Avvolgere il bebè nella mussola, quali benefici

Ultimo aggiornamento: 17.10.19

 

Da qualche tempo imperversa la moda di avvolgere i neonati nel sacco nanna oppure in un panno di stoffa leggera. Ecco perché

 

La moda dello swaddle invade internet e col moltiplicarsi di blog (anche questo!) pieni di consigli per i neogenitori alle prese con la cura del primo bebè, sembra non essere possibile fare a meno di questo straccetto. Che adesso è anche disponibile in tante varianti di colore, consistenza, dimensioni. Insomma una vera e propria bomba che promette di far bene al pupo e a chi se ne prende cura in maniera semplice e versatile.

Si usa durante le prime settimane e non oltre il terzo mese per avvolgere il corpo del bebè e consentirgli di sentirsi più raccolto e protetto. Come nella pancia della mamma, o giù di lì.

 

Così si avvolge un bebè nella mussola

Oggi le mussole più vendute sono quelle colorate e allegre, dai disegni teneri e dalle tinte pastello. Fino a pochi anni fa si trovavano solo quelle bianche o beige. C’è una ragione per la maggiore cura dell’aspetto della stoffa: ora si usano sempre più spesso come lenzuolini nei quali avvolgere il corpo del bebè. Quindi assumono un aspetto gradevole proprio perché si usano sul corpo del neonato e per questo fa piacere che siano anche carine.

Avvolgere il corpicino è semplice e servono pochi gesti. Su YouTube spopolano i tutorial e vederlo fare è di certo più semplice che leggere delle istruzioni, ma ci proviamo ugualmente.

Il quadrato di mussola si stende sul ripiano, magari sul letto dove il piccolo potrebbe addormentarsi. Si piega un po’ più in alto della diagonale, così assume una forma detta a diamante. Il piccolo poggia le spalle sul bordo che è stato appena piegato. Un’estremità del diamante si usa per avvolgere il fianco del piccolo, mentre il braccio è rilassato e comodo, e si ferma sotto il fianco opposto. 

Stessa operazione dall’altro lato e il salamino è pronto. È importante non bloccare i piedi che devono essere liberi di muoversi ma allo stesso tempo è bene avvolgerlo con fermezza e contenimento. Ma senza esagerare.

 

 

Perché conviene farlo

La giusta maniera di avvolgere il bebè la determina il diretto interessato, quindi se piange e non accenna a calmarsi la regola è sempre la stessa: non si insiste e si riprova dopo qualche tempo. È bene considerare che lo scopo della swaddle, per dirla col nome inglese, è di riprodurre le caratteristiche di contenimento e protezione come nell’utero materno.

Durante le ultime fasi della gravidanza lo spazio a disposizione nell’utero materno diminuisce progressivamente. Eppure il feto adatta la propria fisiologia a quella dello spazio ristretto. Le scapole sono più arrotondate, la schiena ha la caratteristica forma a C e le gambe sono raccolte verso la pancia. Una posizione che gli consente di adattarsi alla perfezione alle curve dell’utero.

Questo contenimento viene a mancare quando il piccolo nasce. L’adattamento con l’elemento aria, che gli è del tutto nuovo, richiede del tempo. Non c’è da temere: saprà presto riconoscerlo come unico nel quale sopravvivere, eppure offrirgli dei supporti come la swaddle possono essere d’aiuto per rendere più graduale, e gradevole, la fase di adattamento.

 

Fino a quando è consigliabile avvolgere il bebè

Il bebè non rimane tale a lungo e questa fase è il caso di assecondarla solo durante le primissime settimane e non oltre i tre mesi. La ragione è semplice. La sua esigenza di restare avvolto e ben stretto è solo temporanea, per dare modo al bebè di trovare una caratteristica che gli è familiare in un ambiente del tutto nuovo.

È però importante non limitare a lungo i movimenti delle braccia e la possibilità del piccolo di rigirarsi sul fianco. Presto la mussola si potrà usare per altri, molteplici, scopi, mentre il contenimento dovrebbe essere limitato solo a una breve fase di assestamento.

Verso i tre mesi i bebè sviluppano la capacità di afferrare i piedi, osservarli, scoprono le mani e si meravigliano della loro forma, progressivamente comprendono che appartengono a loro.

Ecco perché è meglio non esagerare con questo tipo di contenimento per non rischiare di privare il piccolo dell’opportunità di fare esperienza del proprio corpo.

 

Perché è importante scegliere la mussola

Tra tutti i tessuti che si possono usare per avvolgere il bebè, la mussola rappresenta una buona soluzione sotto diversi aspetti. Primo tra tutti il fatto di non offrire troppa resistenza.

È un tessuto impalpabile, che ricorda la garza medicale e che si fa apprezzare per l’estrema leggerezza. Inoltre, la mussola migliore si ammorbidisce dopo ogni lavaggio assumendo una caratteristica consistenza delicata e gradevole al tatto.

Quando si avvolge il corpo del bebè è importante assicurarsi che il tessuto sia idoneo al contatto diretto con la sua pelle. Deve poter garantire la migliore traspirabilità e non far sudare il piccolo che altrimenti soffrirebbe presto di irritazioni.

L’uso di un altro tipo di tessuto non è vietato a prescindere, ma è importante verificare che non crei arrossamenti o comprima il corpo del piccolo in maniera eccessiva.

 

 

Non esiste un solo tipo di mussola

Con l’espressione mussola o mussolina non ci si riferisce al filato impiegato ma al tipo di lavorazione effettuata per creare trama e ordito. È facile trovare la mussola di cotone. Quella indicata per i bebè è di origine controllata, impiegando cotone biologico e privo di residui, anche i colori devono essere atossici e idonei al contatto diretto con il corpo del piccolo.

Ma non è impossibile trovare altre combinazioni, inclusa la seta, per rendere il tessuto ancora più morbido e impalpabile.

Non è indispensabile cercare tessuto pregiati, ma è bene accertarsi che il filato sia anche molto resistente. Di solito la fibra lunga è quella più indicata per dare robustezza al tessuto anche se rimane leggero. Non c’è da temere che possa lacerarsi, una buona mussola sopporta bene il lavaggio frequente e le continue esposizioni all’umidità. Del resto, superata questa prima fase in cui il quadratone di stoffa si usa come sacco nanna, gli impieghi successivi saranno innumerevoli. 

 

 

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