Sterilizzare il biberon senza essere ossessionati dai germi

Ultimo aggiornamento: 13.11.19

 

L’organismo del bebè è più resistente all’attacco di germi e batteri di quanto ci fanno credere. Ecco di cosa è capace

 

I germi e i batteri rappresentano una minaccia, percepita o reale, che ci rende vulnerabili ed esposti a molti rischi. Eppure ci sorprenderà scoprire che il contatto con i batteri e gli agenti patogeni in realtà ha dei vantaggi che non devono essere sottovalutati.

In particolare, quando si tratta di curare la salute dei bambini è necessario dedicarsi alla cura degli accessori e gli oggetti con cui vengono in contatto. Senza ossessione e con molta serenità.

Ci sono alcune routine che permettono di sentirsi più sicuri e quindi di relazionarsi al piccolo con maggiore consapevolezza. Ma se quella dell’igiene dovesse diventare una mania, allora è importante ritornare sui propri passi e considerare l’importanza di entrare in contatto con i batteri. Un corretto sviluppo del sistema immunitario passa anche dall’esposizione ai batteri, dalla possibilità che la pelle e l’intestino siano colonizzati dai cosiddetti batteri buoni.

 

Perché è importante la sterilizzazione e perché il neonato ne ha bisogno, con moderazione

Già il contatto con la placenta espone il piccolo a una minima “dose” di germi di natura positiva che sono presenti nell’organismo della mamma. Non è del tutto corretto sostenere che il feto stia in un ambiente sterile. La vita stessa non lo è, e quindi incoraggiarne il contatto con la giusta moderazione e dosi adatte di buon senso permette di favorire un processo naturale.

Di fatto non sono ancora ben note le dinamiche che portano il nostro corpo a reagire in un modo o in un altro di fronte all’attacco di agenti patogeni. Basti pensare alle classiche intossicazioni alimentari, dove non tutti i commensali che consumano le stesse sostanze contaminate hanno la stessa possibilità di manifestare malessere.

Si considera, per definizione, che il sistema immunitario del bambino sia meno sviluppato rispetto a quello di un adulto. Del resto è evidente che una maggiore attenzione nei confronti dell’igiene perinatale ha consentito un drastico abbassamento del tasso di mortalità infantile.

Ma insieme all’abbattimento della carica batterica del mondo che circonda il bebè, è importante consentirgli di formare le difese necessarie al suo sviluppo. Quindi permettergli di esporsi al contatto con gli oggetti quotidiani senza temere che siano contaminanti.

 

 

Quali sono i casi in cui la sterilizzazione è indispensabile

Si considera che la prima barriera di difesa nei confronti dei patogeni provenienti dall’esterno provenga dalla carica batterica contenuta nel latte materno. Insieme a una equilibrata composizione di zuccheri e grassi, il latte contiene anche una percentuale di batteri che colonizzano l’intestino del bebè contribuendo alla formazione della sua flora.

Si tratta di un processo naturale che avviene in modo continuo e graduale, offrendo protezione nei confronti dei virus e germi.

D’altra parte non ci sono elementi che confermano in maniera statistica e comprovata che la flora batterica non si formi in mancanza dell’allattamento naturale. In tempi e modalità differenti tutti gli individui sviluppano un proprio sistema immunitario che li rende resistenti all’attacco degli agenti patogeni.

La sterilizzazione del biberon e degli altri oggetti con cui il piccolo viene in contatto quotidianamente deve avvenire in maniera più scrupolosa e attenta specie quando il piccolo consuma latte in polvere. A differenza di quello già liquido non è completamente sterile e quindi sono più alte le possibilità che possano svilupparsi colonie di batteri che necessitano un contenimento.

 

Abbassare la carica batterica con la giusta routine

Se ci si fermasse a pensare un attimo con la mente lucida, cosa che risulta difficile già dopo la prima notte insonne, ci si renderebbe conto che l’igiene è una questione parecchio complessa. È assolutamente impossibile sterilizzare, e quindi privare di batteri, tutte le superfici con cui il piccolo viene a contatto. Si tratta di una pratica pressoché inutile, oltre che estenuante. Andrebbe sterilizzato proprio tutto quello con cui entra in contatto il bebè, compresi i nostri abiti, la pelle del viso e le mani. Né è consigliabile usare prodotti chimici che possono lasciare residui con cui il piccolo verrebbe certamente in contatto.

Le pratiche di igiene quotidiana, l’uso del sapone delicato, l’abitudine di sciacquare sotto l’acqua corrente il biberon appena usato, sono sufficienti per garantire la salute del bebè.

Anche l’igiene intima del piccolo dovrebbe essere meno invasiva possibile. Feci e urine non lasciano residui grassi tali da dover usare sempre il sapone o le salviette imbevute, è sufficiente l’acqua corrente. La ragione sta tutta nella possibilità di favorire la proliferazione dei batteri che vivono in simbiosi con il nostro organismo proteggendolo anche esternamente. Inoltre in questo modo non si intacca lo strato protettivo di grasso che ricopre la nostra pelle e che è molto più sottile e delicato nel caso dei bebè.

 

Germi e batteri alleati della salute umana

Il corpo del bambino viene colonizzato da batteri naturalmente presenti nell’ambiente esattamente nel momento in cui nasce. Non c’è ragione di stranirsi, si tratta di colonie che fanno parte del nostro equilibrio e garantiscono salute e benessere.

Del resto, probiotici e fermenti lattici non sono altro che batteri destinati a favorire i processi digestivi e la sintesi di alcuni nutrienti come le vitamine.

Favorire il contatto sano e controllato con queste sostanze è importante per garantire un corretto sviluppo di tutto il sistema immunitario dell’individuo sin dalla più tenera età.

Quindi non è il caso di temere eccessivamente per la salute del piccolo se per una volta si è dimenticato di sterilizzare il biberon (Controllare qui la lista delle migliori offerte). Molti pediatri addirittura suggeriscono di non sterilizzare sistematicamente gli oggetti con cui il piccolo entra in contatto, ma di riservare questa pratica solo a momenti specifici.

L’impossibilità di lavare subito il biberon per esempio potrebbe essere uno di questi casi. Lo scopo della sterilizzazione diventa quindi quello di abbassare la carica batterica in modo che le colonie naturalmente presenti non siano tali da costituire un pericolo per la salute del bebè.

 

 

Insegnare le pratiche di igiene personale sin da piccoli

Puliti, quindi, ma con moderazione. Del resto quello che conta è offrire al piccolo la possibilità di sviluppare le proprie armi di difesa.

Anche le azioni quotidiane rappresentano una buona soluzione e non solo per insegnare le buone maniere. L’igiene personale, il piacere per la pulizia e la gestione autonoma del proprio corpo sono conquiste che il piccolo fa aiutato dai genitori e poco a poco fa proprie.

 

 

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