Obbligo dispositivi antiabbandono: gli incentivi

Ultimo aggiornamento: 22.05.19

 

La Direzione Generale della Motorizzazione del Mit, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha appena varato il decreto attuativo della norma riguardante la sicurezza in auto dei bambini. Sono state quindi diramate le direttive che stabiliscono i criteri di compatibilità dei dispositivi antiabbandono, consentendo alle aziende di lanciare sul mercato i prodotti compatibili con i requisiti di legge.

L’Italia è la prima nazione in Europa a muoversi in questo senso, quindi la norma è stata recepita in sede europea ed è stata approvata. Ma questo non implica l’obbligo di adeguamento ai criteri nazionali da parte dei residenti all’estero in viaggio sulle strade italiane. Ora sono stati determinati i criteri di compatibilità dei dispositivi da integrare ai seggiolini e dei seggiolini con segnalatore integrato. Quindi è possibile scegliere quei modelli che rappresentano una buona soluzione per i passeggeri e per gli adulti che devono accompagnarli senza rischiare multe, anche piuttosto salate.

D’altro canto, la finanziaria 2019 appena varata ha messo a bilancio due milioni di euro scaglionati in due anni per agevolare le famiglie nell’acquisto dei dispositivi.

 

La legge approvata da camera e bilancio è entrata in finanziaria 2019

La legge è stata approvata già a settembre 2018 con l’intento di velocizzare il più possibile l’iter normativo fino alla sua applicazione. I tempi non possono essere più rapidi di un anno, infatti la norma dispone di periodi finestra nei quali le aziende possono dotare la loro offerta di articoli compatibili con i requisiti di legge.

Il decreto attuativo a corredo della norma è stato varato a fine gennaio 2019. Adesso è al vaglio della commissione europea che ne valuta la conformità e l’attuabilità. Quel che conta però è che le imprese hanno a disposizione un tempo sufficiente per dotare i propri seggiolini della tecnologia adeguata.

I criteri tecnici, di fabbricazione e funzionali sono stati definiti nel decreto. Qui si considerano validi tanto i seggiolini dotati in origine di sistema antiabbandono quanto i dispositivi da collegare a seggiolini di vecchia generazione.

La notizia è molto importante perché libera le famiglie dall’obbligo di acquistare nuovi seggiolini per rendere sicuro e a norma ogni veicolo. È fondamentale sottolineare che la Finanziaria 2019 ha messo a bilancio il finanziamento di 2 milioni di euro da scaglionare in due anni per sostenere la spesa necessaria.

Non sono stati ancora resi noti i criteri di accesso a questi fondi, ma si sa che si tratterà di uno sgravio fiscale. Quindi di un importo da dedurre in fase di dichiarazione dei redditi già nel 2019.

 

 

Cosa cambia rispetto all’attuale normativa

La legge in fatto di sicurezza dei minori su strada è già stata implementata da tempo in tutta Europa. I seggiolini auto servono a rendere sicura la dotazione delle cinture dell’auto che non sono omologate per gli individui al di sotto dei 36 chili e 150 cm di altezza.

L’Italia aggiunge un elemento importante volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della sicurezza in auto per i più piccoli. Di per sé, i dati sull’abbandono dei minori in auto è piuttosto basso per quanto toccante sia venire a conoscenza di ognuno di questi episodi.

Quel che conta è fare in modo di assicurare la giusta protezione in auto ai bambini, soggetti più sensibili ed esposti al rischio maggiore in caso di incidente.

Non è un caso che la nuova norma si rifaccia direttamente ai criteri sanzionatori già previsti in caso di mancato uso delle cinture di sicurezza, per gli adulti, o dei seggiolini per i bambini al di sotto di determinate caratteristiche fisiche.

Quindi le sanzioni sono identiche: la decurtazione dei cinque punti della patente. Insieme alla multa che va da 81 a 326 euro e la possibilità della sospensione della patente da 15 giorni a due mesi in caso di recidiva nel corso di due anni.

 

L’obbligo valido sui passeggeri d’età inferiore a 4 anni

La legge prevede l’obbligo dell’uso dei dispositivi che mandano un segnale d’allerta al conducente dell’auto o a persone nella cerchia familiare per ogni bambino d’età compresa fino ai 4 anni.

La cifra non è casuale, si tratta del momento in cui maggiore è la dipendenza del bambino dal genitore e la sua necessità di dover contare sull’attenzione dell’adulto per la sua salvaguardia. Del resto è possibile già utilizzare app che aiutano il conducente a tenere le fila di tutti gli impegni quotidiani e non soffrire di quella che viene definita amnesia selettiva. Un fenomeno raro ma non di difficile comprensione in cui il cervello perde il contatto con la realtà per pochi istanti, che possono rivelarsi fatali.

La scelta di affidare a un dispositivo elettronico la lista degli impegni, compreso quello di portare i figli al nido senza dimenticarli in macchina, non dovrebbe farci pensare a una resa incondizionata della nostra società alle macchine. Quanto piuttosto, potrebbe farci riflettere sulla difficoltà che una famiglia media è costretta a sopportare per riuscire a compiere tutto quello che la nostra collettività richiede. Mantenere ritmi lavorativi intensi e pari a quelli della vita senza figli può essere un’esperienza molto faticosa.

 

Perché serve un dispositivo in auto

È stato provato che la mente sottoposta a un intenso stress e un carico emotivo e fisico molto forte può rispondere con episodi di blackout. Dei momenti, istanti fatali, in cui si libera di parte del proprio carico semplicemente dimenticandosene.

Non si tratta di giudicare l’intensità dell’amore dei genitori, né di far fatica a immaginare il dolore che segna una famiglia di fronte a una perdita così grave. Quello che avviene è semplicemente al di sopra delle capacità umane di tollerare lo stress e la fatica, mentale e fisica.

Notti insonni, grande esigenza di attenzioni, società sempre meno interconnesse in cui le famiglie non hanno aiuti esterni cui attingere per ricaricare le energie. Questo mix di elementi in cui molti genitori si possono riconoscere facilmente, può causare il fenomeno noto anche come amnesia selettiva. Un incidente fatale che, al pari di tutti i pericoli che hanno segnato l’infanzia di tutti gli individui, può determinare le possibilità di sopravvivenza. Contare su un aiuto elettronico, in mancanza di disporre di risorse in carne e ossa cui fare riferimento, può rappresentare un elemento di maggiore tutela e sicurezza.

 

 

Quale dispositivo si può installare

La norma è stata piuttosto vaga in un primo tempo riguardo il tipo di dispositivo da utilizzare in auto. quello che adesso sembra affermarsi con certezza è la possibilità di usare sia seggiolini dotati di sistema di segnalazione integrato, che di dispositivi da installare ai seggiolini di cui si è già in possesso.

La differenza è sostanziale. Un semplice dispositivo che funziona con segnale Bluetooth o come app si collega al seggiolino e non obbliga a dismettere quello già in possesso. Il suo costo si aggira intorno ai 10 euro e si tratta di una buona soluzione per completare la dotazione minima dell’auto così come prevede la legge.

Variano i prezzi per i seggiolini (ecco i migliori modelli) che già dispongono del sistema di rilevamento della presenza del bimbo a bordo del veicolo chiuso, quando il conducente si allontana. Anche qui la discriminante come già avviene per i prodotti attualmente in commercio dipende dalla qualità dei seggiolini, gli elementi aggiuntivi che determinano maggiore sicurezza in auto in caso di incidente.

 

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