L’insonnia che accompagna la gravidanza dipende da alcuni fattori controllabili

Ultimo aggiornamento: 13.11.19

 

Ci sono degli accorgimenti che possono migliorare molto la qualità del riposo man mano che la pancia cresce

 

A volte c’è poco da fare, non si riesce a chiudere occhio o si viene svegliati di soprassalto spesso e volentieri. Eppure si può fare qualcosa per intervenire in caso si soffra di insonnia durante la gravidanza. Quel che conta è riuscire a identificare le cause e attuare strategie mirate per migliorare la qualità del riposo.

Non è consigliabile arrivare stremate al momento del parto, ma potrebbe succedere di essere particolarmente stanche e spossate dopo tanta attesa. Alcuni rimedi e soluzioni facili da attuare possono aiutare a vivere a pieno questo bel momento della fisiologia femminile.

Ascoltare i propri dubbi, le incertezze, i disturbi del corpo è un buon modo per capire come intervenire in maniera serena e consapevole.

Ci siamo passate tutte e quindi a qualcuna sarà già venuta un’idea brillante per risolvere i contrattempi quotidiani legati alla gravidanza, basta chiedere.

 

Le cause ormonali che rendono difficile il sonno

Il disturbo del sonno può dipendere da diversi fattori. Ci si trova a dover fronteggiare improvvisi e radicali cambiamenti ormonali che non si immaginava poter vivere fino al momento di scoprire di essere in due a bordo. La migliore strategia è lasciarsi trasportare dalla corrente delle grandi rivoluzioni e cercare di non opporre resistenza. Spesso questo è più facile a dirsi che a farsi e capire di essere la causa delle proprie sofferenze può non essere sempre così facile.

Per esempio, è noto che gli stravolgimenti ormonali provocano disturbi legati alla cattiva digestione. Alcune ricerche sostengono persino che la nausea gravidica sia il segnale che tutto stia filando per il meglio. Eppure a nessuno piace doversi confrontare con disturbi così invalidanti come l’impossibilità di bere o mangiare. Presto si scopre che la nausea dovuta agli stravolgimenti degli equilibri fisiologici è finita da un pezzo e che ad alimentarla sono le preoccupazioni che si generano man mano che la gravidanza procede ricca di incognite.

La digestione può essere resa difficile anche dalla diminuzione dello spazio disponibile per lo stomaco. Man mano che il feto cresce è necessario cambiare le proprie abitudini alimentari prediligendo pasti brevi ma frequenti. In questo modo si evita di sovraccaricare l’apparato digerente ora che le sue funzioni sono sottodimensionate.

 

 

Crampi e difficoltà a trovare la giusta posizione

I crampi sono frequenti durante la gravidanza e sono dei chiari segnali di una carenza di nutrienti che viene segnalata dal corpo con i caratteristici dolori muscolari. Sono un chiaro segnale che è arrivato il momento di migliorare la propria alimentazione riequilibrando i livelli di potassio per dare forza ai muscoli.

Banane, kiwi, pomodori, sono tanti gli alimenti che aiutano a ricostituire il livello normale di nutrienti necessari. Ma è bene fare attenzione a seguire una dieta varia e sana per aiutare il corpo che consuma tante risorse a garantire il corretto sviluppo del feto nella placenta.

Attenzione però, mangiare bene non vuol dire tanto. Le quantità possono restare invariate ma la varietà deve essere quanto più possibile ricca e bilanciata. Inoltre pare ormai assodato, quanti più alimenti di diverso tipo assume la mamma in gravidanza, maggiori saranno le possibilità che il piccolo le possa riconoscere come utili durante lo svezzamento.

Un altro degli ostacoli che rende difficile riuscire a riposare con serenità dipende tutto dalla difficoltà di trovare la posizione giusta. Il pancione pesa e schiaccia gli organi interni che ancora non si sono spostati altrove, mentre lo stomaco è finito dritto sotto lo sterno e il fegato è migrato verso nuovi lidi finora inesplorati.

Le gambe sono appesantite dalla cattiva circolazione perché la placenta preme sulla zona inguinale dove passa il più grosso vaso sanguigno. Insomma, dormire comodamente in alcuni casi diventa proprio un’impresa. In questo caso è sufficiente usare un cuscino per gravidanza economico dalla forma allungata per reggere la schiena affaticata dall’improvviso aumento del peso corporeo, le gambe gonfie e il pancione straripante.

 

Le preoccupazioni non aiutano e vanno messe alla porta

Se non ci si è mai dedicati alla meditazione, probabilmente la gravidanza non è il momento ideale per iniziare a praticare questa disciplina molto rilassante. Eppure i corsi di yoga per gravide sono tra i più seguiti ogni anno e tante dichiarano di trarre grandi benefici da questo tipo di attività. La ragione sta tutta nell’allenamento progressivo e costante di mettere al centro dei propri pensieri il ritmo cadenzato del battito cardiaco e del respiro, lasciando andare i pensieri che invece si fanno opprimenti e affannosi.

Respirare con calma non aiuta solo a mantenere la concentrazione tra una doglia e l’altra. Aiuta a far abbassare la tensione nervosa, riduce lo stress, aumenta la capacità di sopportazione delle incertezze. Insomma, se a non farvi dormire sono i pensieri di tutto quello che potrebbe andare storto allora il vero problema risiede tutto nell’ansia che state covando ogni giorno con sempre maggiore costanza.

Allontanarla serve a rendere meno gravoso il percorso verso la nascita. Ma non è detto che per sbarazzarsene bisogna negare le proprie preoccupazioni, basta riconoscerle, dare loro un nome e risolverle vivendo il momento presente senza proiettarsi nel futuro immaginario.

 

 

L’importanza di calmare il bebè anche dentro la pancia

A seconda della posizione della placenta la sensibilità delle donne cambia. C’è chi sente anche il minimo singhiozzo, sì i piccoli hanno il singhiozzo immersi nel liquido amniotico. E c’è invece chi sente poco i movimenti e passa la gravidanza a cercare di controllare il battito cardiaco del feto che cresce in loro.

A volte tanta sensibilità può rivelarsi problematica per le mamme che non riescono a prendere sonno. Calmare i bebè già dentro la pancia è un buon esercizio. Per esempio si può leggere una fiaba a voce alta, o cantare una ninna nanna. Per quanto possa sembrarvi strana questa pratica, è dimostrato che il piccolo sente le voci e riconosce i timbri già dentro il sacco amniotico. Questi gli serviranno poi per riconoscere la voce della mamma e ritrovarla una volta proiettati nel mondo lì fuori.

 

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...