Fascia porta bebè: a cosa serve e come indossarla

Ultimo aggiornamento: 13.09.19

 

Sono sempre di più i genitori italiani che preferiscono il babywearing e incentivare il contatto con il proprio piccolo

 

Le fasce porta bebè sono accessori sempre più diffusi e apprezzati nel nostro Paese, visto che ormai è stata superata la diffidenza che suscitavano fino a qualche anno fa. Sono considerate una valida alternativa a carrozzine e passeggini, ponendosi anche come idea regalo originale da fare ai futuri genitori, che potranno così essere al passo con le ultime tendenze e avvertire il contatto fisico con il proprio bambino durante le passeggiate.

Bastano pochi e semplici accorgimenti per imparare a indossare al meglio una fascia per neonati e, una volta testati i suoi numerosi vantaggi, diventerà un oggetto di cui non potrete più fare a meno. Proprio in virtù della sua notevole diffusione e della sempre crescente varietà di modelli, forme e colori tra cui scegliere, per chi non ha ancora molta esperienza in questo settore potrebbe risultare complicato orientarsi tra le tante offerte disponibili in commercio.

Lasciateci indovinare, avete acquistato sul web o nei negozi specializzati una buona fascia porta bebè ma non riuscite a capire come funziona e qual è la legatura più adatta a garantire la sicurezza di vostro figlio? E se vi dicessimo che qualcun altro ha fatto il lavoro per voi? Tutto quello che dovete fare è leggere la nostra guida, dove abbiamo raccolto le informazioni più importanti di cui tenere conto per imparare a utilizzare al meglio una fascia porta bebè.

 

Il bisogno di contatto del bambino

I bambini appena nati hanno il bisogno fisiologico di sentire il contatto fisico con la mamma o il papà perché in questo modo potranno avvertire la stessa sensazione di raccoglimento e protezione che hanno vissuto nell’utero materno, soprattutto quando si trovano catapultati in un contesto diverso da quello casalingo a cui sono già abituati.

Si tratta di una necessità che, per ovvie ragioni, il passeggino e la carrozzina non possono soddisfare, ma a cui è in grado di rispondere la fascia porta bebè, proposta tra l’altro anche a un costo decisamente inferiore.

Rigide o elastiche, con anello oppure a sacco da portare in spalla, bisogna sempre considerare il tipo di utilizzo che ne farete e la capacità del modello di adattarsi all’età e alla conformazione fisica del bambino.

 

 

Perché utilizzare una fascia porta bebè

Anche se, in genere, viene considerata solo una semplice alternativa al passeggino, in realtà si tratta di un accessorio che vede moltissime varietà di utilizzo e offre una serie di benefici tanto per il bambino quanto per i suoi genitori.

Le mamme e i papà che sono soliti indossare queste fasce possono fare affidamento su una comodità di trasporto impareggiabile e, allo stesso tempo, potranno garantire la massima sicurezza al proprio figlio.

Innanzitutto, consentono di avere le mani sempre libere, il che può rivelarsi di grande aiuto quando bisogna occuparsi di più bambini contemporaneamente, e quando non vengono utilizzate si potranno riporre con estrema facilità occupando il minimo spazio. Per non parlare, poi, del fatto che permettono un maggiore controllo della situazione: potrete verificare in ogni momento le condizioni del piccolo, rendervi conto quando è sveglio, si lamenta o ha fame.

Grazie alle fasce sarà possibile anche sviluppare un legame più stretto con il piccolo, che allo stesso modo potrà godere di molti effetti benefici: sarà più sereno e tranquillo in virtù della vicinanza con la mamma o il papà, potrà godere di una maggiore termoregolazione grazie al contatto con l’adulto e si addormenterà anche più facilmente, piccole agevolazioni che sicuramente avranno riscontri più che positivi sul suo corretto sviluppo psico-fisico.

 

Come indossarla

Una delle maggiori preoccupazioni di un genitore quando ricorre al babywearing utilizzando una fascia porta bebè è quella di indossarla in modo corretto per consentire al piccolo di assumere la giusta posizione, senza correre il rischio che possa scivolare o cadere.

L’utilizzo di questi supporti, oltre ad avere connotazioni di praticità, deve essere accompagnato da alcuni piccoli accorgimenti e semplici precauzioni. In genere, l’azienda produttrice fornisce istruzioni precise e dettagliate su come indossare la fascia in modo corretto e, in caso contrario, sul web sono disponibili numerosi video-tutorial in grado di guidarvi step by step.

Le posizioni migliori sono quella frontale, sulla schiena e laterale, da adottare però a partire dai tre mesi o comunque quando il bimbo comincia a mostrare interesse a ciò che accade intorno a lui. È assolutamente da evitare, invece, la posizione “fronte-strada”, in quanto potrebbe incitare il piccolo ad assumere una postura scorretta scaricando il peso sulla zona pelvica e sulla schiena.

Si raccomanda, inoltre, di accertarsi che la fascia sia ben tesa, così che il corpo del bambino possa aderire alla perfezione a quello del genitore, e che la testolina, soprattutto nei primi mesi di vita, sia posizionata in modo da non ricadere all’indietro.

Vi consigliamo, infine, di scegliere un modello che garantisca un’ampia versatilità d’uso, nel senso che consenta di assumere diverse posizioni e che sia abbastanza lunga da avvolgerla comodamente intorno al corpo anche quando il pargolo sarà diventato più grandicello.

 

 

Come indossarla in base alla tipologia

Quando si parla di fasce porta bebè la prima impressione è quella di un oggetto comodo ma difficile da indossare, soprattutto per chi è agli inizi. Se da un lato è vero che bisogna avere una certa dimestichezza, dall’altro la praticità di utilizzo viene influenzata anche dalla tipologia del modello. Rispetto al marsupio, più semplice da utilizzare ma incapace di garantire la medesima longevità, la fascia richiede qualche attenzione in più, ma è anche più leggera, comoda e versatile.

Ce ne sono di diversi modelli, ma quelli più gettonati sono le fasce elastiche e quelle rigide: le prime sono più confortevoli e pratiche da indossare, ma potrebbero perdere la loro elasticità man mano che il neonato inizia ad aumentare di peso e dovranno, pertanto, essere regolate manualmente per garantire una buona aderenza al corpo; le seconde, invece, richiedono maggiore premura per essere posizionate in modo corretto, ma almeno si guadagna in durevolezza.

Esistono, poi, le fasce dotate di anelli che, sebbene siano le più facili da mettere in assoluto, tendono a risultare scomode se portate per un periodo di tempo prolungato, considerato che il peso del bebè grava su una sola spalla. In commercio non è difficile trovare anche le cosiddette fasce Mei Tai che consentono un equa distribuzione del carico su tutto il corpo ma presentano una struttura più simile a un marsupio e, quindi, sono disponibili in misure uniche.

 

 

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