Come funziona il sonno del neonato

Ultimo aggiornamento: 29.05.20

 

Quando arriva un bebè la vita dei neogenitori cambia. Per evitare che l’ora di dormire diventi un incubo è bene comprendere cosa regola l’alternanza sonno/veglia nel neonato

 

È cosa nota che un bebè durante i primissimi giorni di vita passi gran parte del tempo dormendo. Nell’arco di una giornata completa, può dormire fino a 19 ore. Ma allora perché il sonno, e la sua mancanza, diventano un tema così scottante tra i neogenitori?

Spesso non preparati a questa stroncante verità, giovani genitori si trovano a comprendere cosa significa per un bebè dormire gran parte delle ore di una giornata. Ben lontano dai ritmi dell’adulto, il sonno del bambino è caratterizzato da continui e indispensabili risvegli.

Al contrario, per l’adulto il sonno riposante e rigenerante è solo quello che si protrae per almeno 4 o 5 ore di seguito senza interruzioni. Una vera chimera quando si ha a che fare con un neonato.

Una volta comprese le sottili dinamiche che sottendono il funzionamento dell’organismo umano quando ha solo pochi giorni di vita, si può studiare una strategia efficace per vivere tutti, insieme, felici e contenti.

 

L’uomo nasce immaturo

Il sonno del bebè è essenziale per consentire al giovane organismo in pieno sviluppo di completare indisturbato la crescita che non è avvenuta durante la vita intrauterina. Il piccolo d’uomo, più di qualsiasi altro mammifero nasce imperfetto. Cioè buona parte del suo sviluppo neurologico e motorio avviene molto tempo dopo la nascita. Si considera che ci vogliano almeno tre anni prima che questo processo sia completato, tempi impensabili in altre specie di mammiferi. 

Per esempio, il piccolo non è assolutamente in grado di muoversi nello spazio per almeno sei mesi, né può procacciarsi il cibo da solo. Il bebè è, in questa fase del suo sviluppo, estremamente dipendente dall’adulto di riferimento.

Per questo motivo il sonno rappresenta una risorsa preziosa. Consente al corpo di svolgere le proprie funzioni essenziali senza essere disturbato da alcun tipo di attività. In questa particolare fase della vita, la crescita è segnata da elementi facilmente individuabili e che si manifestano sempre nello stesso arco temporale.

Nelle prime fasi della vita, l’attività del piccolo si limita ad acquisire nutrienti tramite il latte e processarli durante il momento del sonno.

 

La fisiologia del sonno, nel neonato e nell’adulto

Il piccolo ha bisogno di crescere e per farlo deve mangiare molto e spesso. Un neonato sano sporca tra sei e otto pannolini al giorno, a fronte di altrettante poppate che si susseguono a intervalli più o meno regolari, ogni tre ore circa.

Ogni bimbo fa storia a sé. Non tutti vivono l’alternanza giorno/notte allo stesso modo. C’è chi riesce a prolungare l’intervallo tra una poppata e l’altra e chi invece durante la notte continua a svegliarsi e svegliare dopo brevissimi momenti di sonno.

Non basta la culla per neonato più venduta, la più bella o la più tecnologica: se il piccolo ha fame si farà sentire e sarà una buona idea essere pronti a rispondere alla chiamata. Un adulto, di solito dorme dalle sei allo otto ore a notte. Alcuni riescono a recuperare le energie prima degli altri, mentre ci sono persone che hanno bisogno di dormire a lungo per compensare lo sforzo affrontato durante la giornata. Quando si ha a che fare con un bebè continuamente in stato di bisogno, si può soffrire davvero tanto la pressione dovuta alla stanchezza.

 

I cambiamenti della società segnano lo stile di accudimento dei neonati

Un ritornello che si sente ripetere spesso in questi anni dice che per crescere un bambino ci vuole un villaggio. Di fatto, in quanto animali sociali, sentiamo il bisogno del supporto della nostra collettività di riferimento soprattutto quando si tratta di accudire i nuovi nati.

Un tempo più allargate e cooperative, le comunità dei vicini erano composte da parenti di vario grado e da persone fidate che facevano parte della quotidianità. La solidarietà di vicinato consentiva alle mamme di usufruire del supporto variegato di altre donne. Questa modalità di relazione era di certo più forte nelle comunità più piccole, nelle zone rurali e rimane ancora un modello di accudimento in determinati contesti dove i ritmi della giornata non sono serrati.

Va detto che per le donne il carico di lavoro domestico era molto superiore fino a poche generazioni fa rispetto a quello odierno e, di certo, anche in passato il mestiere del genitore era carico di gravi fardelli.

Oggi è cambiata la società e le famiglie sono atomizzate. Cioè sono lontane da punti di riferimento collettivi come altri parenti prossimi, una rete di solidarietà e amicizie fitta e di sostegno. Si è soli a fronteggiare le numerose richieste e necessità di un bebè. Quindi come fare per sopravvivere tutti felici al primo anno di vita del bebè? 

 

Cose fare per reggere la pressione della cura continua

È inutile girarci intorno, per superare indenni il primo anno di vita del piccolo c’è solo una cosa da fare: dormire quando dorme il bebè. Riuscire in questa raffinata arte è difficile e richiede una certa creatività. Il più delle volte si dovrà essere capaci di addormentarsi a orare improbabili, solo per cogliere l’opportunità di una pennichella in contemporanea.

Altre volte si dovrà cercare di sonnecchiare mentre il piccolo si serve self-service al seno della mamma. Allattare al seno, anche se non si direbbe, è una buona occasione per ridurre la fatica. Non serve alzarsi nel cuore della notte a preparare il biberon da dare al piccolo prima che i morsi della fame lo facciano urlare disperato.

Ogni volta che se ne presenta l’occasione, è necessario sapersi dare il cambio. Pur essendo isolati e spesso lontani da altri adulti che possano suddividersi il carico dell’accudimento, i neogenitori possono giocare di squadra. La migliore soluzione è darsi il cambio, subentrando l’uno in supporto dell’altra per garantire il recupero necessario del sonno perduto. Alternare un biberon di latte in polvere, tirare il latte e conservarlo per la poppata con il papà può salvare da tanti guai e rendere la situazione più leggera e sostenibile.

 

 

 

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