Come lavare il fasciatoio e garantire l’adeguata igiene al neonato

Ultimo aggiornamento: 13.09.19

 

In preda al sacro furore della cura per la casa, le neomamme iniziano a sterilizzare ogni angolo e ogni superficie nascosta. Ma per fare un buon lavoro basta poco

 

Quando nasce un bambino capita spesso di farsi prendere dal panico, pensando di esporlo al contatto diretto con troppi più germi e batteri di quanto sia in grado di metabolizzare. Per questo motivo ci si lascia infervorare dal desiderio di sterilizzare ogni oggetto, ogni superficie che possa venire a contatto con il piccolo.

Non basta comprare la culla più accogliente, i migliori materassini fasciatoio, i sonagli più belli, pare che tutto quello con cui il piccolo entrerà in contatto debba essere purificato. Questa specie di culto del neonato, quasi idealizzato e portato a entità astratta, semidivina, può far perdere di vista un problema importante. 

Dedicare ogni giorno tanto tempo alle pulizie, non solo priva del tempo da trascorrere con il bebè. Ma lo espone anche al maggiore rischio di contrarre infezioni. Infatti, il corpo del bambino imparerà a difendersi solo dal confronto diretto con gli agenti patogeni. Se invece si ritarda il momento in cui il piccolo entra in contatto con questi batteri, minore sarà la capacità di organizzare il contrattacco.

 

Perché è importante l’igiene quando in casa c’è un neonato

Complice un sistema immunitario ancora immaturo e molte funzioni vitali ancora in fase di sviluppo, è importante proteggere il piccolo dal contatto con altra gente, sporcizia e sbalzi di temperatura. Per certi aspetti questa affermazione può sembrare drastica, e in effetti lo è. Ma rimane l’esigenza di mantenere un alto livello di igiene e pulizia per permettere al neonato di adattarsi progressivamente al mondo intorno.

Quindi, soprattutto durante i primi tempi, è necessario aspettare che il sistema immunitario sia sufficientemente formato e in grado di rispondere all’attacco di agenti esterni.

L’attenzione per l’igiene e la pulizia devono essere maggiori quando non si allatta al seno il bebè. È noto che attraverso il latte materno, il piccolo riceve anche batteri utili alla sua flora intestinale e anticorpi che provengono dall’organismo della mamma. 

Se manca questa barriera protettiva è bene provvedere diversamente alla tutela del neonato, prestando maggiore attenzione alla pulizia delle superfici cui è esposto. Ecco perché è importante sterilizzare biberon, ciuccio e altri elementi con cui il piccolo ha contatto diretto, specie in bocca.

 

 

Come fare a garantire la giusta pulizia

La pulizia delle superfici con cui il piccolo viene a contatto deve essere sistematica e accurata. Ma è bene ricordare che anche i prodotti che si usano per pulire possono essere pericolosi per la pelle del bebè.

Sgrassatori, saponi troppo aggressivi, prodotti chimici di tipo industriale che a volte si trovano nelle nostre case, possono risultare estremamente pericolosi. Possono provocare irritazioni alla pelle, esponendola al rischio di arrossamenti o reazioni allergiche. Inoltre, è importante tenere a mente un altro particolare. 

La pelle del bebè, per i primi tre anni circa, non è in grado di fare da barriera alla stessa stregua che la pelle di un adulto. È più permeabile, quindi le sostanze dall’esterno attraversano lo strato dell’epidermide: di certo non un bel vantaggio per il piccolo. Quindi è bene scegliere con attenzione i prodotti da usare per pulire le superfici in maniera efficace e naturale.

La prima regola è cercare di non sporcare. Per farlo è utile usare asciugamano, teli e altro a proteggere le superfici che servono d’appoggio per il bebè. I tessuti sono facili da sterilizzare con una passata di ferro da stiro, non è necessario aggiungere altro.

 

Per pulire il fasciatoio il bicarbonato non basta

È una credenza comune che il bicarbonato sia in grado di igienizzare e pulire a fondo la casa. Eppure per via delle sue caratteristiche e composizione chimica, non ha alcuna valenza in questo senso. Si comporta come se fosse sale, quindi è antisettico solo quando è in soluzione satura, cioè l’acqua ne è così piena che non lo scioglie più. Ma in questo modo non può essere usato per igienizzare le superfici.

Per lo più si può usare per via del suo potere leggermente abrasivo che aiuta a rimuovere le incrostazioni più superficiali, ma non è possibile abbattere la carica batterica di un oggetto semplicemente immergendolo in acqua con un po’ di bicarbonato.

Del resto è anche visibile a occhio nudo: la soluzione di acqua e bicarbonato non è in grado di togliere molto più che la polvere dagli oggetti. Ma se è necessario igienizzare a fondo perché il fasciatoio è veramente sporco, allora sarà il caso di optare per altre soluzioni più mirate.

 

Le soluzioni ideali per il bagno a costo zero

Una delle principali accortezze è quella di risciacquare accuratamente le superfici dopo averle lavate con qualsiasi detersivo. Specie se si usano quelli più aggressivi con una composizione complessa e aggressiva, è bene accertarsi di rimuoverne ogni traccia per evitare che possa venire a contatto con il piccolo. La pelle, ma anche le mucose, dalla bocca agli occhi e i genitali, possono essere facilmente irritati dal contatto diretto con questo tipo di sostanze.

Esistono buone linee di detersivi biologici, con un basso contenuto di agenti chimici particolarmente irritanti. Non è facile orientarsi nell’articolato mondo della detersione industriale, riconoscere gli ingredienti e la composizione delle ricette degli sgrassatori venduti al supermercato. Né è così difficile incappare in una sonora fregatura da parte di aziende che propongono prodotti biologici che non rispettano le promesse.

Il vapore rappresenta una delle opzioni più valide ed efficaci attualmente per pulire il bagno. È consigliabile evitare di esporre i rubinetti e altri oggetti metallici al getto di vapore perché il calore potrebbe deformarli, ma per il resto non ci sono limiti sul tipo di superficie da sterilizzare con il getto mirato a 100°.

 

 

L’attenzione per la pulizia non deve togliere tempo per stare col bebè

Il buon senso può suggerire una buona pratica: la neomamma non dovrebbe mai essere lasciata sola a occuparsi di bebè, casa e resto della famiglia.

Si deve cercare il giusto equilibrio, che a volte arriva a fatica, tra il tempo per godersi il bebè e quello da dedicare alla cura del nido. Anche il tempo del riposo merita di essere celebrato a dovere. Per questo non è il caso di esagerare con la mania delle pulizie quando in casa è appena arrivato un bebè.

 

 

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