Come fare il calcolo dei giorni fertili per rimanere incinta

Ultimo aggiornamento: 16.09.21

 

Per aumentare le probabilità di rimanere incinta è importante che il concepimento avvenga in specifici giorni del ciclo mestruale di una donna. Vediamo come calcolare il periodo nel quale un rapporto sessuale può portare a una gravidanza e gli accorgimenti da adottare per promuovere la fertilità di coppia.

 

Sono mesi che state provando ad avere un bambino, ma la cicogna non ne vuole proprio sapere di arrivare. E cominciano così farsi strada mille dubbi e domande: perché non riesco a rimanere incinta subito? Sono sterile? Quali sono le cause del mancato concepimento?

Innanzitutto, respirate profondamente e cercate di rilassarvi. È molto importante non farsi prendere dall’ansia e dal nervosismo poiché recenti studi hanno dimostrato come lo stress possa influire negativamente sulla fertilità e sul buon esito della fecondazione, inibendo la produzione delle gonadotropine.

Per favorire ovulazione e concepimento è fondamentale anche prendersi cura di se stesse, della propria salute e del proprio corpo, chiedendo al partner di fare lo stesso. Oltre a ciò, cercate di adottare stili di vita sani e comportamenti corretti, come smettere di fumare e mantenere il peso corporeo nella norma (sia l’obesità sia il sottopeso possono generare squilibri ormonali e ridurre in modo severo le probabilità di concepimento).

Inoltre, dovete sapere che rimanere incinta non è così semplice come si pensa: solo il 15% delle donne riesce a intraprendere una gravidanza subito, il 40% ha successo dopo tre-quattro mesi e la restante parte dopo un anno dal primo tentativo.

Ovviamente, se dopo dodici mesi di infruttuosi sforzi – che si riducono a sei per le over 35 – il test continua a dare esito negativo, è auspicabile parlarne con un ginecologo per capire se c’è qualche problema o per avere dei consigli su come aumentare le probabilità di rimanere incinta.

Prima, però, vale la pena provare a calcolare i giorni fertili del mese per scoprire in quale momento è più probabile che un rapporto sessuale non protetto porti a una gravidanza, il che ovviamente presuppone dimestichezza con l’andamento del proprio ciclo mestruale e l’identificazione della propria finestra fertile in anticipo. 

Periodo fertile e ovulazione

Come dicevamo, il concepimento avviene solo in specifici giorni del ciclo mestruale di una donna e questo periodo fertile ha in genere una durata massima di sei giorni. Il momento di massima fertilità femminile coincide con l’ovulazione e i giorni in prossimità di questo evento: dopo l’inizio del flusso mestruale, l’ovocita impiega solitamente 14 giorni per maturare e, a seguito di specifici stimoli ormonali, viene rilasciato dall’ovaio per raggiungere la tuba di Falloppio ed essere fecondato da uno spermatozoo di origine maschile.

Per favorire il concepimento è quindi importante conoscere esattamente il giorno in cui avviene l’ovulazione affidandosi al calendario mestruale per calcolare il ciclo e controllarne la durata e la regolarità.

 

Calcolo giorni fertili

Le domande più frequenti che si pongono le donne in cerca di una gravidanza sono quelle su come calcolare i giorni fertili per rimanere incinta. Una delle tecniche più utilizzate dalle coppie desiderose di mettere su famiglia è il metodo “Ogino-Knaus” (conosciuto anche con il nome di “metodo del calendario” o “del ritmo”), che permette di effettuare un calcolo probabilistico dei giorni fertili dopo il ciclo in base alla durata di quest’ultimo.

Per fare un esempio: se le mestruazioni si presentano regolarmente ogni 28 giorni, con molta probabilità l’ovulazione avverrà il quattordicesimo giorno del mese; quindi, il momento più favorevole al concepimento sarà quello a cavallo tra il dodicesimo e il diciassettesimo giorno del ciclo mestruale.

Per essere più specifici, se l’inizio dell’ultimo flusso mestruale è avvenuto il 1° marzo, i giorni migliori in cui avere rapporti sessuali non protetti saranno quelli compresi tra l’11 e il 17 del mese, presupponendo ovviamente che la donna abbia un ciclo regolare con durata uguale o simile ogni mese. Tutti gli altri giorni sono, teoricamente, giorni non fertili.

Altri metodi per il calcolo dei giorni fertili

Oltre al metodo Ogino-Knaus, è possibile effettuare il calcolo dei giorni fertili anche utilizzando un apposito stick per l’ovulazione, facilmente reperibile in farmacia e online insieme a sterilizzatori e scaldabiberon.

Questi test sono in grado di rilevare la concentrazione di LH (l’ormone luteinizzante prodotto dall’ipofisi) nelle urine, la cui produzione aumenta esponenzialmente 24-48 ore prima dell’ovulazione. In questo modo, sarà possibile capire (sempre nell’ottica di valutazioni probabilistiche) quali sono i giorni del mese in cui concentrare i rapporti sessuali mirati al concepimento.

Un altro metodo a cui si può ricorrere per calcolare il periodo potenzialmente fecondo di una donna è la misurazione della temperatura basale, un valore che generalmente tende ad aumentare di circa mezzo grado nel giorno dell’ovulazione.

Ci preme, però, precisare che questo metodo per il calcolo della fase ovulatoria non è affidabile al 100%, poiché ci sono diversi fattori che potrebbero influenzare la temperatura corporea e dare risultati diversi da quelli reali, come lo stress emotivo, il jet-lag da viaggio, l’irregolarità del ritmo sonno-veglia e le infezioni virali.

Per aumentare l’affidabilità della misurazione suggeriamo di associarla all’osservazione del muco cervicale (che cambia in consistenza, colore e quantità in corrispondenza dell’ovulazione) e annotare i dati rilevati a partire dal primo giorno del ciclo mestruale e per almeno 4-5 mesi su un diario, in modo da poterli confrontare e farsi un’idea precisa sulla regolarità del proprio ciclo ovulatorio.

 

Calcolo ovulazione e nidazione

Dopo circa tre giorni dall’avvenuta fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo, la cellula fecondata – che da zigote si trasforma in embrione verso il quinto/sesto giorno – si va a impiantare nell’endometrio, ossia il tessuto interno dell’utero. Per effettuare il calcolo della nidazione bisogna quindi contare circa cinque-otto giorni dopo il concepimento. Può succedere che l’annidamento si verifichi anche un po’ più tardi, ma mai oltre il dodicesimo giorno dalla fecondazione.

Tra i sintomi più frequenti di questa fase troviamo il cosiddetto spotting da impianto, delle leggere perdite vaginali di sangue che vengono spesso scambiate per un’anomala mestruazione. Infine, considerato che la gravidanza ha generalmente una durata di quaranta settimane, per calcolare la data presunta del parto bisognerà partire dal giorno di inizio dell’ultimo ciclo mestruale.

I ginecologi, in genere, utilizzano un apposito strumento chiamato regolo ostetrico per stabilire la durata approssimativa della gestazione, ma se avete appena scoperto di essere in dolce attesa e siete impazienti di sapere quando avverrà il lieto evento, sul web ci sono numerosi calcolatori che permettono di datare approssimativamente il concepimento, inserendo la data dell’ultima mestruazione e la lunghezza media del proprio ciclo mestruale.

 

 

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