Gli errori dei genitori che rendono vivo il rapporto coi figli

Ultimo aggiornamento: 15.09.19

 

Come diventare bravi malgrado la totale impreparazione? Approfittando degli errori per imparare insieme ai bambini come si sta al mondo 

 

C’è un meme che gira ultimamente sui social e che sta facendo sorridere più di una mamma e un papà. Grosso modo dice così: “Allattamento al seno o col biberon. Stare a casa o riprendere a lavorare… tutti abbiamo fatto battere la testa a nostro figlio cercando di farlo sedere sul seggiolino dell’auto”. Sembra una battuta innocente, di quelle che si condividono per far sorridere gli amici sui social. E in questo momento sono oltre 35mila le condivisioni di questo meme. Eppure c’è tanto di più.

Siamo quella generazione di genitori che più di altre si è trovata con in mano un frugolino tutto tenero e non solo senza un manuale di istruzioni in dotazione. Ma soprattutto senza aver mai avuto a che fare con neonati nella propria vita.

Per la prima volta ci troviamo in una società in cui le famiglie sono isolate le une dalle altre e le comunità sono sempre più ristrette. Diminuisce il legame di prossimità e sempre meno ci si occupa dei figli degli altri, parenti, amici o vicini. Così ci si ritrova da zero a mamma/papà senza sapere nemmeno come funzionano questi cosini piccolini e teneroni.

 

I genitori sono umani e per questo sbagliano, si correggono, si stupiscono…

Non dovrebbe stupire che tanta impreparazione sfoci in un diffuso e stratificato senso di inferiorità che spesso sfocia in grande aggressività. Così si creano le fazioni (quelle che l’allattamento solo naturale, per carità, o quelle che rinunciare al lavoro sancisce la fine dei diritti sociali conquistati in decenni di lotte femministe) e la sensazione diffusa è che qualsiasi cosa faccia il genitore, faccia male.

 

 

Ci piacerebbe raccontare un’altra versione della faccenda e sottolineare che no, nessuno sta svolgendo male il proprio ruolo di genitore. È un processo e come tutti i processi in divenire è segnato da alti e bassi. Chi ha voglia di mettersi in discussione può provare a riflettere su alcuni degli errori che spesso finiscono col ritorcersi contro l’armonia familiare.

Ma non si tratta di anatemi, né riconoscervi in alcuni di questi comportamenti segnerà per sempre il destino del vostro rapporto coi vostri bambini. Il mondo è vario, perciò è bello e i bambini sono in grado di comprendere anche le debolezze che ci guidano nelle nostre azioni.

 

La classifica degli errori che facciamo tutti, di tanto in tanto

Una classifica semiseria di tutto quello che affligge un bambino durante le nostre crisi d’identità genitoriale.

 

  1. Dire: Bravo!

Ma come? E invece no, non si dice. La ragione sta tutta nella motivazione che si infonde al bambino. Fare, bene, per ricevere l’approvazione dell’adulto o fare, bene, per ottenere un accrescimento personale. Questa sottile differenza diventa sempre più marcata e profonda man mano che il bimbo cresce e si struttura la sua capacità di apprendimento, di scelta e di valutazione di ciò che è utile per sé o per compiacere gli altri.

Quindi da oggi in poi non limitatevi a fare da claque alle manifestazioni d’estro e creatività del pargolo, ma cercate di contestualizzare sempre il complimento scendendo in dettaglio su ciò che ha fatto il bimbo.

 

  1. Fare al posto del bambino

Sostituirsi al bambino facendo al posto suo non è assolutamente “anti montessoriano”, è proprio un grosso ostacolo allo sviluppo dell’autonomia dell’individuo. Quindi da oggi mordetevi la lingua quando vi ritrovate a rispondere alle domande che sono state rivolte al bimbo, mettete le mani in tasca quando siete tentati di vestirlo quando potrebbe farlo bene da sé.

 

  1. Fargli fare troppo

Occupare i pomeriggi dei bambini con attività extrascolastiche è l’esigenza dei genitori contemporanei che lavorano più di quanto dovrebbero. Stare con il bambino diventa impossibile quindi si tende a cercare dei sostituti motivanti e i pomeriggi si riempiono di palestra, piscina, corso di ceramica… Rispettiamo il diritto all’ozio dei bambini.

 

  1. La TV, il tablet e lo smartphone non sono babysitter

Hanno lo straordinario potere di far calare il silenzio attonito in casa e sono efficacissime armi da usare per placcare pianti e crisi di nervi. Eppure i cartoni animati e i giochi sullo schermo andrebbero dosati cum grano salis quindi poco o, secondo i pediatri più integralisti, meglio niente.

 

  1. Privare i bimbi del diritto di fare esperienze, belle e brutte

È una tendenza diffusa che non è solo figlia dei nostri giorni ma fa parte di una più lunga evoluzione della società. Le testimonianze dell’epoca riferiscono una forte presa di posizione di fronte alla scelta dei fratelli Grimm di pubblicare i loro racconti così come li avevano appresi dai racconti della tradizione orale. Vennero giudicati troppo sconcertanti e furono edulcorati per poter essere fruiti dai bambini dell’epoca. Provate ora a rileggere la versione di Hansel e Gretel pubblicata quasi due secoli fa e giudicate voi stessi il senso d’orrore che vi suscita.

Eppure pare che privare il bambino della possibilità di sperimentare in un ambiente controllato sentimenti come la paura, l’orrore, la tristezza, la noia, impediscano il corretto sviluppo delle aree del cervello in grado di attivarsi di fronte a problemi reali.

 

 

  1. Tra dire e fare c’è di mezzo… l’esempio che si dà ai figli

“Riordina la stanza”, “Saluta”, “Ringrazia la signora”, e così via la lista di moniti e ammonimenti rischia di non essere mai sufficientemente esaustiva. Eppure, siate onesti, credete possa essere il caso di rivolgerla a voi per primi?

 

  1. I paragoni con gli altri bimbi non si fanno

Mai. M A I. Il compagnetto all’asilo, il figlioletto della vicina di casa, della cugina, della sorella, la stessa sorella, il genitore da bambino. In comune hanno solo il fatto di essere tutti individui diversi e per questo dotati di talenti, personalità e competenze diverse.

Pretendere che marcino tutti a ranghi serrati è utopico e, francamente, un po’ risibile.

 

  1. Si dà per scontato che i bimbi sappiano

I bimbi sanno tante cose e sono in grado di apprendere molto più velocemente e con più slancio rispetto a un adulto. Lo fanno perché questa è la loro naturale predisposizione per adattarsi all’ambiente che li circonda e prepararsi a diventare adulti.

Ma è eccessivo pretendere che conoscano le regole di casa o in generale della società se prima non gliele si mostra.

 

  1. Cedere alla tentazione di ricatti e corruzioni

Una nuova tendenza della pedagogia è quella di abolire premi e punizioni. Niente più stellette se han fatto bene i compiti né orecchie d’asino se non riescono nell’intento.

La ragione, ancora una volta, risiede nel fatto di distorcere la percezione del reale. Si impara per il piacere di aumentare le proprie competenze e conoscenze e non perché si è in gara contro gli altri compagni.

 

  1. Ci dimentichiamo che cosa significa essere bambini

Stare con i bambini ci offre una grande opportunità per crescere e migliorarci. Cioè tornare a vedere il mondo con un occhio bambino, entusiasta, estatico sempre attento alle scoperte e pieno di slancio.

Ritornare con la mente e con le azioni a quel tempo passato è il modo migliore per cogliere tutte le opportunità che ci regala l’esperienza della genitorialità.

Dopo questo decalogo, pensiamo di fare cosa gradita parlando un po’ anche di prodotto. Ecco la lista dei migliori seggioloni attualmente in vendita sul mercato. Cliccate sul link proposto per avere qualche suggerimento e trovare il modello che fa per voi.

 

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