uno specchio mobile non è una buona idea nemmeno quando il piccolo sembra non essere in grado di coordinare i propri movimento. Lo farà presto e senza preavviso e non vale la pena rischiare che possa rompere il vetro e farsi male.

Per inserire questo elemento in casa si consiglia di fissare lo specchio con dei tasselli solidi alla parete. L’importante è che lo specchio sia all’altezza del piccolo, in modo che possa riflettersi per intero da sdraiato.

 

La bocca è un organo di senso

I piccoli esplorano il mondo prima con la bocca e poi, piano piano, con le mani. I polpastrelli sono sofisticati organi di senso che stimolano le aree del cervello più vicine alla formazione del linguaggio. È importante consentire al piccolo di approcciarsi agli oggetti che compongono il suo mondo nella maniera che gli è più consona.

Quindi è importante evitare di proporre oggetti che possano rompersi in piccole parti perché inevitabilmente li assaggerà. Invece è importante assicurarsi di proporre oggetti che possano essere manipolati e messi in bocca, quindi che non abbiano asperità, punte e che siano facili da pulire. Magari in lavatrice per fare prima!

Dopo questa esplorazione orale, seguirà l’interazione delle mani con gli oggetti e per questo è bene essere pronti a lasciare il bebè libero di assaggiare le sue prede.

 

 

Rumori, consistenze e forme per lanciarsi alla scoperta

Quando sarà pronto, il piccolo si reggerà seduto con la schiena dritta mantenendosi in equilibrio senza bisogno di una spalliera. Questo momento coincide spesso con quello della scoperta degli oggetti.

Vorrà dirigersi verso quello che gli interessa e facendolo comincerà a esplorare anche il resto dei propri muscoli, quelli che poi gli permetteranno di stare seduto.

Lungo il tappeto che è stato realizzato sul pavimento di casa si potranno dislocare oggetti che attirino il piccolo per via del loro colore, la consistenza, la forma o il rumore che riproducono se toccati.

Vedere il piccolo darsi da fare per raggiungere il proprio obiettivo potrebbe far venire voglia di intervenire avvicinandoglieli. Ma è decisamente più emozionante lasciare che il piccolo scopra da sé ciò di cui il suo fantastico corpo in piena evoluzione è capace.

 

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