Riduttore per lettino, mai più senza… solo per pochi mesi

Ultimo aggiornamento: 24.06.19

 

È reale il rischio di restare travolti dalla valanga di spese da sostenere per prendersi cura del bebè appena nato. Specie quando si diventa genitori per la prima volta in famiglia dopo tanti anni d’assenza di bebè. Si deve provvedere a tutto per rendere accogliente l’ambiente domestico. E quanto più ci si sente impreparati all’evento maggiore è la possibilità di sviluppare il bisogno di acquistare in maniera compulsiva ogni genere di accessorio.

Ci si scontrerà presto con la dura realtà, in cui il piccolo dimostrerà a viva forza di non apprezzare certe soluzioni preferendone altre (di solito le braccia dei genitori sono il miglior riduttore per i piccoli appena atterrati sulla terra). Oppure gli stessi genitori scopriranno di poter fare a meno di tanti gadget e di poter contare sul proprio istinto.

 

Tante spese da affrontare per l’arrivo del bebè

Tra montagne di vestitini, che se va bene saranno indossati una volta, e pretenziosi gadget analogici o hi-tech, che dovrebbero rendere più leggero il carico di fatica e stress dei neogenitori, c’è davvero da perdere la testa. E anche una buona fetta di risparmi.

Ci sono alcune esigenze di base cui occorre dare risposta e che si trasformano e variano velocemente man mano che il piccolo cresce. L’igiene, l’alimentazione, il vestiario, le condizioni ottimali per il riposo sono la base della cura del bebè.

All’interno di queste macroaree il mercato è riuscito a segmentare e diversificare la propria offerta, proponendo qualsiasi gadget. A volte si rischia di ammattire, pensando di dover utilizzare tutto quello che viene proposto. In realtà è sufficiente sapere che ogni famiglia ha le proprie esigenze e si trova bene con alcuni strumenti e non altri.

Nessuno verrà multato o accusato di non essere un buon genitore se deciderà di non usare il passeggino, la culla o il baby monitor. Quel che conta è saper scegliere per rendere davvero meno gravoso il compito di accudimento.

Non è per niente facile trovare l’equilibrio tra le esigenze del bebè e quelle dell’adulto che se ne occupa. Spesso capita di sentirsi sopraffatti dalla stanchezza, dal senso di inadeguatezza e dalla frustrazioni. Sentimenti negativi che spesso destabilizzano i genitori che sentono tutto il peso della contraddizione tra la stanchezza eccessiva e l’amore smodato per il figlio.

Pensare che circondarsi di oggetti possa colmare il senso di inadeguatezza è spesso una naturale conseguenza delle nostre scelte di consumo. Non è facile mantenere saldo il timone fino al compimento del primo anno, o dell’ingresso alla scuola dell’infanzia!

 

 

La soluzione che trasforma in letto ogni superficie

Però è importante valutare se un gadget è in grado di semplificare il lavoro dei genitori o di chi si prende cura del bebè. Nel caso del riduttore per la culla si deve tenere a mente che non verrà usato più di sei mesi, poco più se è si tratta di un modello che si può aprire ai lati.

Infatti il suo compito è quello di contenere lo spazio che il bebè ha a disposizione su una superficie piana per sentirsi più raccolto e protetto.

È un buon modo per evitare l’acquisto della culla e permette di usare il lettino di dimensioni standard da subito. Quest’ultimo si usa di solito fino a 2 o 3 anni ma non è il più adatto ad accogliere il neonato che potrebbe rigirarsi nel lettino e andare a sbattere contro le sbarre di legno.

Il riduttore si può usare su ogni superficie, meglio se dotato di fondo rigido e in grado di essere ancorato. Quindi sul pavimento, sul divano o in vacanza, è più semplice ritagliare un angolino pulito e raccolto per far dormire il bebè senza perderlo di vista.

 

Per facilitare il co-sleeping

Un nuovo riduttore per lettino si usa anche per trasformare il lettone in un giaciglio sicuro. Lo sceglie chi preferisce tenere al proprio fianco il bebè per accudirlo più facilmente quando è il momento dell’allattamento notturno.

Questa è la soluzione ottimale per chi non si sente perfettamente sicuro di poter controllare i propri movimenti durante il sonno. È la soluzione che si raccomanda di usare a chi è in sovrappeso e non deve rischiare di far del male al bebè se dorme nello stesso letto.

Una barriera fisica prima del corpo del bebè è sufficiente per proteggerlo e rendere possibile condividere il letto.

 

Tanti modelli in commercio

In vendita si trovano tanti modelli, ognuno in grado di rispondere a esigenze specifiche d’uso. In base al contesto in cui verranno impiegati, è possibile scegliere tra soluzioni diverse. Per esempio, si può optare per il tipo che ricrea un piccolo lettino all’interno del letto, quindi con sponde realizzate in tessuto imbottito e di solito legate tra loro con dei laccetti.

Quei modelli che vogliono ricreare il nido, invece, hanno forma di salsicciotti e si adattano alla forma del bebè ricreando uno spazio accogliente e contenitivo.

I supporti dotati di fondo rigido e a volte di maniglie permettono di spostare il bebè da un posto all’altro senza svegliarlo e per allontanarlo da rumori o troppa luce che potrebbero disturbare il sonno. Spesso i modelli in tessuto sono fatti in modo da poter essere regolati e quindi seguono la crescita del bimbo adattandosi alle forme che cambiano in fretta. Possono essere usati come riduttori o come cuscini con l’andare del tempo.

 

 

Quando non serve più

Verrà presto il momento di disfarsi degli oggetti non più utili e di dedicarsi a quelli che permettono di dare risposta a nuove esigenze del bambino.

Gli oggetti usati per i neonati non dovrebbero mai finire in discarica, a meno di essere irreparabili o di essere diventati pericolosi. La migliore idea è conservarli fino a quando saranno usati dai fratellini oppure dagli altri bimbi che arrivano in famiglia o a casa degli amici.

Anche rivendere rappresenta una buona idea. Si tratta di valutare attentamente i canali più adeguati per rimettere in circolo oggetti usati solo per pochi mesi. In questo modo il costo reale sostenuto per servirsi di un determinato gadget si riduce drasticamente, rendendolo meno proibitivo.

 

 

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