Da bebè a bimbo: le conquiste del lattante

Ultimo aggiornamento: 12.09.19

 

Il neonato durante il suo primo anno vive trasformazioni radicali e impressionanti. Ecco di cosa può essere capace

 

Lo sviluppo del neonato è caratterizzato da tappe via via sempre più indistinte, nelle quali ognuno sviluppa capacità specifiche poco per volta. Eppure si possono identificare alcuni aspetti che accomunano in linea di massima il decimo mese di vita di ogni bebè.

Questo è il momento in cui si affinano le capacità esplorative e la capacità di interagire con il resto del mondo che lo circonda migliora ogni giorno. Sono giorni contraddistinti da grandi scoperte e novità che gli permettono di acquisire la padronanza e la fiducia in se stessi che serve per poter crescere sano e sereno.

Seguire le tappe dello sviluppo proponendo i giusti stimoli e lasciandolo libero di esplorare è un lavoro duro ma che ripaga a pieno.

 

Quanto cresce il bimbo a 10 mesi

Un bimbo a 10 mesi comincia ad acquisire la migliore padronanza dei propri movimenti, si mette seduto e a volte anche in piedi. Potrebbe aver già iniziato a gattonare e in alcuni casi i piccoli più spericolati cominciano a reggersi in piedi, sulle punte o sorreggendosi agli appigli che trovano alla loro portata. Si tratta di una fase contrassegnata da grandi scoperte, progressi e regressioni che si stabilizzeranno solo negli anni a venire.

In questo periodo i piccoli pesano circa 9 chili, poco meno se sono femminucce, e sono lunghi almeno una settantina di centimetri. Questi dati variano da bimbo a bimbo e spesso dipendono dal patrimonio genetico ereditato dai genitori. Un aspetto che dovrebbe essere chiaro ai genitori e che spesso non è preso in considerazione è che la crescita del bebè in questo momento comincia a subire la fase d’arresto. Bimbi che sono cresciuti molto durante i primissimi mesi, adesso potrebbero rallentare lo sviluppo fisico in favore di quello psicologico e della coordinazione dei movimenti.

Anche il sonno comincia a trasformarsi, diminuiscono i riposi mattutini in favore di un riposo notturno con minori interruzioni. Anche se, in media, bisognerà attendere il terzo anno prima che i ritmi del sonno e della veglia si stabilizzino ulteriormente.

 

 

Nuove competenze e capacità motorie

Anche se i genitori non hanno tempo di rendersene conto, le trasformazioni che sono avvenute in questi primi mesi di vita sono state molto importanti.

La capacità di sviluppo delle competenze motorie, sociali e di coordinazione tra mano e occhio varia a seconda di ogni bimbo. È controproducente fare dei paragoni in questa fase della crescita, e probabilmente lo è durante tutta la vita. Infatti, se i primissimi mesi sono stati caratterizzati da uno sviluppo a comparti molto serrati in un secondo tempo è bene evitare confronti diretti con altri bimbi. Fratelli compresi.

Spesso, in questa fase dello sviluppo il piccolo si limita a osservare e studiare dall’esterno le dinamiche che regolano il mondo visibile. Poi faranno in modo di prendere dimestichezza e interagire con gli oggetti che li circondano.

Il piccolo adesso riesce con maggiore coordinazione e padronanza dei movimenti a dirigere la mano verso gli oggetti che gli interessano, spingerli a terra, lanciarli o portarli alla bocca. La ripetitività dei gesti contraddistingue questa fase esplorativa che serve al piccolo a prendere dimestichezza con le regole e le manifestazioni degli eventi intorno a sé.

In questa fase il bambino è in grado di muoversi autonomamente e raggiungere con i propri mezzi quello che suscita la sua attenzione e si trova alla sua portata. Se si sarà resistito alla tentazione di avvicinare alla sua portata gli oggetti più interessanti quando ha iniziato a muoversi sulla pancia o a gattonare, è probabile che continuerà a contare sulle proprie forze per raggiungere gli oggetti più interessanti.

 

Il gioco diventa sempre più strutturato ed esplorativo

In questa fase dello sviluppo sono tanti gli elementi che attirano l’attenzione del piccolo. La manipolazione comincia a diventare sempre più raffinata e il piccolo si fa più esigente.

È questo il momento adatto per proporre le prime costruzioni, come i blocchi da impilare e quelli con incastri semplici. La presa si rafforza e si irrobustiscono i muscoli fino a rendere più semplici azioni molto stimolanti come battere con un martello.

È il periodo ideale per proporre l’assolo di batteria sulle pentole della cucina. Mestoli, pentole, martelli e giochi simili sono molto attraenti in questa fase e consentono al piccolo di divertirsi mentre affina la coordinazione dei movimenti. Oppure i giochi dei travasi, in apparenza poco interessanti ma che rappresentano un grande stimolo per sviluppare la concentrazione e il coordinamento.

Per capire quando suggerire questo tipo di attività al bimbo basterà attendere il giorno in cui passerà oltre mezz’ora riempiendo e svuotando i cassetti alla sua portata. Si potranno predisporre dei cesti con oggetti vari, accomunati da una caratteristica come il colore o il materiale oppure il settore della casa cui appartengono. Con il passare del tempo si potrà affinare la capacità di coordinamento dei movimenti proponendo oggetti più piccoli da travasare da un contenitore all’altro con bicchieri, cucchiai o pinze.

 

Lallazione e capacità comunicative più affinate

In questa fase il piccolo comprende appieno di poter interagire con l’ambiente intorno a sé. È questo il momento migliore per proporgli stimoli che spronino la sua attenzione e lo incoraggino a comunicare ciò che prova. Dall’entusiasmo alla contentezza fino alla curiosità, è ampio lo spettro di emozioni che si possono coltivare e proporre anche ai bimbi che ancora non hanno padronanza con le forme di comunicazione strutturata.

Portarlo a spasso nel passeggino significa coinvolgerlo nella scoperta di quello che avviene intorno a sé. È il momento perfetto per passare al passeggino leggero dato che il piccolo ancora non ha modo di camminare da sé, ma ha bisogno di uscire per fare esperienza.

 

 

Il rapporto con il cibo si specializza

Anche il cibo diventa veicolo per fare nuove esperienze ed è consigliabile permettergli di toccare con le proprie mani il cibo e portarlo alla bocca per fargli provare le diverse consistenze.

È il momento in cui diminuisce anche la quantità dei pasti e spesso qui iniziano le prime inappetenze che preoccupano la maggior parte dei genitori impreparati a questa evenienza.

Chi ha scelto di fare autosvezzamento probabilmente sarà già a conoscenza dell’importanza di lasciare il piccolo libero di regolare le quantità e il tipo di cibi da mangiare. Chi invece ha preferito lo svezzamento tradizionale, potrebbe avere ancora bisogno di pappe ben bilanciate per garantire l’apporto dei giusti nutrienti.

 

 

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