Stai per diventare papà. Niente panico, ecco qual è il piano

Ultimo aggiornamento: 13.11.19

 

Una lista semiseria di tutto quello che c’è da fare per affrontare le sfide che la gravidanza mette di fronte ai futuri papà

 

A seconda della data che figura sulla tua carta d’identità è possibile che tu abbia ricevuto o meno lezioni di educazione sessuale già a scuola. Ma è vero anche che gli studenti di ginecologia rimangono ugualmente spiazzati di fronte alla verità implacabile della seconda spunta sul test di gravidanza e le Beta-hCG in rapida ascesa nelle analisi del sangue.

Congratulazioni, stai per diventare papà. Per la prima volta, of course. Dopo sarà tutto più facile, o quasi. Ecco come sopravvivere al tornado emotivo che sta per travolgerti come un treno in piena faccia.

 

Fai un respiro, e sappi di non essere l’unico sulla terra

No, non è necessario vendere la moto o permutarla con una station wagon. Non è nemmeno la fine dei giorni lieti di spensieratezza e a letto fino a tard… sì, quelli sono finiti per sempre, ma non è questo il punto.

Non sei solo nell’universo. Non è toccata solo a te la sventura di doverti confrontare con pannolini sporchi, bimbi urlanti e mogli in preda a crisi ormonali. È capitato a tutti sin dalla notte dei tempi. Oggi in maniera più strutturata e civilizzata anche l’uomo prende parte a questa avventura e si imbarca nella rocambolesca giostra delle visite dal ginecologo, le ecografie, la scelta dei vestini ini ini, la culla, il lettino, il passeggino.

E sopravviverai così come hanno fatto, prima di te, i padri dei padri, amen.

 

 

Non perderti le ecografie, sono la prova che è tutto reale

Oltre a essere un potente mezzo di oggettivazione della realtà, ti dicono che no, tua moglie non è una visionaria, non è vittima di una gravidanza isterica, c’è un cosetto tutto tuo là dentro che si muove e cresce alla velocità della luce. Ebbene, sono anche tremendamente commoventi.

Sì, nove su dieci il papà capisce di essere davvero papà quando intravede il fagiolino dotato di micro braccine, gambette, testolina, che se la spassa a mollo dentro la propria compagna. È fatta, è tutto vero e sta succedendo. Proprio a te. Complimenti, non potrebbe andarti meglio di così.

 

Fai la lista della spesa e preparati a bomba

Ora che hai messo a fuoco l’entità della situazione fai i conti con un altro dei miti sulla gravidanza. Non dura nove mesi. O almeno non si ha a disposizione tutto questo tempo per poter pianificare quel che serve. Se va bene ci si accorge del primo ritardo, giustappunto, dopo un mese. Il calcolo del tempo si farà in settimane e mentre con le dita tieni il conto di quanti mesi corrispondano a 12 settimane sei già catapultato verso il corso preparto e in quattro e quattr’otto c’è da aprire il mutuo per comprare tutto quello che serve.

 

E che non userete. Ma questa è un’altra storia.

Quel che dovrai fare sarà imparare a menadito foggia e misure dei fondamentali: la culla, il fasciatoio e un buon passeggino trio. Forse non sentirai i calci della creatura nella pancia, ma dominerai i segreti ingegneristici che rendono le ruote più ammortizzate e piroettanti.

 

Sviscera i gangli della burocrazia

Ognuno sa su quale budget contare, ma poter risparmiare denaro non dispiace mai a nessuno. Ottenere sgravi fiscali, bonus e permessi a lavoro potrebbe non essere così semplice come si immagina. Anche registrare il pupo una volta nato dovrà seguire una procedura speciale, di solito buona parte delle pratiche si svolge direttamente in ospedale. Ma una visita ai siti strategici, dall’Agenzia delle Entrate all’Inps, passando per una visita ai patronati non può che aiutare a farsi un’idea su tutto quel che c’è da fare.

La richiesta del pediatra va fatta con una certa attenzione, sarà la figura di riferimento cui chiedere consigli e supporto nelle fasi iniziali, le più critiche, a contatto con il pargolo. Meglio sceglierne qualcuno con cui sentirsi a proprio agio e sperare che abbia posto.

 

I vestitini e i millemila bottoni non devono essere un ostacolo

Ci sono uomini, nati prima della metà del secolo scorso che del non aver mai cambiato un pannolino in vita loro fanno un vanto. Oggi la faccenda è un po’ cambiata, anche la tua compagna porta a casa la pagnotta, e ti toccherà dominare i segreti cosmici delle linguette che si fissano in vita, ma senza soffocare il pupo.

Anche i vestiti possono rappresentare un grave scoglio e potresti pensarti in netto svantaggio per il fatto di non aver giocato con le bambole quando tutto era più facile e si potevano mangiare anche le fragole. Con lo slancio del centometrista riuscirai a recuperare il gap e comprendere il senso che si cela dietro le miriadi di bottoncini sparsi a un po’ casaccio lungo body o pagliaccetto.

 

Fai palestra, ti servirà

Appena nato un bebè pesa circa 3,5 chili. Potresti pensare che, tutto sommato, si tratta di un peso sostenibile. Peccato che aumenta vertiginosamente di settimana in settimana e a questo devi aggiungere quello dell’ovetto, del seggiolino, del borsone per il cambio, più varie ed eventuali che graveranno sulle tue possenti spalle del pater familias.

Non c’hai i pettorali, i bicipiti prorompenti? Corri in palestra, approfitta ora che un po’ di tempo ancora ce l’hai. Poi non rinnovare l’abbonamento, sarebbe uno spreco di denaro.

 

 

In sala parto il papà può fare la differenza

Dimentica i racconti pulp di chi c’è già passato, e non sentirti escluso a priori dal momento clou solo perché non sei tu quello dotato di vagina. Non lo rimpiangerai, ma potrai comunque essere d’aiuto.

Cerca di pensare a cosa serve alla tua compagna per rendere più sostenibile questo momento così delicato, non lasciarti intimorire dal repentino cambiamento umorale che la renderà simile alla ragazzina posseduta nel famoso film degli anni ’70, non sarà necessario chiamare un esorcista. Non chiederle nemmeno dove ha imparato quel linguaggio forbito che al confronto il proverbiale lavoratore portuale potrebbe impallidire per l’imbarazzo.

Con la determinazione di chi lotta per salvarsi la vita, fai appello a tutta la tua sanità mentale e ricorda i consigli dell’ostetrica durante il corso preparto. Massaggia la schiena della tua compagna, aiutala ad assumere la posizione che ritiene migliore per accompagnare le spinte. Le contrazioni non sono una passeggiata e ringrazia che non stia toccando a te. Mantieni saldi i nervi. E, per carità, non svenire.

 

 

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