Viaggiare coi bebè è possibile e anche divertente, basta sapersi organizzare

Ultimo aggiornamento: 17.10.19

 

Non serve portare tutto, ma riuscire ad avere a disposizione l’essenziale per far fronte anche agli imprevisti

 

C’è chi pensa sia una follia e chi invece smette di pensarci e scopre che viaggiare con i bimbi, anche molto piccoli, è possibile. È anche una bella esperienza che aiuta a costruire bei ricordi su cui fondare l’intesa e rafforzare il legame. Sia di coppia, se si viaggia in famiglia, sia nei confronti del piccolo verso il quale si sviluppa una certa attenzione ai bisogni essenziali.

Non è la stessa cosa viaggiare per svago o per necessità. Quel che bisogna tenere a mente è anche il tipo di attenzioni da rivolgere al bebè, al netto del superfluo che appesantisce gli spostamenti. Pensare alla salute, l’igiene e l’alimentazione rappresenta lo zoccolo duro. Ma è importante essere pronti ad affrontare gli imprevisti senza farsi prendere dal panico.

 

Le necessità del bebè, in base all’età

Ogni fase di crescita del piccolo ha specifiche necessità. Osservarle con attenzione e scoprire di cosa poter fare a meno è una buona pratica da prendere in considerazione per riuscire a viaggiare con l’essenziale.

È difficile riuscire a viaggiare leggeri, la quantità di cose “indispensabili” sembra non avere fine. Eppure ci si può stupire della propria inventiva e la capacità di risolvere problemi in apparenza insormontabili. E il viaggio rappresenta spesso il miglior pretesto per allenare la propria adattabilità.

Quando si inizia a pensare a cosa mettere in valigia è una buona idea predisporre subito l’occorrente per il primo soccorso. Seguendo scrupolosamente le indicazioni del pediatra è bene tenere a portata di mano medicinali per il primo intervento, come un termometro, gli antinfiammatori, antiemetici e antistaminici. Specie se si viaggia fuori dal proprio Paese potrebbe essere difficile trovare gli stessi farmaci o il dosaggio che si è abituati a somministrare al piccolo in base alla sua età. Non avrà molto senso mettere in borsa di tutto, ma solo quello che serve per dare pronto sollievo in caso di spiacevoli malanni improvvisi.

 

 

Tutto quello che serve per la pappa

Chi allatta al seno, faccia silenzio: non conosce il calvario di dover portare con sé biberon, polveri, acqua speciale, scaldavivande e altri mille attrezzi per assicurare il pasto ogni tre ore. In base all’età del piccolo sarà indispensabile riprodurre esattamente lo stesso rituale che avviene in casa, adattandolo alle esigenze della vita nomade.

Lo stesso vale per chi ha deciso di fare autosvezzamento, taccia rispettando il sacrosanto diritto di portare per il piccolo solo pasti bilanciati e passati. Anche qui, è necessario provvedere alle esigenze del bimbo proprio come si fa a casa, con posate apposite, piattini e scaldavivande se è il caso.

Non si colpevolizzi chi avrebbe voluto resistere e invece cede al baby food. Far mangiare di tanto in tanto, o in maniera sistematica, gli omogeneizzati in barattolo non vi renderà cattivi genitori. Studiare bene il proprio percorso e le tappe che si faranno, potrebbe essere un ottimo pretesto per verificare se sia davvero necessario portare con sé lo scaldabiberon. A volte va bene anche un thermos che occupa meno spazio e non richiede d’essere collegato alla corrente. Oppure è lecito chiedere aiuto in cucina, al bar, in ristorante o in hotel.

 

La nanna è un momento speciale

I piccoli che dormono al fianco di mamma e papà possono contare su una culla ovunque vadano. Però se devono dormire soli o se bisogna adattare un letto tutto per loro, le cose cambiano. Si deve valutare se sia il caso di portare con sé il lettino da campeggio o il riduttore per lettino per usarne uno già a disposizione. Il vantaggio del primo è di poter ricreare una postazione nanna ovunque si desideri. Ma ha un ingombro e un peso complessivi che non passano del tutto inosservati.

Nel secondo caso, invece, è possibile contare su un ingombro ridotto perché si tratta a tutti gli effetti di un cuscino. Si può mettere in valigia ben piegato ed essere trasportato insieme agli altri accessori specifici per il bebè. Il suo vantaggio è che non si deve allestire una postazione speciale per la nanna ma va bene qualsiasi superficie morbida e accogliente.

Esistono modelli che si limitano a circoscrivere lo spazio disponibile per il bimbo, altri che possono essere ancorati al divano o altre superfici. Altri ancora che si usano direttamente a terra, quindi vanno bene anche in campeggio.

 

Il cambio e ricreare l’ambiente domestico

Bisogna valutare la possibilità di avere accesso a una lavatrice per poter lavare i capi sporchi, dagli abitini a tutta la biancheria. In base al tempo che si deve trascorrere lontani da casa, potrebbe servire valutare l’opzione di acquistare un modello portatile.

Ne esistono di tanti tipi, alcuni anche azionabili a mano, il loro vantaggio principale è quello di strizzare meglio che a mano i tessuti bagnati. Quanta più acqua si riesce a togliere, minori saranno i tempi d’attesa prima che siano asciutti.

In alternativa sarà possibile prevedere di lavare a mano solo i capi più sporchi e disporre tanti cambi quanti ne servono in base ai giorni di permanenza. E aggiungerne qualcuno per gli imprevisti. Non è consigliabile portare con sé anche i pannolini, infatti è facile trovarne direttamente sul posto. Mentre è bene considerare che all’estero le misure potrebbero non coincidere perfettamente con quelle cui si è abituati. Meglio valutare tenendo conto dell’altezza e del peso del bambino.

Ci sono tanti modi per portare con sé piccole dosi di creme e saponi per l’igiene quotidiana. Scartabellando il web si possono trovare tanti consigli furbi per avere di tutto ma senza l’ingombro del flacone originale.

 

 

Quel che conta è saper cogliere l’essenziale

Quando si ha a che fare per la prima volta con un bebè, il rischio è di subire la tentazione di portare con sé di più di quanto sia realmente necessario.

Non fatevene una colpa, nessuno ha il dono della divinazione e non può prevedere cosa realmente possa servire e cosa no.

Imparare dagli errori rimane sempre la migliore delle vie da percorrere per migliorare le proprie performance, come genitori e nella vita.

 

 

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