Le banche del latte sono un’eccellenza tutta italiana

Ultimo aggiornamento: 17.09.19

 

Conservare il latte materno per darlo ai neonati prematuri che ne hanno grande bisogno è un gesto d’amore e di grande solidarietà

 

Sono centri di raccolta del latte materno e servono per alimentare i bambini in terapia intensiva, specie quelli nati pretermine. Le BLUD, o banche del latte umano donato, sono veri e propri santuari della solidarietà tra mamme.

Madri che allattano al seno hanno spesso la possibilità di donare anche parte del latte prodotto e non privare il figlio dei nutrienti necessari al suo sviluppo. Semplicemente perché la fisiologia del seno prevede che possa produrre latte in base a quanto ne richieda il bebè. In questo caso insieme al tiralatte.

Un’attenta operazione di raccolta e di stoccaggio del latte materno permette di raggiungere i bambini in reparto di neonatologia che per qualsiasi ragione hanno bisogno di ricevere nutrimento. L’Italia rappresenta un’eccellenza in Europa e il numero di donatori per regione è alto e destinato a crescere. In particolare Vicenza rappresenta un vero esempio di buone pratiche da imitare.

 

Cosa sono le Banche del latte umano donato

Sono organizzazioni di volontari che orbitano intorno agli ospedali dove vengono ricoverati i bambini nati prematuri. Non tutti gli ospedali hanno a disposizione una propria banca del latte, ma è possibile richiedere questo tipo di servizio se necessario, iscrivendosi al database. Si tratta di uno scambio meramente gratuito, il latte umano viene donato volontariamente dalle donne e dato ai bambini senza richiedere alcun intervento di tipo monetario. Una manifestazione di grande generosità e accoglienza che consente di migliorare le condizioni di vita e lo sviluppo dei neonati prematuri.

Ogni regione in Italia ha dei referenti locali per poter chiedere informazioni e scoprire come fare a donare e ricevere. Le quantità di latte raccolto variano a seconda di diversi fattori, come per esempio la dotazione strutturale dei centri di raccolta. Ma quel che conta è che sia sempre possibile tracciare e controllare la provenienza del latte e il percorso che compie fino a raggiungere il bebè in terapia intensiva.

 

 

Perché è così importante il latte materno per i bambini prematuri

Studi indipendenti dell’Unicef e dell’Organizzazione Mondiale della Salute dimostrano che il potere del latte umano è inconfutabile. Non si tratta solo di nutrimento bilanciato, ma anche di una più sottile e articolata composizione di natura batterica che arricchisce il latte di mamma. Non a caso, recenti studi volti a migliorare la formulazione del latte artificiale valutano la possibilità di aggiungere batteri buoni per imitare l’effetto di quello naturale sullo sviluppo della flora batterica del neonato. E più in generale del suo sistema immunitario e della sua salute.

I dati riportati dal sito del Ministero della Salute riportano che i bambini nati prematuri che assumono latte naturale hanno una minore incidenza di sviluppare infezioni, in particolare enterocolite necrotizzante, sepsi e altre infezioni o  displasia broncopolmonare.

Alla luce di questi dati, gli ospedali supportano e incoraggiano le madri dei bimbi ricoverati a stimolare il seno e i capezzoli per avviare la produzione di latte. La scelta ottimale è sempre quella di preferire il latte della madre naturale, ma se questo per qualsiasi ragione non è disponibile è un bene poter contare su quello raccolto nelle BLUD.

 

In Italia numeri che dimostrano grande solidarietà e una fitta rete di donatrici

Rispetto al resto d’Europa, in Italia si registrano alti tassi di donazione. Anche la rete di ospedali attrezzati per lo stoccaggio e la distribuzione è ben sviluppata da nord a sud, in modo da garantire questo diritto a tutti.

Rispetto al resto d’Europa, per esempio, la rete dei donatori è tutelata dal ministero e dall’associazione che agisce in maniera indipendente per garantire standard equi per tutti.

Possono diventare donatrici tutte le mamme ma in particolare quelle che hanno appena partorito sono le più preziose. Infatti sono queste che producono il colostro, con una ricca concentrazione di sostanze nutritive, le più adatte allo sviluppo del neonato nella sua prima fase vitale.

 

La rete coordinata dal Ministero della Salute

Il Ministero della Salute in concorso con l’associazione nazionale per la promozione delle donazioni, AIBLUD, è responsabile di definire le linee guida per lo svolgimento della raccolta. Il decadimento del latte è rapido ed è importantissimo che sia trattato manipolandolo il meno possibile. Infatti la proliferazione di batteri per colpa di una cattiva gestione del latte raccolto può portare conseguenze molto gravi.

Le strutture che lavorano a favore della raccolta e distribuzione sono in grado di operare in tutta sicurezza. In particolare si occupano di mantenere il latte sempre nelle condizioni favorevoli perché sia dato come pasto.

Recentemente, nel 2013, sono state emanate le linee guida poi recepite nel 2014 dagli ospedali dotati di reparto di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale. Le indicazioni sono utili per gli operatori a diversi livelli per riuscire nel delicato compito di favorire l’allattamento naturale specie nei casi in cui ad averne bisogno sono i neonati critici e pretermine.

In Italia operano 32 banche del latte, un numero molto alto specie se confrontato con altre realtà europee simili. Il Servizio Sanitario Nazionale ha l’obbligo di controllare e vigilare sul corretto funzionamento delle banche in una filiera trasparente e gestita con grande scrupolosità.

 

 

La banca di Vicenza, il fiore all’occhiello

Tra gli esempi virtuosi, spicca l’esempio di Vicenza. Intorno all’ospedale San Bortolo ruota un sistema efficiente di donazioni e gestione delle riserve di latte. Le quantità prodotte sono notevoli e lasciano ben sperare sulla buona volontà delle mamme di aderire al programma di mutuo aiuto. La filiera è nata nel 2015 in seguito alla collaborazione dell’Unità Locale Socio Sanitaria, ULSS, la Fondazione San Bortolo che ruota intorno all’ospedale e la Centrale del Latte.

Una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato ha portato a un investimento iniziale di 100mila euro per allestire la banca e i locali per la raccolta, lo stoccaggio e la distribuzione. La donazione di oltre 40mila euro da parte della famiglia Cestaro (che gestisce i supermercati Famila, A&O ed Emisfero) alla fondazione ha consentito di dotare la struttura di un software per la gestione e il controllo, specie del latte in scadenza, della qualità del latte sotto il profilo batteriologico, e la distribuzione capillare di ben 4mila biberon da quando è stato lanciato il progetto.

 

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...