Bambini, schiamazzi, rumori molesti e vicini di casa. Convivenza possibile?

Ultimo aggiornamento: 13.11.19

 

Quando si può dire di aver superato la linea che divide il chiasso che fanno i bambini dalla vera molestia verso chi vive sul vostro stesso piano?

 

Ci siamo passati tutti, tanto dall’essere stati rimproverati per aver fatto troppo baccano mentre giocavamo in cortile come all’essere stati disturbati dall’eccessivo schiamazzo di bimbetti sgambettanti. C’è un limite che sancisce il confine tra il diritto dei bambini di dare sfogo alla propria necessità di muoversi, correre e gridare a squarcia gola e quello dell’adulto che deve ricaricarsi durante le pause dedicate al riposo? Probabilmente, se esiste questo limite è talmente sottile che è facile per entrambe le parti superarlo e intralciare il diritto altrui.

D’altra parte ci sono i genitori che sono tenuti a dare il buon esempio e invitare i piccoli a mantenere un comportamento socialmente accettabile per trovare il giusto compromesso tra le diverse esigenze. quando poi sono i genitori stessi a creare le condizioni del disagio dei vicini, allora è possibile essere perseguiti amministrativamente e subire multe e ammonimenti da parte delle autorità competenti.

 

Il caso di una famiglia del salernitano

Un caso particolarmente interessante è quello di una famiglia nel nocerino, in provincia di Salerno che è stata denunciata dai vicini di casa perché ritenuti troppo chiassosi.

Il centro della diatriba pare sia stato un seggiolone trascinato sulle sue rotelle da una stanza all’altra a qualsiasi ora del giorno e della notte. Il nodo della questione stava tutto nella eccessiva rumorosità del seggiolone che rimbombava nel piano di sotto rendendo fastidiosa la presenza, non tanto dei neonati e dei bambini, ma dei genitori che non erano in grado di attutire i rumori prodotti da loro stessi.

Insomma, qui il caso non è tanto quello del chiasso che fanno i figli dei vicini, ma proprio che i vicini rumorosi non sono stati in grado di rispettare adeguatamente i propri condomini. Un periodo di tolleranza prolungato che è durato più di un anno è sfociato nella denuncia formale alle autorità competenti per colpa di un gesto vandalico compiuto come ritorsione contro le prime richieste verbali di contenere i rumori.

In questo caso è evidente che lo stesso esempio dei genitori verso i propri bambini risulta particolarmente deleterio. Mancano il rispetto verso le esigenze altrui e la capacità di adattarsi al fatto che le proprie necessità devono essere sempre modellate in base a quelle altrui per trovare un buon compromesso.

 

 

Cosa fare quando i bimbi degli altri fanno troppo baccano

Ci sono diverse situazioni e non è facile stabilire regole univoche per rispettare la quiete pubblica. Di solito la presenza di bambini della stessa età in un condominio è di per sé un deterrente che consente ai piccoli di prendersi qualche libertà in più rispetto a contesti abitati da pochi bambini.

Tanti genitori in un solo condominio saranno di certo più predisposti a tollerare schiamazzi e rumori ad alta intensità anche in orari poco convenzionali. Ma la regola di solito viene sempre determinata durante le assemblee condominiali dove vengono emanati i regolamenti specifici per facilitare la convivenza di queste piccole comunità.

Si tratta quindi di regolamenti interni che possono avere validità anche sul piano amministrativo più ampio, quindi si si stabilisce che non si può giocare al pallone fino alle 4 del pomeriggio, la regola dovrà essere rispettata.

Se ci si scopre letteralmente intolleranti allo schiamazzo e alle grida inconsulte, allora è possibile rivolgersi in prima istanza all’amministratore condominiale. Anche i carabinieri sono preposti a intervenire in caso non si riesca a trovare un accordo pacifico.

 

Le regole di convivenza civile

Di fatto è importante ricordare che insegnare le regole di convivenza civile già ai bambini più piccoli è un ottimo pretesto dar loro l’opportunità di apprendere elementi essenziali nel corso della vita. Sono tanti gli spunti che si possono cogliere sul piano didattico quando si insegna ai piccoli a rispettare le regole di convivenza civile. Si possono dare ottimi suggerimenti per comprendere concetti via via più complessi calibrandoli in base alle capacità cognitive dei bambini.

Quindi è possibile iniziare dicendo che fino a che la lancetta piccola raggiunge un determinato posto nell’orologio è importante fare silenzio. Lo stesso vale incitando all’osservazione dei fenomeni naturali. Quando comincia a fare buio, per esempio, è il momento di abbassare il volume della televisione e fare giochi calmi per prepararsi alla nanna gradualmente.

Quando il bambino è realmente troppo piccolo per riuscire a contenere la propria esuberanza o se ha solo il pianto come strumento comunicativo, allora è buona norma scusarsi personalmente con i vicini. Andare a parlare con i condomini, scusandosi per l’impossibilità di contenere i rumori portando i bambini con sé rappresenta un ottimo pretesto per mostrare loro come gestire con serenità e civiltà situazioni potenzialmente conflittuali.

 

I vicini possono denunciare all’amministratore di condominio e alle autorità

Se avete in mente di organizzare il party del secolo nella vostra terrazza o nello spazio condominiale è il caso di valutare la possibilità di invitare i vicini alla festa, e non solo di avvisare che avete intenzione di farla.

Si tratta di un gesto molto importante perché avrete la possibilità di determinare i limiti e i tempi dell’attività straordinaria. Avvisare dà modo all’altro di decidere in che modo vivere un evento eccezionale senza essere colto di sorpresa.

L’effetto sorpresa ma anche l’esasperazione di fronte alla continua mancanza di rispetto dei propri bisogni può sfociare in azioni impattanti a livello amministrativo.

Infatti, chi è leso da eccessivo schiamazzo, rumori molesti e comportamenti non rispettosi della convivenza pubblica ha tutto il diritto di richiedere l’intervento dei carabinieri. Le pene possono variare da semplici ammonimenti a interrompere il motivo del chiasso, ma possono andare anche oltre diventando diffide o multe amministrative.

 

 

Insegnare il rispetto degli altri sin dalla più tenera età

Saper affrontare queste situazioni conflittuali senza perdere la testa, senza cedere alla rabbia o alla frustrazione dovrebbe essere il nostro obiettivo. Tanto come adulti dotati di buon senso tanto considerando il nostro ruolo di educatori.

Si tratta di trovare il modo di convivere con gli altri in modo da trovare la maniera di incontrare e accogliere i diritti altrui senza farsi privare dei propri. In alcuni casi questo rappresenta una vera sfida perché non sempre gli interlocutori sono altrettanto disposti e aperti al dialogo. Eppure è importante almeno provare per essere certi di dare il giusto esempio ai propri figli e permettergli di crescere sereni e in grado di relazionarsi con gli altri da pari a pari nel rispetto dei diritti di tutti.

 

 

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