Come si preparano gli omogeneizzati per lo svezzamento

Ultimo aggiornamento: 12.09.19

 

Rinunciare al baby food è un grande vantaggio per la salute del bebè, per non scoraggiarsi e ottenere risultati si può seguire qualche stratagemma

 

Per lo svezzamento dei bambini è necessario scegliere gli ingredienti migliori e rendere il passaggio dalla dieta liquida a quella solida divertente e intrigante.

Il piccolo sarà naturalmente attratto dal cibo degli adulti, infatti desidera mettere in bocca quello che mangiano i grandi e prendere parte ai rituali quotidiani intorno alla tavola.

Lo fa in maniera naturale e spontanea seguendo il proprio istinto adattivo che gli consente di apprendere come si sta al mondo studiando i comportamenti degli adulti di riferimento.

Quando ci si interroga su come portare a compimento uno svezzamento corretto, è bene valutare attentamente il tipo di alimentazione prevalente di tutta la famiglia.

Presto i piccoli passeranno dal cibo liquido a quello semisolido verso porzioni ridotte di quello che bolle in pentola per tutti i commensali.

 

Gli ingredienti scelti sono sempre raccomandabili

Durante le varie tappe dello svezzamento è molto importante fare una scelta di metodo. Si tratta di valutare tenendo in grande considerazione i propri costumi, le abitudini, i principi di base adottati per la cura generale del bebè. Il metodo di svezzamento che risulterà più naturale e consono al proprio stile sarà di conseguenza quello giusto.

Se si opta per lo svezzamento tradizionale, introducendo gli alimenti poco per volta per verificare le reazioni che producono sul bebè è importante scegliere ingredienti di alta qualità.

Chi ha la fortuna di poter controllare l’origine degli ingredienti, come la provenienza o le metodiche di allevamento o coltivazione, deve cogliere l’opportunità di migliorare la qualità della propria alimentazione. E di riflesso, di quella del bebè.

La qualità è data anche dal rispetto dei tempi di maturazione direttamente sulla pianta. Questa è una condizione che permette a frutta, verdure e ortaggi di sviluppare il proprio potere nutrizionale al meglio.

 

 

Perché fare a meno dei prodotti già pronti

Chi per praticità acquista prodotti dell’industria del baby food sa che dovrà alternarli ad altri cucinati e processati in casa. La ragione è la stessa per cui si evita di mangiare cibo preconfezionato ogni giorno. Ha un grosso impatto sul portafoglio, si rischia di pagare pochi grammi di mele più dell’attuale valutazione dell’oro. E soprattutto non è sempre facile poter interpretare con chiarezza le informazioni fornite riguardo l’origine degli ingredienti e la loro reale composizione nel prodotto finale.

Spesso logiche di mercato prevalgono su quelle del buon senso e si finisce col proporre al bambino alimenti che invece non sono adatti per il suo delicato metabolismo.

Si considera che buona parte dell’epidemia di obesità che riguarda la popolazione in occidente, specialmente nella fetta in età pediatrica, dipenda dalla scorretta assunzione di nutrienti. Alimenti preconfezionati sbilanciati sul piano della composizione portano a interferire con il metabolismo e generare disturbi importanti nel corso della vita adulta.

 

Processare il cibo con i giusti attrezzi

Per preparare in poco tempo le pappe da dare ai bambini in età di svezzamento è utile seguire alcune regole. Per esempio è bene tenere a mente che gli alimenti processati, tritati o frullati, sono più esposti all’azione dei batteri. Offrono una maggiore superficie che può essere colonizzata dai germi naturalmente presenti nell’aria.

Buona parte di queste sostanze possono essere gestite dal sistema immunitario dei bambini. In un certo senso è giusto che siano esposti al contatto con questi agenti potenzialmente patogeni. Serve all’organismo riconoscerli e contrastarli.

Però è importante considerare che gli alimenti preparati in casa anche se sono più genuini hanno alcune criticità. Devono essere consumati presto, se questo non avviene è importante conservarli in modo da proteggerli dal contatto diretto con l’aria. I cibi cotti si conservano meglio rispetto a quelli crudi, ma perdono parte delle sostanze nutritive.

Si possono usare diversi sistemi per ridurre in purea il cibo, per esempio i frullatori a immersione sono molto adatti allo scopo. Oppure è possibile ricorrere agli omogeneizzatori che sono robot da cucina specializzati per processare il cibo dei più piccoli.

 

Qualche ricetta e consigli per la preparazione delle pappe

Per preparare buoni passati non ci vuole il libro delle ricette. È consigliabile non esagerare con i mix di verdure, per evitare di falsare i sapori e proporre al bimbo anche un’esperienza sensoriale alla scoperta del cibo. Si possono realizzare omogeneizzati a partire dalle verdure, magari mischiando quelle che più spesso si associano nelle ricette quotidiane, come cipolla, carota e sedano. Man mano è possibile fare delle varianti e aggiungere carne o pesce cotti al vapore. La frutta può essere proposta cruda o cotta e si possono combinare i gusti per rendere più dolce il risultato finale.

È bene rinunciare alla tentazione di salare o dolcificare le pappe. L’unico risultato è falsare il gusto degli ingredienti e abituare male il palato del piccolo. I cereali possono essere aggiunti in forma di farina o di fiocchi. In questo modo si offre al piccolo i chicco integro e ricco dei preziosi nutrienti. I fiocchi si cucinano in pochi minuti e conferiscono una consistenza corposa e gradevole al preparato a base di verdure o proteine animali.

 

 

L’allattamento al seno e le allergie

Uno dei più grandi crucci in fase di svezzamento è l’eventuale insorgenza di allergie. Si considera che l’esposizione ad allergeni possa causare reazioni incontrollabili. In realtà sono poco comuni i casi di allergia conclamata a un particolare alimento e spesso si  tratta di fattori ereditari. Quindi se in famiglia c’è già un soggetto allergico sarà il caso di prestare particolare attenzione.

Un altro degli equivoci frequenti è pensare che il piccolo sia esposto per la prima volta in assoluto agli allergeni solo durante lo svezzamento.

Già durante la gravidanza il piccolo viene in contatto attraverso placenta e cordone ombelicale con le sostanze che mangia la madre. Inoltre, se è stato allattato al seno queste sostanze passano attraverso il latte e possono causare la prima reazione allergica già in questa fase.

È importante pensare lo svezzamento come una prosecuzione e non solo come una tappa della crescita, considerandone la continuità già con la fase perinatale.

 

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (2 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...