Il sonno del bebè è una cosa seria e va rispettato

Ultimo aggiornamento: 17.10.19

 

Il neonato non dorme con un individuo adulto ed è uno spreco di energie pretendere che possa farlo. Tanto vale cercare di comprendere il delicato equilibrio fisiologico che lo regola

 

Un neonato dorme per 15 o 20 ore nell’arco delle 24 di una giornata. Lo fa ogni giorno e via via questo ritmo si stabilizza col crescere del bambino. Eppure quello del sonno è un tema che tanti genitori rivivono come traumatico, per alcuni l’aspetto più difficile dell’esperienza della genitorialità.

In questo lungo intervallo di tempo si innescano processi indispensabili per il corretto sviluppo cerebrale e la sana crescita del bebè. Ma è bene tenere in considerazione che il bimbo non dormirà mai così tante ore di seguito. Semplicemente perché nel frattempo avrà bisogno di alimentarsi, fare esperienze, affinare i propri sensi. In una parola: crescere.

Risulta spesso spiacevolmente evidente che far coincidere le diverse necessità di sonno, inframezzato del bebè, e continuato dell’adulto, può portare grande confusione. E ulteriore stanchezza per i genitori.

 

Di quanto sonno ha bisogno un neonato

Ogni bimbo è un universo a sé. Tutti hanno storie diverse che li caratterizzano già dal concepimento, la gravidanza e le modalità del parto. Sono elementi che contribuiscono a creare la sinfonia che dà inizio a ogni vita e che per tutta la vita si ripercuotono. È difficile immaginare come esserini così piccoli possano essere influenzati dagli eventi circostanti, eppure anche questi esercitano un ruolo importante.

Si stima, in linea di massima, che un neonato durante le prime settimane di vita abbia bisogno di dormire dalle 15 alle 20 ore. Un tempo che sembra infinito, ma non tale da dar modo di dimenticarsi della presenza del pupo in casa.

 

 

Se allattato artificialmente, si sveglierà puntuale come il celeberrimo orologio svizzero per reclamare il pasto ogni tre ore. L’allattamento al seno, invece seguirà andamenti imprevedibili che dipendono da fattori che non possiamo controllare ma che i pupi invece dominano alla perfezione. La composizione di grassi e zuccheri è variabile nel corso della giornata e il piccolo si sveglia reclamando la tetta in base alle sue necessità nutrizionali.

Perché il piccolo ha così tanto bisogno di dormire? Buona parte delle funzioni cognitive e di crescita in generale si attivano proprio in questa fase. Qui avviene la rielaborazione del vissuto e delle esperienze fatte durante la veglia, suoni, colori, stimoli in generale si fissano nella memoria contribuendo a sviluppare le competenze e la sua personalità.

 

E perché la mamma ha bisogno di dormire insieme al piccolo

Probabilmente ci siamo cascate tutte. Vedendo il pupo beato e dormiente ci siamo dedicate alla ristrutturazione della casa, lavori edili e facchinaggio. Tutto quello che il nostro corpo pervaso da un’infinità di ormoni della gioia incommensurabile e dell’immediato post-parto ci ha fallacemente fatto credere di essere in grado di sostenere.

Il corpo della mamma, invece, ha bisogno di tempo per riprendersi dallo sforzo della gestazione e del parto. Anche le gravidanze più belle e i parti più sereni hanno conseguenze sugli equilibri delle forze e delle funzioni essenziali.

Si consumano grandi energie per ritornare da due a una sola. E questa fase, che si chiama puerperio, può durare settimane o persino anni a seconda della costituzione o del proprio metabolismo. È tutto normale, e fa parte della bellezza della nascita.

I primi mesi, e questo è un fatto in tante culture popolari, dovrebbero essere dedicati alla contemplazione del nuovo nato. Le sue forme piccole e perfette, la delicatezza del suo sonno e l’entusiasmo della sua veglia.

E soprattutto, durante le prime settimane della vita del bebè la mamma dovrebbe dormire, meglio se insieme al piccolo. Invece di ingaggiare l’impari lotta contro il ritmo del sonno del pupo chiedendosi perché quello della vicina dorme otto ore a notte da quanto è nato, meglio cercare di abituarsi a dormire mezz’ora ogni tre ore.

 

L’igiene del sonno ne migliora la qualità

Esistono diverse correnti di pensiero riguardo l’igiene del sonno del neonato. A quanto pare, di recente anche i più intransigenti sostenitori del sonno “ognuno nel proprio letto” sembrano aver ritrattato scendendo a patti con la possibilità che i letti siano almeno tutti nella stessa stanza.

Negli anni ’70 lo psicologo inglese Bowlby è tra i primi a strutturare la cosiddetta “Teoria dell’attaccamento”. Secondo la quale un individuo nelle prime fasi di vita trae conforto, sicurezza e stabilità psicologica ed evolutiva dal contatto con gli adulti della propria specie. In questo caso, il contatto con la madre stabilisce non solo le basi di un profondo attaccamento e di una bella relazione in futuro, ma dà all’individuo in piena evoluzione la possibilità di crescere sano.

Questo quadro che fa illuminare di tenerezza una certa iconografia della madre perfetta ha un lato oscuro da tenere presente: può sfinire la madre.  La libertà, i movimenti, il tempo e le proprie esigenze possono essere fagocitati dalle esigenze del piccolo. È importante cercare di gestire queste prime fasi in modo da rispettare i bisogni di ognuno degli elementi della diade.

Poter contare sull’aiuto altrui, per esempio del partner quando possibile, è indispensabile. Anche cercare di mantenere la rotta senza perdere il nord della propria integrità fisica e mentale è altrettanto necessario. Per questo, presto anche se non subito, rituali fatti di orari, gesti, coccole aiuteranno il piccolo a entrare in sintonia con le routine quotidiane.

 

Cos’è la SIDS

Oltre alle abitudini familiari, quando si tratta di igiene del sonno vanno tenute in considerazione alcune raccomandazioni generali. Specie per i neonati di poche settimane il rischio di morte in culla rappresenta un’eventualità non così rara, purtroppo.

Nota con l’acronimo inglese, la SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) rappresenta un’eventualità che deve allertare ma non allarmare.

 

 

Della sindrome sono ancora poco chiare le dinamiche profonde ma sono stati individuati alcuni elementi comuni che permettono di fare prevenzione per un buon sonno.

  1. Il pupo deve dormire soltanto a pancia in su

2. Deve dormire in camera coi genitori

3. Nella camera o in casa non si fuma

4. Meglio il fresco ma non l’eccesso di calore immotivato. La temperatura ottimale è di 20° in camera

5. Il materasso dove poggia il piccolo deve reggerne il peso senza affondare

6. Niente di morbido nei paraggi della testa del piccolo, quindi nemmeno paracolpi, cuscini, riduttore per lettino (ecco i migliori modelli) o peluche

7. Si dorme solo sul materasso e non su superfici non adatte, compresi i materassi ad acqua o i cuscini imbottiti

8. Il ciuccio, ma solo dopo il primo mese, può essere d’aiuto. Così come la tetta della mamma.

 

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