Tutti pazzi per lo lo stroller running

Ultimo aggiornamento: 21.11.19

 

I neogenitori appassionati di fitness non devono rinunciare al loro allenamento, è sufficiente dotarsi del passeggino da corsa

 

Mamme e papà appassionati di running, ma anche futuri amatori decisi a liberarvi della pancetta da quarantenne, questo è un messaggio di speranza per tutti voi. Correre con un bebè è possibile a patto di prestare attenzione a qualche accorgimento e assicurare la massima stabilità al bebè.

È l’ultima moda a Central Park, a New York, ma nulla vieta di portare anche nel Bel Paese la cultura del fitness e del benessere anche quando in casa arriva il pupo a stravolgere le abitudini. Lo stroller running in Italia è ancora poco diffuso ma esistono tante testimonianze e gruppi che permettono di trovare i migliori suggerimenti per fare la scelta giusta e trovare il passeggino adatto. Non basta che il passeggino sia leggero, dovrà anche essere da corsa. Quindi ben ammortizzato e pensato in modo da non trasferire asperità del percorso al piccolo passeggero.

 

Correre insieme al proprio bimbo, in passeggino

Siamo abituati al ritornello che con l’arrivo del primo figlio si deve vendere la moto per passare alla station wagon. Così quasi quasi si dà per scontato che tutte le abitudini che si avevano prima di essere genitore debbano essere abbandonate.

Invece non la pensa così chi è un runner, amatoriale o atleta di un certo livello. Arrivare a un certo livello di prestazione fisica richiede una grande dedizione e sforzo, fa star bene e offre il miglior pretesto per prendersi cura di sé e della propria salute. Va da sé che buttare alle ortiche tanto sacrificio e preparazione atletica, per molti, è proprio fuori discussione.

Così il mercato si è presto popolato di una tipologia di passeggini speciali pensati in maniera particolare per essere usati a velocità sostenuta. Lo portano soprattutto le mamme ma anche i papà sono orgogliosi e decisi a farsi vedere mentre spingono il passeggino sbuffando e sudando all’ennesimo chilometro raggiunto.

È risaputo che l’esempio pratico è l’unico vero insegnamento che i genitori trasmettono ai propri figli. Quindi agire in maniera coerente con le proprie parole è l’unico accorgimento da seguire se si vuole avere un impatto determinante nell’educazione del proprio pargolo. Per trasmettere l’amore per lo sport e l’attività all’aria aperta non c’è altro da fare che allenarsi con il piccolo. Anche portarlo alle gare.

 

 

Una pratica molto più diffusa di quanto si immagini

Anche se sembra di parlare di un fenomeno di nicchia, questa tendenza di allenarsi insieme al piccolo è molto più diffusa di quanto si pensi. Si tratta di una pratica da svolgere prestando grande attenzione alle caratteristiche del percorso, climatiche e soprattutto dello sviluppo del bimbo. Ma una volta padroneggiati gli elementi chiave, non ci sono ostacoli oggettivi a introdurre il piccolo nella routine d’allenamento quotidiana.

In Italia ancora si fatica a inserire questa pratica all’interno di strutture ufficiali piuttosto rigide e articolate. È del 2017 la notizia della squalifica di un corridore alla Mezza Maratona di Cagliari da parte della federazione FIDAL. Eppure negli eventi che non costituiscono competizioni ufficiali e che sono gestite a livello amatoriale, la presenza degli stroller runner è meno sporadica che un tempo.

Per sensibilizzare la popolazione verso questo fenomeno in alcune città si organizzano eventi dedicati in maniera specifica alla corsa insieme al proprio pargolo.

 

Quali precauzioni prendere per la sicurezza propria e del bimbo

Correre in maniera agonistica o per mantenersi in forma richiede accorgimenti specifici, quando si fa da soli e ancora di più se si fa in coppia. Il bebè troppo piccolo, per esempio, non dovrebbe essere coinvolto nella corsa dell’adulto per via della sua conformazione fisica. L’incapacità di sorreggere il peso della propria testa lo rende più vulnerabile in caso di scossoni, cambi di direzione, curve.

Oltre a scegliere un passeggino ben ammortizzato è indispensabile assicurarsi che il piccolo sia fisicamente in grado di reggere bene l’emozione della corsa ad alta velocità. In una prima fase tra i nove mesi e l’anno compiuto si può suggerire di andare a correre quando il piccolo ha appena mangiato, è sazio e sta per cedere al sonno. Fare una corsa a velocità media o sostenuta, avvolto in un caldo abbraccio di coperte e cappottino concilia il riposo a meraviglia.

Quando il bimbo cresce, quindi superato il primo anno di vita, si può andare a correre insieme scegliendo il momento adatto perché il piccolo sia partecipe. È il modo migliore per trasferire al piccolo tutto il piacere che prova il genitore nello svolgere l’attività sportiva. E poi, piano piano, l’importanza della costanza, della cura di sé, la dedizione e anche la capacità di trovare soluzioni creative ai problemi di tutti i giorni.

 

 

Scegliere il giusto passeggino leggero e da corsa

La scelta del passeggino non deve essere lasciata al caso. L’ammortizzazione dei colpi è l’elemento cruciale per garantire incolumità al piccolo e stabilità della struttura. Per esempio, le ruote molto piccole che si trovano nei passeggini leggeri più snelli non sono adatte a sopportare i grossi sobbalzi, i cambiamenti di direzione e lo stress dell’attività sportiva.

È importante tenere a mente che il passeggino è già sottoposto al forte carico del movimento ad alta velocità e in più sopporta il peso del bambino, via via crescente. È indispensabile contare su una struttura ergonomica e in grado di garantire le migliori performance.

Thule propone una serie di passeggini pensati esclusivamente per i genitori runner che vogliono condividere le proprie passioni coi piccoli prima possibile. Non sono di certo passeggini compatti, ma sono leggeri, stabili e solidi in modo da assicurare bene le ruote a terra in ogni condizione.

Grande attenzione bisogna riservarla anche alla scelta del percorso e dell’orario dell’attività sportiva. Non è affatto consigliato correre in mezzo al traffico, né a un adulto né al suo piccolo. Meglio scegliere parchi o strade poco trafficate e con percorsi facilmente percorribili.

Non c’è da spaventarsi se il tempo non è perfetto, se il piccolo è ben coperto è possibile anche uscire presto in pieno inverno. Meglio evitare le ore di caldo intense e il freddo troppo rigido.

 

 

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