Portare o trasportare? Vantaggi e svantaggi di marsupio, fascia e passeggino

Ultimo aggiornamento: 17.10.19

 

Il bebè non cammina, e non lo farà probabilmente per un anno e oltre, come fare allora a portarlo in giro senza stancarsi troppo?

 

Ci sono tanti sistemi per portare a spasso un bebè che ha bisogno di vedere il mondo intorno a sé anche se ancora non cammina. Infatti è possibile scegliere tra tante soluzioni proprio perché è importante che il piccolo entri in contatto con il mondo che lo circonda perché è ricco di stimoli e opportunità per imparare.

Non è il caso di tenerlo chiuso in casa per paura che possa ammalarsi. Invece è importante offrigli la possibilità di confrontarsi con realtà esterne alla casa, compresi i virus e i batteri dai quali il suo sistema immunitario imparerà presto a difendersi. Per riuscire nell’impresa da sempre si usano degli accessori che permettono ai genitori di non stancarsi eccessivamente e di riuscire a svolgere altre attività mentre si va a spasso col pupo. Oggi i mezzi più comunemente usati sono tre: il passeggino, il marsupio e la fascia.

 

Marsupio

Chi sceglie di avere il piccolo sempre a contatto e quindi non delegare a una portantina il compito di trasportare il pupo ha a disposizione la fascia oppure il marsupio.

Non basta acquistare un marsupio per neonati (ecco i migliori modelli) economico per dire di aver risolto la questione su come portare a spasso il bebè. È importante valutare con attenzione le diverse soluzioni e studiarle una per una fino a trovare quella che suona sulle proprie corde.

Questo accessorio per il portare è semistrutturato o strutturato, quindi in grado di offrire una seduta più o meno comoda al piccolo ma contando su un sistema di cinture e lacci che aiutano a fissare il piccolo al proprio corpo.

 

 

Ha una forma presagomata, pensata per ospitare il corpo del bebè sulla schiena oppure sul davanti. Le parti a contatto sono di solito imbottite, in modo da non gravare troppo sulle spalle del genitore e di sostenere il più possibile il corpo del bebè. In particolare la testa è la parte che viene più protetta con il marsupio. Ha il vantaggio di essere particolarmente facile da indossare. Si inforca come fosse uno zaino vero e proprio e il bebè si infila successivamente nell’incavo pensato per ospitarlo. Molto spesso è un gioco da ragazzi e si fa con pochi e semplici gesti che convincono chi ama il senso della praticità.

Ha lo svantaggio di essere spesso non ergonomico. Anche quando il produttore dichiara il contrario. I campanelli d’allarme sono di solito due: la forma della seduta e la posizione che assume il bebè all’interno del marsupio. Se il cavallo del marsupio è troppo stretto, costringe il piccolo a stare in una posizione molto scorretta. Non distribuisce il peso sul culetto, appende il piccolo per i genitali e lascia che le gambe penzolino ai lati. Una posizione davvero fastidiosa. Le gambe del bebè, invece, devono stare rannicchiate e le ginocchia superare la linea dell’ombelico.

Un altro guaio del marsupio è che si incita a tenere il piccolo nella posizione fronte mondo. Del resto il bebè mostra presto di gradirla perché ha una visione privilegiata del mondo di fronte a sé e può afferrare tutto quello che gli passa a tiro. Peccato che in questa posizione la sua schiena assuma una postura gravemente scorretta.

 

Fascia

Può essere elastica o rigida. Di solito misura 5 metri e questi possono non essere sempre sufficienti ad avvolgere il corpo di mamma e bebè, specie se chi porta non è perfettamente in linea e ha messo su qualche chilo. Infatti la particolarità della fascia è proprio quella di dover essere avvolta più volte intorno al corpo dell’adulto, per poi ricreare una sacca che ospita il bebè.

Se ben fatta, una legatura è in grado di restituire emozioni molto piacevoli tanto a chi porta come a chi è portato. Si tratta di una particolare sensazione di compenetrazione che consente di avvolgere il piccolo così stretto da farlo tornare a essere parte integrante del corpo con cui è a contatto. Infatti, una buona legatura non lascia spazi tra il corpo di chi porta e di chi è portato. Si tratta di una regola importante da non trascurare per essere certi che il neonato stia assumendo la posizione corretta.

La differenza principale tra fascia rigida ed elastica sta nel tessuto usato per la loro realizzazione, anche la capacità massima che riesce a sostenerne una non è la stessa dell’altra. La rigida si può usare da subito e segue la crescita del bimbo per anni a venire. Quella elastica è comoda da indossare, diventa una seconda t-shirt sempre addosso a chi porta ma non regge oltre i nove chili del pupo.

Ha lo svantaggio di essere un po’ troppo avvolgente, specie nelle giornate calde non importa che si scelga una fascia in tessuto leggero, che sia rigida o elastica, il caldo potrebbe rendere difficile usarla. Si finisce con sudare copiosamente per via della stretta aderenza dei due corpi.

 

 

Passeggino

Il passeggino non serve a portare, ma a trasportare. Quindi si delega a un altro mezzo il compito di sorreggere il peso del bebè. Considerando che questo progressivamente cresce, aiuta pensare di delegare a qualcos’altro questo grave incarico. Sul passeggino c’è poco da aggiungere a quanto è già stato abbondantemente detto e scritto. Ma per quanto riguarda la nostra rassegna tra gli strumenti per rendere piacevoli le passeggiate col bebè ci sono un paio di elementi cui prestare attenzione.

In primo luogo il passeggino che di solito si acquista per primo è il trio. Un modello che ha una sola struttura di base e accessori intercambiabili per seguire lo sviluppo del piccolo.

Man mano che il bimbo cresce si alternano gli strumenti per portarlo in auto oppure a spasso seduto. Ma non bisogna sottovalutare il fatto che il trio difficilmente viene usato per più di un anno. Dopo, il crescente peso del bambino e la sua maggiore voglia di esplorare, possono rendere desueto il modello trio. Poi ci si concentra verso modelli più leggeri e facili da aprire con una sola mano. Da qui ha inizio una vera e propria caccia al passeggino più easy e funzionale. 

 

 

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