Dispositivi antiabbandono, indispensabili in auto

Ultimo aggiornamento: 20.11.19

 

Sono piccoli gadget da installare sui vecchi seggiolini e presto saranno in dotazione insieme alla nuova generazione di dispositivi per la sicurezza in auto

 

La legge di bilancio 2019 stanzia i fondi per agevolare l’acquisto dei dispositivi antiabbandono integrati o da collegare al seggiolino auto. Si tratta di un tassello che si aggiunge al percorso che intraprende l’Italia, prima in Europa, per la tutela della sicurezza dei minori in auto.

La legge è stata approvata lo scorso settembre 2018 e attualmente sono numerosi gli elementi appena abbozzati o ancora da definire. Si prevede però che entro l’estate 2019 sarà emanato il decreto attuativo ed entrerà in vigore l’obbligo dei dispositivi a bordo se in auto viaggiano bambini fino all’età di 4 anni.

Le pene per il mancato adeguamento sono pari a quelle attualmente previste nel caso il bambino non viaggi assicurato al seggiolino adatto alla sua età e conformazione.

 

Cosa sono e come funzionano i dispositivi antiabbandono

Si stima che dal 2011 si sia registrato un caso fatale l’anno in cui il bambino è stato dimenticato in auto. Una stima che non considera altri parametri, per esempio i casi in cui il bimbo sia stato recuperato in tempo.

Fatto sta che il mercato delle app, per lo più gratuite, è già ampiamente popolato di soluzioni che fanno da promemoria in caso si viaggi con un bimbo a bordo. Invece la normativa in vigore fa riferimento ai dispositivi da installare nel seggiolino, dal costo minimo, o ai seggiolini auto che già includono il dispositivo di allarme antiabbandono, più sofisticati e costosi.

Il mercato non è ancora del tutto pronto a offrire soluzioni previste dalla norma e per adesso il range di spesa oscilla tra i 150 e i 350€. Cifre che dipendono soprattutto dalle caratteristiche del seggiolino che include anche il dispositivo antiabbandono nella loro tecnologia. Del resto, le caratteristiche tecniche e funzionali di questi dispositivi sono state appena definite nel decreto attuativo varato nel gennaio 2019 dalla Direzione Generale della Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Gran parte dei sistemi di allerta si collegano al telefono dell’autista. Chi conduce l’auto sincronizza il proprio smartphone con il dispositivo di sicurezza per ricevere un allarme in caso si rilevi la presenza del bimbo a bordo con il motore spento. Il dispositivo deve potersi connettere allo stesso modo anche con altri utenti, almeno tre.

Per il momento merita una menzione speciale il seggiolino realizzato da Chicco in collaborazione con Samsung, BebèCare. Un dispositivo in grado di collegarsi non solo col telefono dell’autista, ma anche con altri contatti utili, se ne possono registrare fino a cinque cui il dispositivo manda un messaggio nel caso di mancato intervento da parte dell’autista.

 

 

Iter della legge fino all’approvazione nell’estate 2018

La legge bazzica in parlamento già da diverse legislature. È stata oggetto di dibattito anche in passato e sempre sull’onda lunga delle gravissime tragedie che hanno segnato la cronaca nera nazionale e internazionale.

Di fatto, la legge è entrata nell’agenda di governo la scorsa estate, nel 2018, ed è diventata legge approvata pressoché all’unanimità da Camera e Senato lo scorso settembre.

Il testo contiene già nel primo articolo le scansioni temporali che servono al mercato per adeguare la propria offerta di prodotti specifici per le nuove esigenze del codice della strada. Quindi è stato determinato il tetto massimo entro cui la norma deve entrare in vigore. Dall’approvazione dello scorso settembre che ha visto anche l’ok da parte della commissione Bilancio e Affari costituzionali insieme a quello della commissione Trasporti fino all’applicazione definitiva della norma passerà del tempo.

Ma non troppo, infatti la norma prevede che il decreto attuativo da parte del ministero diventi effettivo entro la data del 1 luglio 2019. Nella finestra temporale dei 120 giorni previsti dall’emanazione del decreto operativo fino allo scatto dell’obbligo, le aziende potranno proporre sul mercato i propri prodotti e gli acquirenti interessati potranno valutare l’acquisto tenendo conto delle proprie capacità di spesa.

 

Tempi ed entrata in vigore

Finora la tabella di marcia è stata rispettata, seppure a grandi linee, e le disposizioni del governo sono state seguite. Non è un caso che il parlamento abbia dimostrato grande coesione sul tema.

L’approvazione dell’obbligo del dispositivo di allarme antiabbandono si prevede sarà accompagnata anche da un’intensa campagna in favore della maggiore tutela dei bambini in auto. Infatti, la vera emergenza è costituita dal numero di incidenti che riguardano i giovani da zero fino a 14 anni, quelli che non possono contare sulla protezione delle cinture installate in auto.

Qui le stime sono molto più allarmanti e si parla di circa cinquanta casi di incidenti mortali ogni anno. La corretta applicazione della norma si rivela indispensabile per tutelare le figure più deboli e che non hanno strumenti per difendersi dai pericoli della strada.

 

Sanzioni penali in caso di mancato adempimento

La norma si allinea alle sanzioni già previste in caso di mancato adempimento della sicurezza in auto. Quindi le pene previste in caso di non disporre dell’adeguato sistema antiabbandono sono le stesse in caso di essere colti senza le cinture di sicurezza o se il bambino non ha il proprio seggiolino omologato in auto.

Quindi vale quanto disposto già nell’articolo 172 del Codice della strada in materia di cinture di sicurezza e uso dei seggiolini a bordo.

Le pene sono comminate in caso di riscontro del mancato adeguamento alle nuove disposizioni e installazione del seggiolino antiabbandono. Teoricamente potrebbero essere applicate anche se il dispositivo è presente ma non attivato.

Si va dalla multa compresa tra 81 euro e 326 euro, alla perdita di 5 punti della patente che può diventare una sospensione da 15 giorni fino a due mesi in caso di recidiva entro i due anni dal primo accertamento.

 

 

Incentivi alle famiglie per l’acquisto dei dispositivi antiabbandono

Nella finanziaria 2019 è stato stanziato un milione di euro per agevolare le famiglie e consentire loro di acquistare un seggiolino a norma. Lo stesso importo è previsto per l’anno successivo. Si tratta di una disposizione che prevede di alleggerire il carico finanziario delle famiglie che devono affrontare spese importanti per offrire la necessaria sicurezza in auto.

Al momento non sono stati ancora definiti i criteri di stanziamento dei fondi né quali famiglie ne hanno diritto. Si tratterà di un incentivo fiscale, quindi un importo da dedurre dal carico delle tasse da pagare alla fine dell’anno. Quello che si sa è che l’importo stanziato nel 2019 sarà già spendibile nella dichiarazione relativa all’anno 2018. Cioè quello che dovrà essere pagato entro dicembre 2019.

 

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