In viaggio con il bebè alla scoperta di nuove avventure

Ultimo aggiornamento: 23.08.19

 

Girare il mondo con un bambino piccolo può essere una vera sfida, ma sotto certi aspetti si rivela un’esperienza coinvolgente e stimolante

 

Per viaggiare comodi con il bebè basta sapere come organizzarsi e come fare per non essere presi alla sprovvista dagli imprevisti. Detto così sembra una cosa da nulla e di certo i neogenitori alle prese per la prima volta con le esigenze di un neonato possono sentirsi un po’ smarriti. Eppure un po’ di ragionamento e di visione in prospettiva è quanto serve per godersi il viaggio anche in mete più eccentriche. 

Tutto sta nel sapere a chi chiedere consigli, come per esempio chi ha già fatto quest’esperienza, ma soprattutto al proprio pediatra che saprà dare le indicazioni più mirate.

Poi tutta una serie di gadget sarà di grande aiuto per affrontare al meglio la lontananza dal proprio nido, accogliente e ultra accessoriato. Dal thermos scaldabiberon al miglior marsupio per neonati, passando per i cappellini a falda larga, le possibilità di farcela sono più alte di quanto si creda.

 

Quando è possibile partire

Ci sono alcuni limiti che sono imposti dalla prudenza e altri che dipendono dagli “impegni” del bebè. Le prime settimane di vita sono quelle in cui il piccolo è più esposto al rischio di soffrire il calo ponderale. L’allattamento al seno potrebbe ancora essere in fase di assestamento. I primi mesi sono di solito scanditi da appuntamenti settimanali con il pediatra che controlla che i parametri di crescita siano rispettati secondo la tabella di riferimento.

Questo è il momento in cui serve tenere sotto controllo l’ittero, specie se è allattato al seno e quindi tarda più tempo a essere smaltito del tutto. Non sarebbe certo una passeggiata gestire un ricovero improvviso, lontani da casa perché i parametri non si tornano alla normalità.

Dal sessantunesimo giorno di vita, quindi dopo appena due mesi dalla nascita, parte il calendario vaccinale che prevede una serie di appuntamenti ravvicinati presso il centro di vaccinazioni del comune. Quindi non è il caso di allontanarsi proprio in prossimità di queste date. Inoltre, partendo prima di questa finestra, si espone il bebè al rischio di contrarre più malattie perché incontra più persone esterne alla cerchia familiare.

 

 

Stabilire le mete tenendo conto delle esigenze del bebè

Prima di partire, solo voi avete la risposta ad alcune domande essenziali. Siete dei viaggiatori abituali? Avete delle routine consolidate che vi permettono di affrontare il viaggio a occhi chiusi da quando siete una coppia? Ci sono case di villeggiatura che vi aspettano ogni anno?

Imbarcarsi per la prima volta nella vita verso una meta esotica, in più portando con sé il bebè di pochi mesi di vita può sembrare azzardato. Ma ognuno dovrebbe essere consapevole dei propri limiti e delle risorse cui poter attingere. Piuttosto che un viaggio on the road, potrebbe essere bene valutare l’importanza per il bebè di instaurare delle routine che gli consentano di ricevere le cure che necessita. Quindi, tra morire di caldo in città e andare in mare o montagna per qualche giorno è la seconda scelta ad avere la meglio.

Quel che conta è scegliere le proprie mete in modo che siano quanto più accoglienti e comode. Quindi senza vincoli di orari per entrare o uscire, con un frigorifero e almeno un cucinino a disposizione.

 

Il mezzo di trasporto più adatto

Prendersela con comodo è l’imperativo anche per quanto riguarda il mezzo da scegliere per il viaggio. Si potrebbe essere tentati dalla scelta dell’aereo perché abbrevia i tempi per raggiungere la meta desiderata, ma è bene valutare che qui ci sono lunghi tempi morti. Le code in attesa del check-in e poi dell’imbarco, l’attesa della valigia sul nastro trasportatore. Insomma non è poi così veloce viaggiare in aereo. E poi si è costretti a stare sempre nella stessa poltroncina, spesso piuttosto stretta.

Il treno rappresenta una valida alternativa, ma è bene conoscere prima la tratta e sapere cosa ci aspetta durante il viaggio. Lunghe soste in attesa della coincidenza sui tratti, molti, a binario unico possono essere impegnativi. Eppure, è quasi sempre una buona soluzione, perché si può viaggiare di notte, si possono far coincidere i tempi del tragitto con quelli del riposo del bebè. C’è modo di attaccare bottone con gli altri passeggeri, fare due passi lungo i vagoni e non ci sono gli stessi limiti di carico per la valigia come per l’aereo.

La macchina vince su tutto per quanto riguarda la comodità di decidere cosa portare e che tappe fare per far pesare meno possibile il viaggio. Ma bisogna guidarla, quindi se il bebè viaggia con un solo adulto, la faccenda si complica perché se ha bisogno non sempre è possibile fermarsi all’istante.

 

La valigia del bebè

Lo stile di maternage fa tanto sulla scelta degli accessori da portare in valigia. Ma la regola valida per tutti è portare con sé quello che si usa durante le giornate con il pupo, ma cercando di cogliere l’essenziale.

Quindi è da considerare che non si potrà essere certi di avere sempre tutto quello che serve e che si dimenticherà quasi sicuramente qualcosa a casa qualcosa di utile. Così come è certo che si porterà di più di quanto realmente verrà usato. Ma poco male. Quel che conta è non farsi cogliere impreparati coi cambi, meglio sempre uno in più. Si possono infilare un paio di mussole utili pressoché a tutto e con un ingombro pari a un fazzoletto. Peluche e doudou non possono essere dimenticati se il piccolo ha già un amichetto del cuore.

 

 

Una piccola farmacia portatile

Nella trousse probabilmente non ci sarà più tanto posto per tutte le nuances di matite per gli occhi di mamma, e buona parte dello spazio verrà assorbito da tutto il necessario per il bebè. Una buona idea è realizzare una valigia per ognuno dei viaggiatori, per garantire a tutti il giusto spazio per quello che servirà durante la permanenza e gli spostamenti. È una buona idea per non rinunciare del tutto alle proprie cose per far spazio a quelle del bebè.

Ma non potranno mancare alcuni elementi imprescindibili. È molto probabile che lo stress, magari lo stesso che provano i genitori e che trasmettono al bebè, faccia salire qualche linea di febbre al neonato. Per essere pronti a intervenire è una buona idea dotarsi di alcune medicine di pronto intervento. Dal termometro all’antipiretico, di solito paracetamolo in gocce, passando per i fermenti lattici o gli antiemetici che prescrive il medico a seconda dell’età del bebè. 

È bene ricordare che i neonati sotto l’anno non dovrebbero assumere alcun tipo di farmaco e in vacanza potrebbe non essere così facile trovare il farmacista di turno in grado di dare consigli su come intervenire in maniera mirata. La lista dei numeri da contattare in caso di necessità, quella del residence o di altri compagni di viaggio, una powerbank per evitare di restare a terra col telefono, questi sono gli elementi che completano il kit base di sopravvivenza ai viaggi col bebè.

 

 

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