La classifica dei 5 giochi migliori per la stanza del bebè

Ultimo aggiornamento: 15.09.19

 

Giocando si apprendono complesse dinamiche della fisica e dello stare al mondo. Ecco cosa non può mancare nella cameretta del neonato

 

Come per gli altri mammiferi, l’uomo impara dal gioco gran parte di quello che gli servirà durante la sua vita da adulto. Complessi principi della fisica, della matematica e della logica si sviluppano sgranocchiando i sonaglietti e lanciando a terra gli oggetti.

C’è poco da fare. È così e i bebè sono i più competenti nella scelta dei giusti strumenti che gli serviranno per comprendere come va il mondo. Almeno fino al loro primo anno di vita e poco più. La ripetitività dei gesti, l’esplorazione dello spazio circostante, la scoperta delle proprie abilità motorie, sono tutti elementi che aiutano lo sviluppo delle competenze del bambino. Non c’è bisogno di riempire la stanza del bebè di giochi complicati, le scelte più adatte alle sue competenze si possono trovare tra gli oggetti di casa.

 

La cesta dei tesori

O treasury basket se vogliamo usare la nomenclatura anglofona, è un cestino lasciato a disposizione del bambino perché possa esplorarne il contenuto.

Si riempie con oggetti che il piccolo vede quotidianamente e con cui spasima entrare in contatto. Il contenuto varia a seconda dell’epoca del suo sviluppo. Il principio alla base di questo gioco fai da te è presentare al piccolo una certa quantità di oggetti che hanno delle caratteristiche in comune perché il piccolo possa afferrarli, osservarli e studiarne le correlazioni.

Si consiglia di realizzare cestini che offrano uno stimolo per volta. Quindi è il caso di usare oggetti di natura simile, o con degli elementi che li accomunino. La sola raccomandazione è di impiegare solo oggetti con quali ci si senta sicuri: il bebè li porterà alla bocca inevitabilmente. Si possono esplorare i materiali, includendo nel cesto dai bordi bassi solo oggetti di legno, metallo, tessuto o plastica. Poi, poco per volta, si potrà lavorare su forme, colori e stimoli specifici. Tutti gli oggetti che si usano durante il bagnetto, per esempio il pettine, il flacone vuoto di bagnoschiuma e crema lenitiva. O un cesto di soli oggetti verdi perché comprenda che esistono infinite sfumature tutte riconducibili a una sola tonalità. E così via.

 

 

Lo specchio è importante

Nella cameretta, in bagno o nelle altre stanze di casa la presenza dello specchio è importante. Serve al bebè a riconoscere la propria fisionomia e a vedersi riflesso.

È un semplice esercizio per tenere a mente alcune regole essenziali. A ogni azione ne corrisponde una riflessa, anche il piccolo ha una fisionomia che ricorda quella dei genitori.

Si tratta di un semplice esercizio che gli consente di prendere padronanza con le forme del suo corpo, identificarne la posizione all’interno del contesto del corpo in generale.

Un giochino che però richiede qualche accortezza. Non è il caso di proporre specchiere che possano rompersi cadendo a terra. Quindi è bene procurarsi superfici riflettenti infrangibili, ne esistono di plastica che vanno bene per lo scopo anche se sono un po’ deformanti. Oppure si può fissare lo specchio all’altezza dello sguardo del piccolo, quindi direttamente a terra. Sarà bene saldarlo in maniera stabile al muro con dei tasselli e non dovrà offrire superfici che invoglino il piccolo ad aggrapparsi per cercare di mettersi in piedi.

 

La palestrina nella stanza del bebè

Questo simpatico oggetto fa la felicità dei bebè sin dalle prime settimane di vita e per qualche anno è una postazione di gioco versatile e interessante.

Si tratta di una coperta leggermente imbottita sormontata da archi da cui penzolano sonagli e altri oggetti graziosi. Può produrre suoni, reagire al tatto dei piccoli e funzionare da base di esplorazione per scoprire le capacità fisiche del corpicino in piena crescita.

Il suo obiettivo è quello di stimolare il piccolo a coordinare lo sguardo e i movimenti verso un oggetto che si trova al di sopra della sua testa. Poi, piano piano, il bimbo riuscirà a comprendere di poter interagire con l’oggetto, facendolo muovere scalciando e agitando le braccia fino a poi riuscire ad afferrarlo.

Un’altra funzione importante della palestrina (lista dei migliori prodotti) è quella della scoperta, finestrelle e inserti sonori permettono di concentrare l’attenzione verso i disegni del tappeto. Qui si possono nascondere parti del disegno e mostrarle in una sorta di cucù. Tutto quello che scompare alla vista del neonato scompare anche dalla sua capacità percettiva, riscoprirlo appena un istante dopo è un importante insegnamento sulla permanenza di cose, e persone, anche se non viste. Qui il piccolo allena i muscoli del collo a reggere il peso della testa mantenendo la postura idonea, a pancia in giù e facendo forza sulle braccia e il petto.

 

Oggetti da osservare e suonare

Tra le cose che non possono mancare nello spazio dedicato al gioco ci sono gli oggetti quotidiani. Il piccolo imparerà presto a simulare quel che vede fare agli adulti, cercando di ripeterlo nella finzione del gioco per prendere la necessaria dimestichezza con i gesti quotidiani. Specie durante i primi mesi è importante proporre oggetti che, oltre a essere sicuri perché finiranno di certo nella bocca del bebè, siano gli stessi che lui vede usare ai genitori. Il gioco simbolico, cioè quello che il piccolo fa immedesimandosi nelle cose che vede intorno a sé e cercando di partecipare alla vita degli adulti, è il primo approccio alla socializzazione.

Il bimbo un po’ più grande impara ad avere a che fare con i riti, le consuetudini e le abitudini di casa facendo finta di bere dalla tazzina vuota. Ma già il bebè usa questi stessi strumenti per coordinare la presa e la capacità di dirigere il braccio e la mano verso un oggetto, per poi portarlo alla bocca.

Anche durante i primissimi mesi è consigliabile proporre dei giochi sonori. Cioè che emettano un rumore, un suono gradevole e non una musichetta già strutturata. È il momento di sbizzarrirsi con gli strumenti più adatti, in cima alla lista le percussioni, dai tamburi alle pentole di casa. Spazio anche per strumenti più armonici e gradevoli, non può mancare lo xilofono.

 

 

E cose da assaggiare

Non bisogna aver paura che il piccolo possa portare in bocca gli oggetti che gli capitano a tiro. Questo è naturale e serve al neonato per compiere la propria scoperta del mondo, tastare la sua consistenza e riuscire a coordinare il movimento, non è facile, della mano verso la bocca.

Quello che è importante fare in questa fase è assicurarsi che gli oggetti proposti per l’esplorazione non siano fragili o frangibili per essere certi che non ne ingoi una parte. Che non presentino parti appuntite o ruvide per evitare che si ferisca alla bocca. Anche le dimensioni devono essere tali da facilitarne la presa e non scoraggiarlo, ed evitare il rischio di soffocamento.

 

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