Come superare i primi mesi dopo l’arrivo del pupo in casa

Ultimo aggiornamento: 21.11.19

 

Si può seriamente temere di non essere in grado di riuscire a superare i primissimi mesi di vita del neonato. Eppure dopo qualche settimana di assestamento, si trova il modo di andare tutti d’accordo e divertirsi grazie alle magnifiche scoperte del bebè. Alcuni gadget possono rivelarsi utili per superare le iniziali difficoltà.

 

I neo genitori, travolti dai radicali cambiamenti che comportano i primissimi mesi di vita del bebè spesso pensano, seriamente, di non farcela. Eppure la luce alla fine del tunnel arriva per tutti e in alcuni casi la meta finale può essere raggiunta più facilmente grazie ad alcuni oggetti strategici.

Poter contare sui vantaggi delle comodità di questo lato del mondo non è una cosa da poco, specie considerando che in altre culture per crescere un bebè la gestione è radicalmente diversa. Si sostiene che non basti un villaggio per allevare un bambino mentre la nostra tendenza all’isolamento in piccoli nuclei familiari non aiuta. Non sorprende che si siano moltiplicati gadget e accessori che permettono di automatizzare alcuni processi.

Sempre lodata la lavatrice, su tutto, questo elettrodomestico rappresenta la quintessenza della semplificazione delle faccende. Ma ci sono anche altri oggetti che possono diventare un vero salvagente per i genitori in grave astinenza da sonno.

 

Ecco cosa serve per avere tutto sotto controllo

Potrà capitare anche a voi di girare per casa con il pargolo nudo tra le braccia perché i pannolini non sono al loro posto e non avete fatto in tempo a riporre i panni puliti. Non sarete additati come cattivi genitori per questo, ed è certo. Ma per riuscire a entrare bene nell’ordine di idee che tutto cambia quando ci si dedica al bebè, una pianificazione dettagliata e a ranghi serrati degli spazi domestici è di grande aiuto.

Quindi strutturare gli ambienti in base ai bisogni del neonato aiuta a sapere bene dove e cosa cercare anche quando si è in preda al panico mentre il piccoletto è in piena crisi.

Il pianto del bebè, questo è noto, attiva dei recettori che mandano in stato di allerta il cervello dell’adulto. Tutti sono programmati per attivarsi e quanto più il piccolo urla e strepita, tante più persone si accalcheranno alla porta per sapere cosa sta succedendo.

È normale, e per questo è bene sapere come mantenere la calma nei momenti critici ed evitare di lasciarsi sopraffare dalle emozioni. Poter contare su una pianificazione irreggimentata, può sembrare eccessiva ma non lo è.

 

 

Un fasciatoio

Avere a portata di mano tutto l’occorrente per il cambio significa anche sapersi adattare con flessibilità alle esigenze che cambiano velocemente.

La scorta di pannolini sempre a portata di mano, i vestiti puliti e biancheria, asciugamani e salviette, tutto deve essere facile da raggiungere stendendo il braccio.

Oltre alla dotazione base, è necessario attrezzarsi per rispondere alle esigenze del momento. Alla cura del cordone segue la somministrazione delle vitamine, la K o la D sono quelle più spesso prescritte alla nascita, poi è tempo di profilassi per prevenire l’arrossamento delle zone intime, e così via in una sequela senza fine di emergenze più o meno routinarie cui dare risposte istantanee.

Allo stesso tempo è necessario prestare massima attenzione al bebè durante il cambio. Come al leprecano della tradizione irlandese, non dovrete mai togliere gli occhi di dosso al pupo. Non vi mostrerà la pignatta piena d’oro alla fine dell’arcobaleno, ma eviterete così che ruzzoli dal fasciatoio o da qualsiasi ripiano su cui è poggiato.

Un altro elemento utile che serve a velocizzare le operazioni del cambio è avere vicino il cestino dove buttare il pannolino sporco. Pensare di buttarlo altrove è pura utopia, il piccolo vorrà essere preso in braccio e non vorrà condividere lo spazio con il fagotto puzzolente che resterà in attesa del suo destino accumulandosi in bagno. Puntate senza troppa esitazione al mangiapannolini più venduto un oggetto semplice e in grado di isolare l’ambiente dai cattivi odori.

 

Il bagnetto

Per lavare il pupo ci sono varie scuole di pensiero, c’è chi sostiene che andrebbe usata solo acqua tiepida, altri invece ribadiscono l’importanza di usare un sapone neutro con il pH adeguato alla pelle delicata del piccoletto.

La verità è che il bagnetto è un momento divertente e regala una buona mezzora di intrattenimento. Questo nell’economia di una giornata in cui ci si sente come investiti da un treno in corsa, è un grande traguardo. Permette di trovare una buona attività da svolgere con il pupo quando non si hanno le energie per proporre canzoncine e altri intrattenimenti. È calmante e distensivo specie quando pare che il piccolo non abbia voglia di stare in nessun altro posto al mondo se non passeggiando in braccio. Insomma, procura indubbi vantaggi che vanno colti con grande saggezza e preparazione.

È indispensabile che l’adulto che si occupa di fare il bagnetto trasmetta una sensazione di serenità che rassicuri il piccolo. Quindi tutta la faccenda assumerà i contorni del gioco e diventerà un momento di vero spasso per entrambi. Un buon riduttore per la vasca grande, per la doccia o persino per il lavabo servirà per dedicarsi con successo ai giochi d’acqua da fare per incantare il piccolino.

 

La culla e il dondolo

Il movimento ritmico del dondolio è notoriamente in grado di calmare i bebè più irrequieti. A meno di non stare segnalando un grave problema. Infatti, il neonato usa il pianto come mezzo per comunicare il proprio disagio, o più semplicemente il fastidio procurato dalla stanchezza e dalla difficoltà a prendere sonno.

Pare che il piccolo associ questo movimento ritmico alla sensazione che provava dentro la pancia quando la mamma camminava. Altri sostengono si tratti di un ricordo ancestrale legato all’associazione del dondolio alla percezione del passo per spostarsi da un luogo pericoloso a uno sicuro. Quindi camminare, per il bebè, rappresenta il segnale per mettersi in salvo e per questo calmante.

Sarà per questo o quell’altro motivo, un piccolo cullato è un bimbo sereno sin dalla notte dei tempi. Prendiamo per buono questo dato e ce ne serviamo per far tranquillizzare il pupo che non vuole saperne di fare la nanna.

Sdraiette, culle con sistema basculante o altalene con meccanismo per il movimento meccanico, tutto fa brodo e ogni bebè può contare sull’ipnotico effetto del dondolio.

 

 

Il “necessaire” per le pappe

Per portare a termine la missione è necessario provvedere al nutrimento del pupo esattamente nel momento in cui reclama la pappa. Chi può contare sulla tetta sa di avere un’arma in pugno per scongiurare il 90% delle cause di pianto e disperazione del bebè. Ma occhio perché provoca grave dipendenza dalla quale è difficile sganciarsi.

Chi invece deve provvedere con latte formulato, dovrà accertarsi di avere sempre a disposizione quello che serve per sciogliere la polvere o riscaldare il latte già liquido.

Lo scaldabiberon è il degno erede del classico pentolino sul fuoco che finisce sempre per essere sempre dimenticato su, con rischi di gravi ustioni o principi d’incendio che si sviluppano in cucina.

 

 

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