Cosa sapere quando si deve misurare la febbre ai bambini

Ultimo aggiornamento: 12.09.19

 

Movimenti bruschi, nervosismo per colpa della malattia e l’età possono essere degli ostacoli nel rilevare la temperatura corporea dei più piccoli

 

Ci sono alcune regole di base da tenere a mente quando si sceglie per la prima volta un dispositivo per misurare la febbre al bambino. Infatti, se fino a pochi anni fa la scelta era limitata al solo termometro in vetro, dopo la messa al bando del mercurio nel 2009 la faccenda si è complicata. Sono entrati in ballo nuovi strumenti, alcuni meno adatti alla misurazione domestica e altri davvero utili a rendere l’operazione più rapida e precisa.

Ci sono anche altri accorgimenti da tenere a mente, come per esempio il range di temperature che varia a seconda della zona misurata. Oppure è bene sapere quale sia la posizione più adatta in base alle diverse misurazioni.

 

I dispositivi in commercio

Se una volta era facile misurare la febbre, c’era solo un metodo, le cose si sono radicalmente ribaltate dal 2009 in poi. Chi ancora possiede il vecchio termometro a mercurio dovrebbe essere ben consapevole del rischio che corre. Se ancora superstite, l’apparentemente innocuo termometro col classico bulbo grigio e la scala graduata è potenzialmente tossico e la sua rottura potrebbe rappresentare un grave rischio per l’incolumità e la salute.

E se state pensando di obiettare che generazioni di bambini sono cresciute inforcando il termometro al mercurio, tirate un respiro di sollievo: è tossico solo se si rompe.

 

 

Classico termometro pediatrico

In realtà il metodo analogico per la misurazione della febbre non è andato del tutto in pensione. A sostituirlo ci ha pensato una lega di metalli diversi, il galistano, che è mantenuta a livello semisolido. Se sottoposto alla temperatura corporea, da 35 gradi in poi, si dilata e segna sulla scala millesimale il dato esatto.

Ha il vantaggio di essere molto efficace, se usato correttamente riporta sempre lo stesso dato e non è soggetto a grosse variazioni come avviene ancora per gli strumenti digitali.

Il difetto un po’ fastidioso è che tende a solidificare e per questo è dura riportare il bulbo alla condizione sufficiente per essere usato di nuovo. Un trucco infallibile? Abbassare il livello di galistano quando è ancora caldo, quindi subito dopo aver misurato e preso nota della temperatura.

 

Termometro digitale

Il funzionamento di un buon termometro digitale è molto simile a quello analogico. Un bulbo rileva la temperatura e poi questa viene mostrata sul display. È veloce, per lo più preciso e affidabile.

Di solito è flessibile, quindi è più facile posizionarlo in maniera corretta anche perché il bulbo è particolarmente sottile.

Il suo neo sono le batterie. A volte non è possibile sostituirle e si è costretti a cambiare tutto il termometro. Un grosso guaio per l’ambiente e perché non sempre si è pronti a rispondere alle emergenze.

 

Termometro a infrarossi

Ne esistono di due tipi, da contatto e non. Quelli da contatto si posizionano dentro l’orecchio e rilevano la temperatura del timpano. Sono quelli più usati in ambito sanitario e ospedaliero e non sono così facili da usare, specie i dispositivi a uso domestico.

Quelli che non hanno bisogno di entrare in contatto con la pelle, rilevano la temperatura superficiale. Per esempio della fronte, ma anche in questo caso sono passibili di errore.

 

Striscia a cristalli liquidi

Queste strisce si impiegano già da tempo in ambiti diversi e recentemente sono comparsi tra i dispositivi per la misurazione della temperatura corporea. Ma i pediatri, quasi all’unisono, li sconsigliano. Ci sarà una ragione.

 

Dove misurare la febbre

La misurazione della febbre o in generale della temperatura del corpo deve avvenire tenendo conto che cambia in base alla zona scelta. Le aree interne, come la bocca e il retto, sono meno soggette a subire interferenze esterne ma non sono sempre la soluzione ottimale. Se si è abituati a misurare la febbre sempre nello stesso posto, l’ascella sinistra per esempio, si saprà di avere sempre un parametro utile cui riferirsi per identificare eventuali anomalie.

 

Misurazione interna

Orale. Il termometro che si mette in bocca, non importa se analogico o digitale, deve essere ben pulito. Bastano acqua e sapone o alcol ma è bene tenere conto che potrebbero restare tracce della sostanza impiegata e un saporaccio in bocca non piace ai grandi né ai piccoli. Qui la temperatura è leggermente più alta rispetto all’incavo ascellare o inguinale, di norma si considera mezzo grado di differenza rispetto al valore esterno.

Rettale. Valgono le stesse accortezze che per la bocca riguardo l’igiene ma, per ovvi motivi, non riguardo il sapore. Anche le variazioni di temperatura sono nell’ordine di mezzo grado circa in più.

Del timpano. Questa misurazione può avvenire solo tramite il dispositivo a infrarossi e si usa soprattutto in ambito ospedaliero perché è molto preciso e igienico. Ma è indispensabile sapere bene come usarlo senza fare errori.

 

Misurazione esterna

Ascellare. Probabilmente è la preferita da tutti in assoluto, è la meno invasiva e la sua affidabilità è tra le più alte. L’unica accortezza è che il braccio non sia sudato, quindi il bulbo del termometro deve aderire perfettamente alla pelle detersa e asciutta.

Inguinale. È una misurazione simile a quella dell’ascella, con la differenza che qui non si forma l’incavo tipico delle braccia e che nei bambini è più marcato.

Della fronte. Si effettua esclusivamente con il dispositivo a infrarossi, e anche in questo caso bisogna considerare che la tecnologia attualmente disponibile non è semplice da gestire se non si è del mestiere.

 

Come si misura la febbre

Il dato interno si aggira intorno a 37° mentre quello ascellare intorno a 36,6°. Questi valori si riferiscono agli adulti sani. Mentre per i neonati di solito si considera normale mezzo grado in più rispetto a quelli dell’adulto.

Per essere certi di non prendere una cantonata è bene sapere cosa fare per misurare bene la temperatura in base alla modalità scelta.

 

 

Orale. Non basta tenere in bocca il termometro, analogico o digitale, è necessario tenere il bulbo sotto la lingua. Inoltre è indispensabile che non siano state somministrate bevande o cibi molto caldi o molto freddi durante l’ultima mezz’ora.

Ascellare. Il bulbo deve aderire perfettamente alla pelle e questa deve essere pulita e asciutta. Il sudore può falsare il dato e se il bulbo si sposta non è più in grado di misurare bene. Per evitare la rottura del termometro di vetro, è importante metterlo in senso verticale e non orizzontale, seguendo la linea del braccio.

Rettale. Qui le soluzioni cambiano in base a come ci si sente a proprio agio e all’età del bambino. Difficile che un bimbo di un paio d’anni acconsenta a mantenere per due minuti la posizione adatta, quindi è bene considerare che questa soluzione è valida per i bebè. Per i quali però i pediatri raccomandano di non usare il sistema rettale di misurazione! Lasciandovi l’onere di sciogliere gli indugi vi diciamo solo che il bimbo deve stare immobile. Quindi si può scegliere se tenerlo a pancia in giù sulle proprie gambe o se tenerlo coricato sulla schiena tenendo sollevate le gambine.

Del timpano. La particolare irrorazione sanguigna di questa parte del corpo è adatta a misurare la temperatura reale. Peccato che la zona in cui scorra il sangue in superficie è davvero piccola e che basti uno spostamento di pochi millimetri per perdere il “segnale”. Inoltre, otiti e infiammazioni alle vie respiratorie possono alterare il dato e rendere questo sistema inefficace.

 

 

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