È arrivato il momento di togliere il pannolino? Eppure c’è chi aspetta

Ultimo aggiornamento: 21.11.19

 

Le statistiche parlano di una tendenza comune a procrastinare il momento di togliere il pannolino ai bimbi e le ragioni sono le più sorprendenti

 

All’appuntamento col vasino si arriva sempre più in ritardo. A far riflettere sono le statistiche proposte dal pediatra Italo Farnetani, professore ordinario alla Libera università degli Studi di scienze umane e tecnologiche di Malta.

Si tratta di un momento importante che ha notevoli ripercussioni sulla salute psicofisica del bambino. Un passaggio delicato che costa ammetterlo, ma è proprio il primo tassello che porta il piccolo dalla fase neonatale a quella di adulto in divenire.

Le ragioni del ritardo sono diverse e tutte valide, ma è bene non lasciarsi sedurre dalle lusinghe della frenesia dei tempi moderni. Affrontare le difficoltà legate a questa tappa è cosa buona e giusta e va fatta seguendo le regole dello sviluppo dei bambini.

 

Quando è consigliato togliere il pannolino

Lo studio condotto dal professor Farnetani mette in evidenza la tendenza a procrastinare il momento adatto a togliere il pannolino in modo quasi sistematico da parte dei genitori di oggi. Le ragioni sono le più diverse, eppure le raccomandazioni in pediatria sono quelle da tenere in considerazione per lanciarsi a volo d’angelo in questa divertente avventura.

L’arrivo dell’estate è il momento più indicato per avvicinare il piccolo alla scoperta del vasino. Complice un vestiario più leggero e la possibilità di restare sgambettanti a gambe nude con maggiore libertà.

Anche la conquista del controllo degli sfinteri è un grande segnale da cogliere al volo per lanciarsi verso l’uso incondizionato del vasino. Per le bimbe si considera che il momento giusto sia a partire dai 24 mesi che diventano 26 per i maschietti. Sono tempi indicativi che in linea di massima vengono identificati con la seconda estate del bebè.

Se però è vero che non tutti i bimbi sono pronti allo stesso tempo, è altrettanto importante considerare che è gravemente sconsigliato che il piccolo tenga ancora il pannolino dopo i 3 anni.

 

 

Non allarmare ma solo far riflettere

Spesso questa dilatazione dei tempi avviene per via delle scelte dei genitori che si ripercuotono su quelle dei piccoli. Saltare l’appuntamento “fisiologico” dei due anni, infatti può determinare un cambiamento nel modo in cui il piccolo si approccia al vasino. O si affeziona e lega al pannolino.

Togliere il pannolino può non essere così semplice come si vorrebbe, spesso quello che viene tradito sono le aspettative. Nessuno dice che sarà facile né che sarà rapido, ma avverrà.

È stato così per tutti gli esseri umani dal momento che, in un modo o nell’altro, un po’ tutti siamo stati in fasce. Eppure può creare qualche reticenza il solo pensiero dell’ennesima notte insonne per cambiare le lenzuola, asciugare il materasso e cambiare di sana pianta il piccolo tutto bagnato. Prepararsi al momento giusto per togliere il pannolino deve essere fatto prestando attenzione anche ai bisogni del bebè.

Improvvisamente sarà il piccolo stesso a essere attratto da quello che fanno i genitori quando siedono sul gabinetto. Si incuriosirà vedendo l’intimo di mamma e papà e, ancora più forte sarà la curiosità vedendo i fratelli più grandi scappare al bagno interrompendo i giochi. Assecondare questa innata capacità adattativa di emulazione delle abitudini familiari è utile perché libera il piccolo dalla continua esposizione delle parti intime all’azione costrittiva del pannolino.

Per ragioni meramente fisiologiche, la pipì esce a 37° e a questa temperatura resta il pannolino che per funzionare deve essere impermeabile e quindi per nulla traspirante. Sono tanti i rischi legati all’esposizione dei genitali a temperature elevate, tanto d’estate come d’inverno quando i piccoli sono esageratamente incappucciati. Lo sviluppo di funghi, batteri e di irritazioni per colpa del sudore e delle temperature alte sono un accompagnamento fisso delle preoccupazioni dei genitori dei bimbi in fasce.

 

I numeri legati al ritardo

Una media di sei pannolini al giorno e una tendenza sempre più marcata a procrastinare l’appuntamento con il vasino oltre il terzo anno di vita hanno un costo complessivo molto alto per le famiglie. Quindi ne risente la spesa pro capite per l’acquisto di nuovi pannolini, o la loro manutenzione nel caso di scegliere i lavabili.

Aumenta l’incidenza di malattie dell’epidermide legate all’uso protratto dei pannolini poco o per nulla traspiranti. E ne risente l’ambiente perché l’impatto dei pannolini è da vero e proprio ecomostro.

Secondo lo studio condotto dal professor Farnetani, il 10% dei genitori che partecipano alla ricerca condotta presso l’università maltese, perde il treno del “momento giusto” e si ritrova a togliere il pannolino dopo il terzo anno di vita.

Lo testimoniano anche il moltiplicarsi di pannolini di taglia più grande, adatti a essere indossati anche dai bimbi più grandetti.

 

Come organizzarsi per togliere il pannolino con successo

A volte non basta sapere cosa può succedere nel peggiore degli scenari, basta avere le idee chiare su come fare per portare a termine l’operazione con successo.

Alcune regolette chiave possono essere d’aiuto, come per esempio rendere facilmente accessibile il vasino al piccolo. Non abbiate paura di ricevere ospiti condividendo nella stessa stanza il vasino, pazienza. Se il piccolo deve farla meglio offrirgli la possibilità di avere a portata di mano il posto giusto. Poco a poco imparerà a trattenere meglio gli sfinteri fino ad arrivare al bagno dei grandi.

Usare delle traverse impermeabili per proteggere il materasso può essere una buona soluzione. Al di sotto della traversa impermeabile c’è chi usa altre lenzuola, sotto e sopra, per poter rifare il letto in un battibaleno se scappa la pipì nel cuore della notte e non si ha voglia di armeggiare tra i cambi nell’armadio.

Per quanto riguarda i vestiti, meglio leggeri e facili da levare e mettere per favorire il piccolo a far da sé e non attendere di essere aiutato dall’adulto. Cambi di vestiti devono essere anche loro pronti e subito a disposizione. Chi ha la possibilità non abbia paura di chiedere una mano con le lavatrici nella cerchia di amici e parenti.

 

 

Da sempre senza pannolino è possibile ma è ancora un’avanguardia

È una tendenza in lieve ma costante aumento e comprende tutti i genitori che hanno scelto di non usare pannolini, compresi i lavabili, per l’accudimento del bebè.

Si chiama EC (Elimination Communication) ed è una frontiera ancora poco esplorata in Italia, solo pochi testi si trovano tradotti in libreria come riferimento. Ma sono attivi tanti gruppi di genitori cui chiedere pareri e confronto.

Il piccolo non indossa pannolino, ma gli viene offerta la possibilità di evacuare liberamente fino a trovare il giusto equilibrio nel momento in cui sarà in grado di controllare autonomamente i propri sfinteri. Una soluzione per certi versi estrema ma che ci fa ben riflettere sulla gravità dello svezzamento da pannolino. Per il piccolo si tratta di accettare improvvisamente l’abbandono di una componente che fa parte della sua quotidianità sin dalla nascita. Merita rispetto.

 

 

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