Iva agevolata sui seggiolini auto. Italia grande assente

Ultimo aggiornamento: 20.11.19

 

Lo scorporo dell’iva permetterebbe di risparmiare una ricca fetta sul prezzo di listino di un dispositivo indispensabile per la sicurezza del bebè

 

L’acquisto di un seggiolino auto incide parecchio sull’economia di una famiglia. Se di figli ce ne sono più di uno in famiglia e se entrambe le auto sono destinate al loro trasporto, la spesa da sostenere per dotarsi adeguatamente dei supporti può essere molto importante.

Il costo dei seggiolini aumenta in base alla sicurezza che è in grado di garantire. Migliori materiali e maggiore protezione da impatti frontali o laterali si pagano a caro prezzo. Pieno se la spesa deve essere effettuata in Italia.

Nel nostro paese mancano gli incentivi all’acquisto che grava interamente sull’economia familiare. Dotare due auto di seggiolino per due bambini può rappresentare un investimento non alla portata di tutti. Le agevolazioni previste per l’acquisto dei seggiolini sono state incluse nella finanziaria 2019. Però sono state stanziate solo per due anni in supporto alla nuova legge che vede l’obbligo di acquisto di seggiolini dotati di dispositivo antiabbandono ed è valido solo fino al quarto anno di vita del bambino.

 

Cos’è l’iva e perché su certi prodotti è agevolata

L’Iva è la tassa sul valore aggiunto. Si tratta di un’imposta che colpisce indistintamente tutti i residenti sul territorio nazionale, indipendentemente dal fatto di produrre o meno reddito.

Si applica infatti al prezzo di tutti i beni di consumo e costituisce una delle maggiori fonti di gettito cui attinge uno stato per finanziare le proprie attività e redistribuire la ricchezza.

Si impone sul valore aggiunto, cioè quel valore in più che assume un oggetto per il semplice fatto di essere messo sul mercato. Ogni stato nazionale applica una percentuale variabile in base al regolamento interno. In Italia, in una veloce escalation ha raggiunto il 22% sulla maggior parte dei beni di consumo.

Ma il quadro normativo, come spesso avviene in questi casi, non è affatto chiaro e il Bel Paese conta ben quattro aliquote diverse a seconda del genere di prodotti e servizi venduti al consumatore finale.

Si va dal 4% al 22% e in certi casi l’attribuzione dei criteri per rientrare nella categoria di agevolazione sembrano arbitrari. Di fatto, e semplificando molto un quadro normativo molto articolato, le imposte più basse si riferiscono a quei beni che sono più facilmente deperibili. Alcuni generi alimentari, infatti, sono tassati al 4%. Ma misteriosamente lo sono anche i giornali e altri beni che non rientrano nella categoria di deperibilità, se non relativa alla frequenza quotidiana della loro pubblicazione.

 

 

Il quadro europeo delle agevolazioni fiscali sui supporti per il trasporto dei bambini in auto

Gran parte degli stati europei ha invece stabilito che l’acquisto dei seggiolini auto debba rientrare nella categoria di acquisti di prima necessità. Il supporto alle famiglie avviene decurtando la percentuale di Iva da applicare al prezzo finale dei seggiolini.

Quindi si va dai robusti interventi di Gran Bretagna, con l’iva al 5%, o di Portogallo al 6%, e Polonia al 8%, fino alle meno incisive ma comunque presenti decurtazioni al 15% della Repubblica Ceca.

 

Lo stato dell’arte sulle agevolazioni in Italia

È recente il varo del decreto attuativo da parte della Direzione Generale della Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti della nuova norma sull’obbligatorietà dei dispositivi antiabbandono nelle auto.

La nuova norma approvata a settembre 2018 che entrerà in vigore nel luglio del 2019 prevede l’obbligo di dotare le auto che trasportano bambini fino ai 4 anni di dispositivi per prevenire i casi di abbandono dei bambini nell’auto chiusa.

Nell’ultima finanziaria sono stati stanziati 2 milioni di euro da spalmare nei prossimi due anni per facilitare l’acquisto dei dispositivi compatibili con i requisiti stabiliti dalla nuova norma. Si tratterà di agevolazioni fiscali, quindi di decurtazioni da applicare al prezzo del seggiolino e non è chiaro se questi sconti saranno applicati al momento dell’acquisto o risarciti in fase di dichiarazione dei redditi per l’anno in corso.

Non sono stati chiariti al momento nemmeno i criteri per poter accedere alle agevolazioni per l’acquisto dei seggiolini a norma o dei dispositivi da applicare ai seggiolini di cui si è già in possesso. Rimane comunque un importante gap: l’agevolazione riguarda specificamente i  supporti destinati al trasporto dei bambini fino ai 4 anni. Mentre l’obbligo del sistema di ritenzione speciale per i bambini vale fino al compimento dei 12 anni.

 

Quanto grava l’acquisto dei seggiolini nell’economia familiare

Piccoli interventi che incidono in maniera significativa sul reddito familiare. Basti pensare al caso comune in cui sia uno dei genitori a dover accompagnare entrambi i figli al nido (qui i seggiolini sono del gruppo 1/2/3, i più costosi della categoria) e sia un adulto diverso ad andare a prendere i seggiolini.

La spesa oscilla intorno ai 1000/1600 euro per dotare entrambe le auto di un seggiolino sicuro e da utilizzare, ragionevolmente, fino all’ottavo o nono anno prima della sostituzione. Infatti, anche se possibile, non è consigliabile acquistare seggiolini che coprano un lasso di tempo troppo lungo perché potrebbero non assicurare la necessaria comodità della seduta.

 

L’importanza di dotare le auto dei dispositivi di sicurezza per i più piccoli

Non è nemmeno considerabile l’alternativa di non installare i seggiolini in auto, la loro importanza è fuori discussione e non riguarda solo il rischio di essere passibili di multe e decurtazioni dei punti patente. Sono numerosi e resi pubblici i risultati dei crash test che mettono a dura prova la resistenza delle auto in caso di incidente. I primi a soffrire le maggiori lesioni sono i bambini. Specialmente i più piccoli, sono i più esposti al rischio di soffrire danni permanenti o di morire per colpa di incidenti. Anche lievi. La ragione sta nel fatto di non avere gli strumenti sufficienti per difendersi in caso di impatto, frontale o laterale, con altri veicoli oppure ostacoli.

A differenza di un adulto, il bambino non può controllare da sé di aver indossato correttamente i dispositivi di sicurezza o di essersi seduto nell’abitacolo per massimizzare la propria incolumità.

Per questo il Codice della Strada attribuisce al conducente la responsabilità di assicurare correttamente il piccolo ai sistemi di sicurezza in auto. Per esempio, è passibile di sanzione amministrativa anche il non aver fissato correttamente il piccolo alla cintura, non basta che sia appoggiato al seggiolino.

 

 

La norma è meno restrittiva che in passato e i seggiolini sono più sicuri

Per quanto riguarda la scelta dei giusti dispositivi di sicurezza adeguati all’età del bambino, la norma si è adattata. Per esempio non è più obbligatorio il sistema di ritenuta Isofix, probabilmente una perdita in termini di sicurezza dal momento che questo tipo di aggancio fissa saldamente il seggiolino all’auto limitandone lo sballottamento. In caso di incidente, l’auto assorbe buona parte dell’energia prodotta dall’urto, mentre gli oggetti e i passeggeri non ancorati alla carrozzeria continuano a subire la spinta dell’accelerazione per via della forza d’inerzia.

Anche l’obbligatorietà dello schienale per i supporti destinati ai bambini più grandi è obbligatoria, rimane però necessario usare il rialzo per portare il piccolo all’altezza adeguata per usare le cinture di sicurezza di cui è dotata l’auto.

 

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