Chicco Sterilizzatore 2 in 1 Per 6 biberon di 330 ml – Recensione

Ultimo aggiornamento: 23.01.20

 

Principale vantaggio

Si può usare con due configurazioni distinte. Una più piccola per sterilizzare ciucci e altri oggetti più minuti, l’altra per intero e a pieno carico, per disinfettare anche i biberon.

 

Principale svantaggio

Il tempo effettivo per completare la sterilizzazione è superiore ai 5 minuti dichiarati dal produttore. Per raggiungere la temperatura ottimale è necessario attendere molto di più. Infatti questa indicazione si riferisce alla sola azione del vapore appena inizia a essere erogato.

 

Verdetto: 9.8/10

Tanti adorano Chicco perché realizza oggetti destinati alla cura del bambino che sono ben fatti e curati nei dettagli. Lo stesso vale per questo sterilizzatore che ha dalla sua parte il vantaggio di essere usato a pieno o mezzo carico. La sua particolare compattezza aiuta a trovargli un posto fisso sul piano di lavoro. Il prezzo è estremamente conveniente.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Due capacità di carico

Il dispositivo di Chicco conta su due distinte configurazioni, per sterilizzare oggetti piccoli oppure per far passare sotto l’azione del vapore anche i biberon. Oggetti più grossi, come quelli che vengono a contatto con la bocca del bebè possono essere processati senza tante difficoltà.

Infatti la dimensione all’interno della campana è piuttosto grande e offre spazio a sufficienza per mettere dentro un po’ di tutto. Qui trovano comodamente posto gli accessori del tiralatte, comprese la pompa e altri oggetti di dimensioni irregolari.

Di certo entrano i sei biberon in piedi che così assicurano una buona autonomia durante tutto il giorno. Poi sulla ghiera superiore è possibile posizionare in ordine tettarelle, ciucci e altro.

Come avviene la sterilizzazione

Si inserisce l’acqua nell’apposito contenitore e così basta attendere che raggiunga la temperatura ideale per diventare vapore. C’è da ribadire che non impiega davvero 5 minuti in tutto il processo di sterilizzazione. È invece indispensabile aspettare che l’acqua all’interno raggiunga la temperatura di bollore per trasformarsi in vapore e così eliminare la carica batterica sugli oggetti.

Il vapore rappresenta il metodo più efficace per sterilizzare in casa quasi la totalità dei germi e senza impiegare sostanze potenzialmente pericolose. Infatti le alte temperature sono normalmente sufficienti per ridurne drasticamente la presenza sulla superficie degli oggetti.

Specie se i bambini non sono allattati al seno, è importante assicurare loro particolare protezione e cautela per evitare il contatto con microrganismi che il corpo non è pronto a contrastare.

 

Un’azione profonda ed efficace

A differenza di altri sterilizzatori, qui il progettista ha studiato il modo migliore per disporre i biberon. Infatti, non vengono messi con l’imboccatura verso l’alto, ma verso il basso. Questo semplice accorgimento permette al vapore di insinuarsi a fondo anche tra le parti irregolari.

Così si può contare su un’azione omogenea e completa, perfetta per assicurare il risultato più efficace. Inoltre, in questo modo è possibile limitare il deposito di acqua residua che si forma dopo la condensazione del vapore.

Visto che l’acqua non si deposita all’interno, perché scivola, il risultato finale è migliore e assicura maggiore efficacia.

 

La manutenzione dello sterilizzatore

Uno dei difetti di questi dispositivi è la formazione frequente di depositi di calcare e ossidazione. Di fatto, evaporando, l’acqua lascia la tipica patina biancastra sulle superfici. In questo caso, la placca riscaldante in metallo è l’elemento più soggetto alla formazione di depositi e incrostazioni.

Per evitare che si verifichi questo inconveniente che alla lunga può alterare il funzionamento e l’efficacia del dispositivo, si possono prendere precauzioni. Di certo è importante lavare spesso e asciugare con cura il contenitore dopo l’uso. Infatti, il calcare si deposita man mano che l’acqua finisce di evaporare e lascia a terra le sostanze non volatili come il calcio.

L’aceto è un buon alleato contro i depositi più ostinati. Può essere usato di tanto in tanto per completare la pulizia. Ma se si ha il sospetto che particelle di aceto possano continuare a permanere all’interno dello sterilizzatore alterando il sapore delle tettarelle, è possibile fare altro.

In concreto si consiglia di usare sempre l’acqua distillata, non quella potabile venduta in bottiglie. Solo così si è certi di non trasferire calcio e altre sostanze in soluzione a contatto con le superfici.

 

Estetica gradevole

Dal punto di vista dell’aspetto esteriore, lo sterilizzatore Chicco piace perché ha un aspetto sobrio e discreto. Ma conta anche su linee contemporanee e morbide che lo rendono piacevole a vedersi.

Questo che in apparenza sembra un dato secondario, è importante e non va sottovalutato. Infatti il destino dello sterilizzatore è di permanere a lungo sul piano di lavoro. Meglio sapere di contare su uno strumento che fa piacere guardare.

 

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