A cosa serve la palestrina a un neonato

Ultimo aggiornamento: 17.09.19

 

Allenare i muscoli è un’attività da coltivare già quando si è in fasce. Per farlo al meglio ci sono postazioni dotate di tutto l’occorrente

 

Presi dalla frenesia per la nuova nascita ci si ritrova ad acquistare di tutto nella speranza di riuscire a intrattenere il pargolo. Quindi oltre al già ricco corredo di mobili speciali per garantirgli la necessaria sicurezza, vestitini microscopici e stratificati, i giocattoli rappresentano un capitolo importante per i neogenitori.

La palestrina potrebbe sembrare l’ennesimo gingillo di cui, in fondo, poter fare a meno. Eppure, tra tutti i giochi pensati per i neonati è quella che meglio di altri riesce a rispondere alle necessità del piccolo sotto tanti punti di vista.

Consente di allenare la vista, coordinare i movimenti di braccia e gambe per raggiungere un obiettivo. Man mano che il pupo cresce, poi, è perfetta come campo d’allenamento per sollevare la testa inarcando la schiena stando a pancia in giù. Offrirà stimoli per mantenere la posizione seduta in autonomia.

 

Perché la palestrina non è l’ennesimo giocattolino di cui poter fare a meno

Gli stimoli da proporre al neonato devono essere ben calibrati perché è importante garantirgli di poterne fruire senza stancarsi troppo. Può sembrare difficile immedesimarsi nella prospettiva di un bimbo appena nato, ma avere alcuni punti di riferimento è di grande aiuto. La vista del bebè è limitata e il suo campo visivo è di soli 20 cm durante le prime settimane di vita. Anche i colori non sono ben distinti e fa fatica a riconoscere tonalità come il blu. Per questa ragione è necessario non proporgli oggetti dai colori troppo vivaci, o che emettano suoni troppo invadenti.

Si tratta di andare di pari passo con le sue capacità di percepire il mondo perché possa scoprirlo poco per volta. Una soluzione, questa, che deve tenere conto anche della presenza di innumerevoli stimoli che vengono dal mondo esterno. I rumori della casa, la forma degli oggetti che sono presenti, il viavai di persone in visita per dare il benvenuto al piccolo. Elaborare tutte queste informazioni richiede un grande sforzo di concentrazione e comprensione. Uno sforzo enorme per una creaturina appena arrivata in città.

La palestrina offre la possibilità di dosare gli stimoli man mano che la sua capacità di elaborarli e comprenderli si affina. Quindi è possibile proporla al piccolo in maniera graduale e sensata.

 

 

Allenamento a 360°

Qui il piccolo può sviluppare tutte le competenze che segnano le diverse tappe della sua crescita. Di solito la palestrina è dotata di archi da cui far penzolare dei sonagli. Si tratta di un esercizio molto importante per il neonato.

Infatti, concentra la propria attenzione nell’osservazione di un oggetto che si muove e fluttua nell’aria. È perfetto per catturare il suo sguardo e questo semplice movimento è in grado di impartire le prime, basilari, nozioni di fisica.

Il piccolo lo osserverà muoversi nello spazio, notandone la forma e comprendendone la tridimensionalità. Presto, poi, sarà lo stesso bebè a imprimere il movimento del pupazzo sospeso sulla sua testa. I movimenti dei piedi e delle braccia saranno sufficienti per farlo muovere, e in alcuni casi anche emettere dei semplici rumori.

La perfetta associazione tra causa ed effetto che spiega in maniera semplice e diretta al piccolo di poter interagire con il mondo che ha intorno. I movimenti del piccolo possono provocare dei cambiamenti nel mondo che li circonda e così scopre di poter influenzare quello che avviene intorno a sé.

Man mano che le competenze motorie si affinano e sviluppano, la palestrina diventa il terreno perfetto per rotolarsi sul fianco e mantenere in autonomia la posizione a pancia in giù. Una grande conquista che gli permetterà di sollevare la testa facendo forza sulle braccia.

 

Lo stimolo giusto man mano che il bebè cresce

Il semplice movimento del sollevare la testa inarcando la schiena è molto importante per lo sviluppo della muscolatura. Come piccole tartarughine, i bimbi seguono il proprio istinto e eseguono questi movimenti che sono propedeutici allo sviluppo della coordinazione motoria che permetterà loro di stare seduti.

Ecco perché è importante accertarsi che lo spazio intorno a loro sia libero da ostacoli e potenziali rischi. In questo modo si consente loro di sperimentare in tutta sicurezza l’immenso potenziale del loro corpicino in piena evoluzione. Infatti si sconsiglia di frenare il piccolo limitando i suoi gesti spontanei. In fatto di tecniche di crescita sana, i pupi ne sanno più di noi adulti.

Le primissime fasi dello sviluppo del bambino sono ben documentate. Quindi è riconosciuto dalla comunità scientifica che le diverse fasi dello sviluppo neuronale e motorio siano ben scandite all’interno di archi temporali determinati.

Quindi entro i sei mesi il piccolo impara a star seduto, entro i nove si appropria dello spazio e inizia a muoversi in maniera indipendente. La palestrina continua a lungo a offrire il giusto campo di gioco per sviluppare le competenze specifiche in tutta sicurezza.

 

Allenare i sensi con un solo strumento

Anche la percezione dello spazio e delle reazioni che si possono scatenare è chiaramente scandita all’interno della palestrina. Non deve stupire che tra i giocattoli penzolanti si trovino anche quelli pensati per dare sollievo durante la dentizione.

Non servono solo a dare una piacevole grattatina alle gengive in piena eruzione dentale. Sono i giochini perfetti per usare anche la bocca per lanciarsi alla scoperta del mondo. La bocca è un importante organo di senso ed è per questo che è bene proporre giocattoli e oggetti sicuri da mettere in bocca invece di scoraggiare questo gesto istintivo.

È importante essere certi di non proporre oggetti che si possano rompere in parti più piccole, la forza del morso del piccolo può essere piuttosto sorprendente. Ma privare il piccolo di questa componente importante dell’esplorazione del mondo potrebbe essere controproducente.

Un altro degli elementi classici della palestrina è lo specchio infrangibile. Si tratta di solito di un cerchio di plastica riflettente, un po’ deformante ma sicuro per il piccolo. Qui il piccolo entra in contatto direttamente con la propria immagine. Un esercizio semplice ma importante per consentirgli di prendere confidenza con il proprio corpo e il suo aspetto riconoscendosi.

 

 

Una postazione versatile per le prime scoperte

In una buona palestrina non possono mancare gli stimoli sonori. Ogni versione propone la propria soluzione per stimolare l’udito del piccolo.

La regola per il genitore che deve scegliere il giusto gioco per il proprio piccolo è sempre una: introdurre gradualmente gli stimoli man mano che il piccolo cresce. Quindi un neonato di poche settimane non avrà di certo bisogno di oggetti parlanti, musiche assordanti o complessi meccanismi di attivazione.

Uno stimolo alla volta sarà adatto a dare la giusta risposta alle esigenze del piccolo, in rapida ascesa. Qui il piccolo potrà allenare vista, udito, muscoli del petto e della schiena, con la semplicità tipica del gioco per i cuccioli di ogni specie.

 

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